BARBIE, THE ICON A MILANO

Barbie – The Icon a Milano

MILANO.- Difficile dire se fossero più entusiaste le bambine, abituate ormai ad avere dozzine di Barbie ogni anno diverse, oppure le mamme o ancor più le giovani nonne, per le quali la prima (e spesso unica) sospirata Barbie è stata un vero mito. Di sicuro la sfilata, o meglio il grande carosello delle 448 bambole della mostra “Barbie – The Icon” non lascia indifferenti.

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Magnificamente allestita all’interno del MuDeC di Milano, il nuovissimo Museo delle Culture, con soluzioni espositive originalissime: dai “girotondi” appunto di Barbie divise per epoche e affiancate dall’appropriato settore della Timeline (per confrontare lo stile con quel che accadeva in queegli anni), agli “ascensori” a tubo trasparente che raccontano le mille carriere della bambola più famosa del mondo, alle “passerelle” degli esemplari rivestiti degli abiti più sontuosi ideati da grandi stilisti, per finire con le teche da museo dedicate alle serie da collezione ispirate a personaggi storici o cinematografici, e al vero “giro del mondo” creato con le tante Barbie “dolls of the world” in costumi etnici (stupende).

Barbie - Josephine Beauharnais
Barbie – Josephine Beauharnais

Non mancano postazioni speciali dove le visitatrici più giovani possono interagire e giocare. Da 56 anni il capolavoro della Mattel è un fenomeno non soltanto di costume ma anche di marketing, amatissimo e qualche volta anche contestato sostanzialmente per le misure da pin-up (ma è così che nasce: come “teen-age fashion model doll”) e per la vita troppo “rosata” che secondo alcuni dipingerebbe davanti agli occhi delle bambine. Ma se non è lecito sognare a quell’età…?! E in realtà con la sua straordinaria “carriera” la nostra Barbie ha voluto essere un’ispirazione per centinaia di migliaia di bambine, secondo il suo motto “I can be”: posso essere ciò che voglio. Seguendo i rivolgimenti storici è diventata ambasciatrice Unicef, paladina delle cause ambientaliste, astronauta, campionessa olimpica, ufficiale dell’esercito e perfino candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Oltre 150 le sue “divise” corrispondenti ad altrettante diverse carriere. Ma in qualche caso ha addirittura precorso i tempi: lo sapevate che la prima Black Barbie è anteriore alla comparsa delle prime top-model di colore sulle passerelle?

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Icona di stile dunque, fin dal primo giorno, quando i suoi dettagliatissimi abitini riprendevano le tendenze della moda del momento (e vi assicuro che è un’emozione vedere dal vivo le incantevoli mises anni ’60 e ’70 di cui conoscevo soltanto i figurini stilizzati sulle mini-riviste allegate alle bambole della mia epoca…) e ripetevano celebri vestiti ad esempio di Grace Kelly o Jackie Kennedy con tanto di acconciature copiate: poi saranno i grandi stilisti a creare direttamente per lei dei meravigliosi outfit firmati… e alla fine sarà proprio Barbie l’ispirazione per intere passerelle a lei dedicate.

Regina d'Africa
Regina d’Africa

Gli esemplari che più mi hanno entusiasmato? Le Regine dei Continenti coi loro fantastici abiti ricamati, oltre alla scintillante Millennium Bride e alla sorprendente Contessa Dracula. Cosa avrei voluto vedere e non c’era? La serie di abiti della Barbie Ballerina ispirati ai grandi balletti classici. Il pezzo che mi è piaciuto meno? Il modello ispirato a Farrah Fawcett: troppo “mascellona”, la testa sembra quasi sproporzionata al corpo. Quelle che mi hanno sorpreso? Tutte le serie che non conoscevo, dalle Dolls of the World alle dive di Hollywood, passando per quelle ispirate ai quadri famosi

Barbie ispirata ai Girasoli di Van Gogh
Barbie ispirata all’autoritratto di Van Gogh

 

e alle Basics Dolls con infinite variazioni sul nero stile Chanel total black e sull’abbigliamento jeans (queste ultime bambole sfoggiavano delle acconciature abbastanza inedite), fino alla Barbie ispirata a Frank Sinatra o a Elvis Presley…

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Senza dimenticare (non sarebbe possibile) la Barbie espressamente creata per la mostra, in doppia versione bianca e di colore, con abito e acconciatura ispirati nientemeno che alle avveniristiche architetture del MuDeC! Insomma una mostra da vedere, anche se non ami Barbie. Perché è comunque un pezzo di storia.

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Barbie ispirata alle avveniristiche architetture del MuDeC

Aperta fino al 13 marzo (via Tortona 56, tutti i giorni tranne il lunedi mattina, ingressi a 10/8/6 euro). g.fo.

 

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