Tutti gli articoli di Claudia Vaerini

Sognatrice da tutta la vita... vivo in un modo fatto di fantasia e spesso è anche la realtà che ci circonda

Ghost in the shell, il film, la recensione

Ghost in the shell, il film diretto da Rupert Sanders ed è basato sull’omonimo manga di Masamune Shirow . Ambientato in un mondo dove i robot lavorano con e per gli umani e gli esseri umani stessi hanno impianti robotici.

Quando annunciarono la versione live action avevo paura di quello che sarebbe venuto fuori. Dragon Ball Evolution è qualcosa che fa ancora venire gli incubi, con Ghost in the shell avevo il timore che non solo ripetessero un tremendo adattamento ma anche rovinassero la filosofia che impregna la saga.
Sembrerà assurdo dirlo visto che si tratta di un film e per forza di cose ci devono essere delle differenze. Vero, però purtroppo spesso e volentieri si vede anche uno stravolgimento del carattere dei personaggi che lascia il fan disgustato e non riesce a catturare il pubblico che si avvicina alla storia per la prima volta.

Tutto questo non è successo, anzi, il film pur essendo scollegato ai manga ha mantenuto comunque quello che è il fulcro della storia la sua filosofia e i suoi personaggi con i loro caratteri arricchendo il mondo a cui si ispira con una nuova avventura.

Scarlett Johansson, per quanto non abbia tratti asiatici e il personaggio del maggiore è asiatico, rende bene lo stesso il personaggio.
Il personaggio di Aramaki, il capo della sezione nove, è interpretato magistralmente da Takeshi Kitano.
Nel ruolo di Batou, Pilou Asbæk che riesce a riproporre il personaggio visto anche nei film d’animazione.

Perché andare a vederlo? Se amate la fantascienza è un film da non perdere, se siete appassionati di Ghost in the shell è un capitolo in più che arricchisce la serie.
Non è necessario aver visto i film diretti da Mamoru Oshii, la serie animata o letto il manga per vedere il film e comprendere le interezioni tra i personaggi.
Non sono un’esperta di cinema ma sono sicura che questo film rende molto di più se visto sul grande schermo rispetto al televisore di casa.

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Made in Italy – Antichi mestieri nel mondo di oggi – Satine Cosplay

Inauguriamo con un’intervista a Roberta Greco di “Satine Cosplay – Sartoria Online ” la rubrica “Made in Italy – antichi mestieri nel mondo di oggi”.

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“Io sono una finestra” – La nostra riflessione

Conosci te stesso” frase emblematica che un tempo era presente all’ingresso del tempio di Delfi.

E mai come oggi messa poco in pratica.

Noi giudichiamo gli altri senza mai guardare a noi stessi, perché ancora oggi più di ieri noi non conosciamo noi stessi perché vogliamo apparire come vuole la società in cui viviamo.

Per questo motivo “Io sono una finestra” è una canzone che parla a tutti e di tutti.

Presentata al 65° Festival di Sanremo dall’autrice Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, in arte Platinette, la canzone si è classificata al sedicesimo posto della competizione musicale.

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