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La ricetta di Nicole Orlando: “Vietato dire: non ce la faccio”

COMO.- Molti italiani non l’avevano mai sentita nominare prima dello storico discorso di fine anno del Presidente Mattarella, altri l’hanno conosciuta grazie a una foto postata sul profilo Fisdir Federazione (e condivisa da Matteo Renzi) in cui la giovane atleta alza il peluche mascotte dei mondiali 2015 a Bloemfonteyn (Sudafrica). Nicole Orlando è una grande. In molti sensi. Per cominciare, è un vero uragano di simpatia che ha letteralmente travolto il pubblico comasco all’incontro del settembre scorso: del resto c’era da aspettarselo da una ventitreenne che al festival di Sanremo ha detto in faccia all’attore Gabriel Garko che non è poi così irresistibile come dicono (“Non piaci neanche a mia mamma”), Continua la lettura di La ricetta di Nicole Orlando: “Vietato dire: non ce la faccio”

“Tommy”, il cronoman che vinse il Giro d’Italia

È passata circa una settimana dalla straordinaria  vittoria di Tom Domoulin alla corsa rosa. L’olandese, forte atleta specializzato nelle corse contro il tempo è diventato così noto anche a quel pubblico di non appassionati a questo fantastico sport o ai classici “birra e divano della domenica” che si divertono a fare zapping sul televisore. È sempre stato un corridore interessante, uno di quelli che agisce nell’ombra, vince, stravince eppure fa parlare poco di se, rimane nella sua semplicità silenziosa.
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Islanda e Euro2016 – Comunque vada loro hanno già vinto

COMUNQUE VADA, LORO HANNO GIÀ VINTO…
Iceland's players celebrate after scoring a goal during the Euro 2016 qualifying football match between Kazakhstan and Iceland in Astana on March 28, 2015. AFP PHOTO / STANISLAV FILIPPOV (Photo credit should read STANISLAV FILIPPOV/AFP/Getty Images)

Gli inglesi l’hanno presa malissimo: “eliminati da una nazione dove ci sono più vulcani che giocatori di calcio…”, e d’un colpo gli elogi e la simpatia verso la “squadretta” più a nord d’Europa sono cessati. Sì, perché è così che funziona: si è simpatici finché non vengono a romperti le uova nel paniere, e di sicuro nella Terra d’Albione la partita contro l’Islanda se la ricorderanno per un pezzo. Eppure in qualche maniera erano stati avvertiti: nell’anno delle “favole” calcistiche, proprio loro che hanno visto il Leicester di Ranieri vincere il titolo, la possibilità che il Davide venuto dal freddo avesse la meglio sul ricco e viziato Golia non era del tutto fuori luogo… Continua la lettura di Islanda e Euro2016 – Comunque vada loro hanno già vinto

In memoria di Ayrton Senna

Ti ricordo in tanti modi, primo “mito” della mia adolescenza.
Eri il concentrato di tutto ciò che ammiravo e che ammiro ancora: coraggio, determinazione, caparbietà, talvolta associate a qualche pizzico di incoscienza, specie nei momenti in cui riuscivi a compiere sorpassi folli dove in teoria non si poteva sorpassare l’avversario. Oppure sotto la pioggia battente che metteva tutti ko, mentre tu ne uscivi esaltato e vittorioso.
L’uomo ha vinto sulla macchina, disse un giorno una giornalista durante il telegiornale. Avevi appena vinto il Gran Premio d’Europa, dominato da acquazzoni e da schiarite e non c’era stato pilota in pista che non avesse sofferto le pene dell’inferno per giungere al termine della gara. Forse le avevi patite anche tu, eppure mentre tutti arrancavano tu scivolavi fluido e perfetto, quasi tranquillo, un connubio di talento e passione che seppe vincere sulla tecnologia messa in difficoltà dai rovesci.
Perché proprio Ayrton Senna? Mi chiedevano spesso altre persone. Continua la lettura di In memoria di Ayrton Senna

Buon compleanno, Ayrton!

Ho molti ricordi di Ayrton Senna impressi nella memoria, ma tra tutti credo che quello più indelebile sia di un giorno di maggio, nel lontano 1992.
Il Gran Premio era quello del Principato di Monaco, una gara per stomaci forti, in cui il migliore era colui che riusciva a sfrecciare più veloce di tutti a pochi millimetri dai muretti. Mancava solo una manciata di chilometri alla fine, il gradino più alto del podio era conteso tra un Mansell deciso a non accontentarsi del secondo posto ed un Ayrton altrettanto determinato ad essere, ancora una volta, il dominatore incontrastato di quel circuito. Se chiudo gli occhi, rivedo quell’ultimo giro come se fosse trascorso appena un giorno.
Ricordo la trepidazione, il mio tifo quasi da stadio, le mie urla di incitamento come se Ayrton potesse veramente sentirmi. Nella mia fantasia da dodicenne tutto era possibile. Continua la lettura di Buon compleanno, Ayrton!