Cari mostri di Stefano Benni, la recensione.

Chi sono davvero I cari mostri?

25 racconti in cui lo scrittore narra le miserie dell’animo umano con la solita classe affabulatoria che lo contraddistingue. Alcuni episodi li ho trovati minori, poco riusciti come Voodoo Child, il cui protagonista è niente meno che Michael Jackson che racconta di essere stato venduto dal padre a un fantomatico Barone.

91izQPnbDiLConsiderato il titolo non può che essere un riferimento al Barone Samedi ossia il Diavolo in persona; Se L’uomo dei Quadri voleva essere un omaggio ad Edgar Allan Poe, all’atmosfera malata dei suoi racconti secondo me non è riuscito appieno. Preferisco di gran lunga racconti come “Candy”, “Lotto 165”, “Numeri” e “Il mercante” che ripescano dalla solida tradizione di “Ai confini della realtà” e che potrebbero essere tranquillamente le sceneggiature di ottimi episodi. Il primo porta all’estremo il mondo della prostituzione attraverso le “candies” ossia robot specializzati come unità di piacere. Il tutto inizia come una normale conversazione tra due ex compagni di classe: uno che si è sempre creduto un tipo popolare e il classico nerd. In realtà il primo dimostrerà tutta le sua grettezza e la sua pochezza come persona. “Numeri” è una critica feroce sul fatto che la nostra identità é contrassegnata da numeri, da password e codici di ogni tipo. Cosa definisce davvero un uomo? La sua personalità, la sua anima o i codici alfanumerici? E cosa accade quando questi perdono la loro validità?
stefano-benni“Il mercante” ci mostra cosa potrebbe accadere se un giorno tutte le guerre cessassero di esistere.
Sin dall’inizio di “Lotto 165” ho pensato che il pianeta in vendita all’asta fosse la Terra. In fondo ha usato un meccanismo caro agli appassionati di fantascienza e, credo, che Benni in fondo sia uno di noi.
Però i racconti che centrano di più l’obiettivo nel descrivere i veri mostri sono il racconto di apertura “Cosa sei?” che gioca molto bene sullo stereotipo dell’apparenza e che mostra il lato oscuro dell’uomo celato dietro alla maschera dell’essere civile e “Sonia e Sara” ritratto feroce delle odierne ragazzine disagiate, credo che il fenomeno delle Beliebers e delle Directioneer sia noto a Benni, portandolo agli estremi. O forse no? Il racconto descrive cosa accade durante la fila
per un desiderato biglietto per l’unica data del tour della famosa boy hansel-e-gretel-soupband, chiaro il rimando agli One Direction. Non solo l’autore dimostra di conoscere bene
il fenomeno ma ce lo racconta con la lucidità di un cronista senza lasciarsi andare a facili moralismi. Meno riuscito, da questo punto di vista è il racconto “Hansel@Gretel.com”. Si tratta di una rivisitazione in chiave moderna della celebre favola ma manca del mordente di cui ho parlato nell’episodio precedente. Nonostante tutto Benni è un autore decisamente abile, il libro si lascia leggere e, soprattutto, regala al lettore diversi spunti di riflessione sulle storture della nostra società. In fondo, molto spesso, i “Cari mostri” li incontriamo tutti i giorni, anche se non li riconosciamo, nascosti come sono dietro la maschera di una presunta normalità.

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