Ascensione di Ludovic Bernard – Recensione

ASCENSIONE
C’è un tizio franco-senegalese, un mix tra Steve di Otto sotto un tetto e l’attore Omar Sy versione giovanile, che si mette in testa di scavare il Monte Everest per amore. Si avete capito bene.


“…hai mai fatto niente solo per amore…” cantava Bocelli in un brano del 1995. Ecco Samy Diakhate (Ahmed Sylla), nella pellicola francese “Ascensione” di Ludovic Bernard, senza avere alcuna precedente esperienza in merito, si lancia in un’impresa che ha dell’incredibile, se consideriamo tra l’altro che al giorno d’oggi salire qualche piano a piedi, senza utilizzare l’ascensore può essere ritenuto da alcuni un gesto eroico!

Il protagonista di questo lungometraggio scorrevole e senza alcuna pretesa è adorabilmente buffo e prodigo di risate contagiose, di quelle che fanno bene al cuore. A mio parere riuscirebbe a coinvolgere nella sua avventura anche lo spettatore più pigro!
Vi confesso che inizialmente per me il fine non giustificava i mezzi e ho anche sperato incontrasse un’altra donna durante il tragitto. Non riuscivo a familiarizzare con l’amata Nadia (Alice Belaidi), sfatare il detto “lontano dal cuore lontano” dagli occhi per lei? Finché non ho inteso che non si trattava tanto di superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce, quanto di sollevarla dai suoi sbalzi d’umore, dalle sue paure !


Samy si rivela un braveheart che si adegua all’ambiente circostante senza arrendersi e si ritrova a convivere con etnie, usi differenti riscoprendo la meraviglia di essere simili pur mantenendo la propria identità.
Samy lascia la famiglia alla periferia di Parigi e riceve consensi da un pubblico di ammiratori affezionati partecipi delle sue gioie e delle sue disavventure: una sorta di Truman show, orgoglio del quartiere. E così tra una partita a calcio, una testata alla Zidane, nuove pietanze da assaporare, ponti da attraversare, come si suol dire: la salita è dura, ma quando arrivi in cima il panorama è fantastico.
Tratto da una storia vera e adattamento dell’opera Un tocard sur le toit du monde di Nadir Deundoune, a volte in Ascensione si fondono caratteri del documentario naturalistico e sentimenti. Namastè.

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