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Black Sails 4×10: XXXVIII (finale di serie)

E così siamo giunti alla fine di questo bellissimo viaggio, Black Sails 4×10: XXXVIII il finale di serie non ci ha riservato sorprese, costretto nei limiti dettati dall’essere un prequel e dall’essere personaggi storici di alcuni dei protagonisti, non ci aspettavamo lo facesse. Gli autori ci hanno dato un bel finale, lieto per quasi tutti i protagonisti sopravvissuti e non lieto per l’antagonista di seconda parte di serie, e ci ha lasciato con la dolce malinconia che ti lascia una serie che hai amato e non ti ha mai tradito fino all’ultimo episodio.
Che è successo nell’episodio


Silver è il grande protagonista del finale, lui si prende la responsabilità di stoppare la guerra infinita di Flint (rischiando anche di perdere Madi per questo), ma lo fa offrendogli un’alternativa che è il finale più lieto che ci potessimo aspettare per lui, l’avevamo visto arrivare, nella famosa piantagione carcere (tutto sommato più un luogo di esilio condotto da un uomo molto umano e moderno) c’è davvero Thomas ad aspettarlo.
black-sails-flint-e-thomas Le azioni di Silver tolgono anche Rackham dall’impaccio (per usare un eufemismo) di dover uccidere Flint o morire provandoci, quindi per Max, Rackham e Anne c’è la realizzazione del loro sogno e la soddisfazione per Rackham di sconfiggere Rogers (con l’aiuto di Flint in combattimento e poi perseguendo il piano in accordo con la nonna di Eleanor di farlo spolpare dai creditori).
Recensione
Non c’è molto da dire già la premessa basterebbe, gli autori hanno riservato un finale il più lieto possibile a tutti i nostri beniamini sopravvissuti (persino alla dama di Eleanor ex spia spagnola), avremmo voluto veder morire Billy? Ma Billy è nel libro di Stevenson.
Direi che fermo restando che in quattro stagioni abbiamo avuto tanti personaggi memorabili (qualcuno anche sprecato eh, nessuno è perfetto, chi ha detto Teach?) personalmente sintetizzerei questo prequel al romanzo  “L’isola del tesoro” con: hanno dato una storia affascinante al mitico capitano Flint che nel libro è presente solo tramite i racconti e ci hanno dato una straordinaria storia di trasformazione di un signor nessuno come il clandestino/pirata riluttante/apprendista cuoco nel re dei pirati Long John Silver.
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Ho molto apprezzato come nella prima stagione Silver fosse un nessuno anche se piuttosto sveglio e la serie la storia del capitano Flint e come si sia giunti a un finale in cui Flint pur rimanendo un uomo volitivo e attivo (ruba la cassa perchè non è d’accordo con Silver) “subisce” le scelte di Silver che è colui che fa la storia, tutto questo in maniera armoniosa, senza mai snaturare i personaggi, anzi accompagnandoli per un pezzo di vita attraverso un’evoluzione credibile e persino inevitabile nel caso di Flint, che a fine serie è un uomo stanco ma spinto ad andare sempre avanti da una collera inestinguibile.
Silver riesce a spegnere quella collera e gli offre un riposo che in fondo dentro di se agognava ma non avrebbe mai potuto raggiungere senza spegnere quel fuoco.
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Una parola finale per commentare il destino della cricca di Max e Rackham, sono contento per tutti, pure Max ultimamente mi stava non più indigesta, Rackham ed Anne li amo da sempre (foto principale dell’articolo per Anne perchè credo in fondo la pirata sia la donna più bella di Black Sails), ma sono contentissimo che l’uomo immagine di Max (e della vecchia Guthrie) nel ruolo di governatore di Nassau sia Featherstone a cui mi ero davvero affezionato (e in misura minore, di conseguenza direi, anche alla sua Idelle).

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