“Che cosa Aspetti?” – Presentazione di Eleonora Pizzi

Che Cosa Aspetti?

di Eleonora Pizzi

“Siate l’illustrissima di qualcun’altro!”

Pessano con Bornago – Sabato 16 novembre 2019

Presentazione in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Secondo le ultime statistiche i femminicidi sono in calo e nella nostra zona vi sono degli sportelli per aiutare sia le donne che subiscono violenza sia uomini disposti a cambiare veramente.

Che cosa aspetti?” è in parte autobiografico.

Eleonora Pizzi è stata vittima di violenza psicologica. Nella prima parte del libro parla di sé e della sua esperienza personale, infatti la prima stesura era una cronaca di ciò che le era successo.

 

Iniziò a scrivere quando era fuori da questa situazione e essendone fuori era riuscita a comprendere cosa le era accaduto,con mente più lucida.

Scriveva in un mini appartamento sul lago di Pusiano, sul divano. Fu terapeutico.

La protagonista non aveva un nome e poi Eleonora scelse Iris perché simbolo dell’energia femminile.

Iris vive con un uomo che le faceva violenza psicologica. E’ stata con lui per nove anni. Quello che le impediva di andare via era la convinzione di poter salvare il marito che lei chiamava MAP “Mio marito Ancora per Poco”.

Lei riuscirà a lasciarlo e penserà di esserne liberata ma il percorso per uscirne fino in fondo è appena iniziato, qualcosa le farà capire che non è ancora guarita dalla sindrome da  crocerossina e dai pregiudizi del mondo.

La paura dell’ambiente circostante la blocca infatti ma decide di superarla, tramite un aiuto psicologico, con le discipline olistiche (che lavorano sul respiro).

Qui arriverà la vera liberazione. Per guarire da tutte le sovrastrutture del mondo.

E’ chiedendo aiuto che ci si libera veramente. Non bisogna mai vergognarsi di chiedere aiuto.

Vi invito ad essere l’illustrissima di qualcun altro” racconta Eleonora durante la presentazione: “L’illustrissima è un’amica o amico che vi aiuta, senza giudici, ascoltandovi, accettando i vostri tempi. Iris aveva perso questa amica a causa del suo rapporto tossico con MAP. Se una persona ha bisogno di aiuto non giudicatela mai. Bisogna capire che qualcuno ha bisogno di aiuto, stare con le antenne tese e attendere i suoi tempi. Purtroppo Iris all’inizio aveva chiesto aiuto agli amici di MAP, che la spingevano a restare con lui e le davano delle colpe inesistenti. La sua amica, l’illustrissima, invece, le fa una domanda importante. Le chiede se lo ama ancora

E qui Eleonora parla di un dettaglio che spesso noi sottovalutiamo:

Anche se il corpo di Iris, il suo istinto dice no, lei risponde sì, mentendo. Se non c’è aderenza tra corpo e mente sorgono dei problemi. Quando invece c’è aderenza Iris comprende di aver allontanato gli amici veri, come l’illustrissima, per tenere in piedi il suo rapporto tossico e malato con MAP. Dopo essersi liberata di MAP, purtroppo. Iris si innamora del suo migliore amico, creando un triangolo tossico, anche perché tale amico le appare come un salvatore ma non lo è. Iris era dunque in una situazione assai complicata. C’era MAP che la stalkerava, il migliore amico che la teneva sulle spine pur fingendo di essere il suo salvatore e anche un lavoro precario, quello di assistente sociale, che lei capirà poi non essere il suo lavoro, la sua vera vocazione. Anche quello le era stato imposto dalla sua sindrome da crocerossina. Per la società la donna non deve sbagliare mai e quindi lei era considerata la cattiva della coppia.

Come uscirne dunque? Eleonora ci mostra ulteriore passo avanti:

Iris decide di andare a Goteborg, costa Ovest della Svezia. Lì incontra un batterista Erik, che è bello non solo di fuori. Lui gioca diverse carte e capisce che può avvicinarla solo attraverso il vero rispetto. All’inizio lei rifiuterà diversi appuntamenti ed è di ghiaccio, proprio a causa delle esperienze passate. Poi finalmente arriverà per Iris l’aderenza tra mente e corpo, di cui si parlava prima e capirà che prima di rifarsi una vita deve chiedere aiuto. E lo farà appunto all’illustrissima, la sua unica amica. E attraverso la terapia olistica. E più si leverà i blocchi e più capirà chi è, cosa vuole veramente, ecc. E scopre una cosa  che può sembrare ovvia ma non lo è. Prima di amare gli altri, deve amare se stessa. E così guarisce dalla sua sindrome di crocerossina, cercandosi anche il lavoro che sognava.”

Qui finisce la parte autobiografica del libro e si parlerà della storia dal punto di vista degli uomini.

Questo” spiega Eleonora “per far capire che le violenze sono colpa degli uomini. Se fanno del male è colpa loro. E’ una cosa che non si ripete mai abbastanza. Erik, il batterista, fa vedere ciò che succede perché a lui non interessa raccontare.

Il fulcro del libro è il sapersi perdonare delle proprie scelte sbagliate. Iris non riesce a farlo per lungo tempo e quando divorzia da MAP ma trova una scusa che non esiste come se ne avesse ancora bisogno. Con Erik, Iris si riprende la sua volontà, la sua capacità di dire no. Il divorzio è comunque antecedente all’incontro con Erik. E come dicevo lei cambia anche lavoro, quella di addetta stampa, essendo amante delle lingue.

Eleonora ci spiega cosa ha spinto Iris a rompere il suo rapporto tossico con MAP:

“La scintilla che la spinge a lasciare MAP è stato l’atteggiamento violento di lui, che le ha messo paura. Quella scena violenta la rende consapevole di aver portato il suo lavoro (di assistente sociale) a casa, con il marito alcolista e violento.  Iris è forte perché alla fine è riuscita a uscirne, anche se ha avuto bisogno di tempo. Il colpevole è sempre l’uomo mai la vittima. Per fortuna Iris non aveva figli in questo matrimonio tossico, sarebbe stato molto più difficile liberarsi di MAP.

La violenza psicologica è la più pericolosa, la più terribile e la più difficile da dimostrare.

Ergo accogliere chi ha bisogno, ascoltando, non prendendo che la persona bisognosa faccia ciò che vogliamo noi. Facciamo le porte che permettono alla gente di rifarsi una vita.

Siate l’illustrissima di qualcun altro!”

Se qualcuno ha bisogno non voltatevi dall’altra parte, vi invito anche io ad accogliere e a stare in ascolto, in silenzio, accogliendo con un abbraccio chi cerca disperatamente aiuto e non sa come fare.

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami, Leigh Brackett e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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