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The Beatles: Paul is dead

Il 6 luglio 1957, un giovanissimo John Lennon incontrò per la prima volta un altrettanto giovane Paul McCartney, di Liverpool. Il primo, già leader dei Quarrymen, restò così impressionato dalla stupefacente abilità alla chitarra del secondo da desiderare il suo immediato ingresso nella band.  Quando ciò avvenne, proprio nel 1957, Lennon inaugurò in maniera del tutto inconsapevole uno dei sodalizi artistici più fruttuosi e longevi della storia.
Come avviene spesso in questi casi, dopo l’entrata di McCartney nei Quarrymen, George Harrison venne incluso nel gruppo proprio su indicazione del chitarrista di Liverpool, suo amico e concittadino. Ringo Starr, invece, entrò a far parte dei The Beatles solo dopo il cambio di nome e in sostituzione del batterista storico, Pete Best. Quest’ultimo era un personaggio assai schivo e introverso, quasi nocivo per l’unità scanzonata del gruppo: inoltre, Best non era un turnista e a differenza di Starr, non si era dimostrato propenso ad accettare una collaborazione temporanea, come proposto dai discografici.
Il 16 agosto del 1960, The Beatles divennero una realtà solida, con collaboratori che si contenderono per anni il titolo di Quinto Beatle. Tra questi troviamo: George Martin, produttore; Stuart Sutcliffe, batterista; Pete Best, batterista e esponente di spicco; Brian Epstein, manager; e Billy Preston, polistrumentista e voce che collaborò dapprima con Harrison e in seguito con Lennon e Starr.

Alcuni, però, includono un ultimo nome nella lunga lista dei componenti aggiuntivi del gruppo: William Campbell, alias Paul McCartney.
Quest’ultimo ha prestato voce e penna ai pezzi più belli della storia della musica moderna ed è difficile capire cosa c’entri con la figura del quinto Beatle e con un ex agente di polizia mai associato alla band. Secondo alcuni, tutto è molto più semplice: Paul McCartney è morto il 9 novembre 1966 (1965 per alcuni) e da allora, William Campbell lo sostituisce con discreta credibilità.
La presunta morte di Paul McCartney è una delle tante leggende che animano le convinzioni dei complottisti più accaniti. Tuttavia, sono diversi gli spunti di riflessione proposti dai sostenitori del P.I.D (Paul is Dead). Continua la lettura di The Beatles: Paul is dead

Magellano e i segreti del viaggio in 9 tappe con Francesco Gabbani

È uscito venerdì 28 aprile il nuovo album di Francesco Gabbani dal titolo Magellano. Tema centrale è quello del viaggio, non tanto alla scoperta di tutto ciò che ci circonda quanto piuttosto del nostro io interiore. Il tutto è frutto di un progetto in collaborazione con Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli, un intenso lavoro di scrittura che è stato completato con la registrazione in studio a partire dall’autunno scorso. Continua la lettura di Magellano e i segreti del viaggio in 9 tappe con Francesco Gabbani

Magellano, il viaggio al centro dell nuovo album di Francesco Gabbani


“entrata con fare burlesco ad una conferenza stampa che in realtà sembra un concerto”
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È con queste parole usate da Francesco Gabbani per descrivere il suo ingresso trionfale che ha avuto inizio la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo disco dal titolo “Magellano”. L’incontro si è tenuto nella mattinata di giovedì 27 aprile nella sede milanese del Touring club italiano, la location perfetta per presentare un album che ha come filo conduttore il tema del viaggio. Continua la lettura di Magellano, il viaggio al centro dell nuovo album di Francesco Gabbani

Musicofilia ovvero il rapporto tra musica e cervello

9gnaN“La musica, unica fra le arti, è al tempo stesso completamente astratta e profondamente emozionale. Non ha il potere di rappresentare nulla di particolare né alcun oggetto esterno ma ha la capacità esclusiva di esprimere sentimenti o stati interiori. La musica può penetrarti il cuore direttamente: non ha bisogno di mediazione. Non occorre sapere nulla di Didone ed Enea per essere toccati dal lamento della regina: chiunque abbia perduto qualcuno sa bene che cosa stia esprimendo. Qui, infine, c’è un paradosso profondo e misterioso: perché proprio mentre questa musica fa vivere in modo più intenso l’esperienza del dolore e del lutto, al tempo stesso dona sollievo e consolazione.” O. Sacks.

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