A GHOST STORY di David Lowery – Recensione

A GHOST STORY

“…scrivevo delle note, le accartocciavo…le nascondevo in posti diversi in modo che se fossi tornata ci fosse un pezzo di me ad aspettarmi…erano solo vecchie poesie, cose che volevo ricordare…” (M.)
Nessun effetto speciale ragguardevole, nessun artificio mirabolante, solo una coppia che si ama: C ed M, interpretati rispettivamente da Casey Affleck, premio Oscar come miglior protagonista per Manchester by the sea e Rooney Mara, la Lisbeth Salander nel remake Millenium-Uomini che odiano le donne, per citare uno dei suoi incantevoli personaggi.


Si inizia da una convivenza o meglio da una confidenza e si prosegue con un lutto da elaborare: C, infatti, perde la vita a causa di un incidente stradale e diviene un fantasma. In A Ghost Story non vi sono torni, vasi da modellare, scene erotiche da ricordare e a dirla tutta vi è un ritmo a tratti un po’ fiacco; emerge, tuttavia, la capacità attoriale dei due interpreti che si rivela maggiormente nel garbo con cui muovono le fila dei loro “stati d’animo”, nell’esternare mancanze e tormenti con poche armi a disposizione e nell’abilità di coinvolgere lo spettatore soprattutto mediante gesti e sguardi.
Oltre a silenzi di un certo spessore, a farla da padrona è un lenzuolo “animato” che subisce il presente, osserva la realtà ed in particolar modo la nuova vita dell’amata. Si tratta di una presenza non ingombrante perfino quando prova ad attirare l’attenzione.

Nonostante non vengano esplorate nuove tematiche, questo dramma sentimentale diretto da David Lowery e potenziato dalle musiche di Daniel Hart, si lascia guardare senza alcuna pretesa e pone numerosi interrogativi, che insorgono maggiormente durante un curioso dialogo con l’entità della finestra di fronte.
Non potendo far leva su un clone artificiale come nell’episodio di Black mirror “Torna da me”, quasi ci si arrende dinanzi l’incolmabilità di alcuni vuoti e la sopraffazione dei ricordi, che rimangono incastrati anche tra le macerie di luoghi demoliti.
Sembra non ci sia, al momento, una data d’uscita italiana per quest’opera onirica, accolta positivamente al Sundance Film Festival.

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