#DoctorWho – #Kerblam! e #TheWitchfinders





Disclaimer: immagini di proprietà della BBC.

Kerblam! Considerazioni sparse, alla ricerca di un senso logico
Prima o poi doveva arrivare, la puntata che mi avrebbe lasciato con un senso di incompiutezza. Ce n’è sempre almeno una in ogni stagione di Doctor Who e non è detto che sia colpa della sceneggiatura ma magari del fatto che non tocca quelle corde a noi care.


Kerblam! parte da un ottimo inizio – quel fez che ci ha fatto fare un tuffo al cuore… sì, Doctor, “still you” senza alcun dubbio, per me – e con un buono spunto: una richiesta di aiuto su cui il Doctor decide di indagare, appoggiato in pieno dal suo Team Tardis. Il richiamo ad Amazon è più che ovvio, ma qui parte il “ma”: almeno mezza puntata è dedicata alla presentazione dei personaggi e del loro ruolo all’interno della storia. In tutto questo scenario ci viene praticamente detto a chiare lettere chi è l’autore del messaggio di aiuto – il sistema che gestice Kerblam, che piazza il Doctor proprio accanto al colpevole – ma la convinzione del nostro Team Tardis è che si debba cercare altrove. Peccato, a mio avviso. Perché se è vero che la scoperta dell’inghippo è un piccolo punto chiave, se si fosse puntato su un altro livello, quello di informare gli spettatori prima del Doctor, la puntata avrebbe avuto maggiore suspance.
E così finisce che il messaggio di questo episodio – la tecnologia non è da demonizzare, perché tutto dipende sempre dall’uomo e dall’uso che decide di farne – si perde tra i meandri di scoperte e mezze scoperte e con una risoluzione finale un po’ troppo affrettata.
Twelve, in Thin Ice, era stato molto più pregnante con il suo breve monologo: “Il progresso umano non si basa sull’industrializzazione, ma sul valore che viene dato ad ogni singola vita.” Il Doctor qui prova a ripeterlo – è sempre lui… lei, non viene mai meno a questa sua convinzione – ad un disperato Charlie, ma questo messaggio si imbatte in quello che lancia il ragazzo e così si finisce che entrambe le cose vengono sminuite.
Charlie, il colpevole della morte dei suoi colleghi, lancia il suo grido d’allarme più che giustificato: in quel suo futuro evoluto gli esseri umani si dovrebbero dichiarare contenti che ad un 10% di essi sia concesso di avere un lavoro. Ma che accade quando quella soglia finirà per abbassarsi ancora? Quale punto può toccare la disperazione umana nel non vedersi riconosciuta la dignità di un lavoro per vivere? Quel monologo doveva essere lasciato così, a mio parere. Senza interferenze del Doctor, tranne quella probabilmente più doverosa: è giusto lottare per ottenere una dignità perduta, è però ingiusto farlo programmando un omicidio di massa.


In molti hanno parlato di paragone con Amazon, ma la protesta di Charlie – e la reazione dei suoi superiori – ricordano invece le primissime lotte operaie durante la Rivoluzione Industriale. Orari di lavoro massacranti che non risparmiarono nemmeno donne e bambini, solo dopo molte proteste, alcune finite tragicamente nel sangue, vennero concessi orari e salari leggermente più umani: ma non fu per filantropia, bensì per evitare altri scioperi, altri intralci al lavoro. Sarà solo nello scorso ‘900 che si inizierà a stendere le basi per una vera etica del lavoro. Kerblam! non si discosta da questo modello: a fine episodio vengono concesse delle ferie e la promessa di un numero più alto di dipendenti “organici”. Proprio non ce la fa ancora, Judy, a chiamarle “persone”. Ecco, qui una tirata d’orecchi da parte del Doctor l’avrei un po’ voluta, perché chi ha spinto Charlie ad agire non è meno colpevole di lui.
Nota “boh”: Charlie doveva per forza morire? Risulta poco logico che lui scappi e vada a infilarsi proprio in mezzo ai robot postini, dopo aver comandato il teletrasporto. Così come risulta poco logico che domandi spaesato “cosa sta succedendo?”, come se non riuscisse ad immaginare che il Doctor e i suoi fanno di tutto per fermare la programmata strage di umani. Fatelo scappare altrove, ma non proprio lì. Fatelo morire perché attaccato dal sistema, ma così davvero ha fatto la fine del pollo privo di senso logico.
Nota “yes!”: il Doctor che si gasa per il fez, ma anche per poter collezionare una nota di richiamo. Non so voi, ma a me è partito l’applauso.

The Witchfinders: finalmente entrano in scena gli stereotipi!
Stavo davvero iniziando a chiedermelo: quand’è che vedremo qualcuno contrastare il Doctor solo perché donna e magari perché più intelligente della media? La risposta è arrivata in questo episodio e devo dire che secondo me è stato un buon escamotage, perché riesce a far capire quanto l’argomento sia attuale in ogni tempo della storia umana.
Com’era il motto? Non interferire con il passato? Buona la teoria, meno buona la pratica, quando il passato rischia di minacciare definitivamente il futuro. Il legame con The Shakespeare code è parecchio evidente, ma anche con Vampiri a Venezia, se ci pensiamo. Il nostro Team Tardis si mostra un po’ indeciso, ma non il Doctor, che ha questi trascorsi alle spalle.


Qui, più che mai – molto più che con Ten – abbiamo avuto un Dottore umano all’ennesima potenza. Si getta nel fiume per salvare la nonna di Willa, inutilmente, viene arrestata, legata, finisce processata per stregoneria. E, tra tutto questo, una frase che è da brividi: “Se fossi ancora un uomo potrei fare il mio lavoro senza dover perdere tempo a difendermi.”
Attuale più che mai, capitava ieri, capita ancora oggi. Non solo nei social, ma anche nei luoghi di lavoro: quanto spesso capita che una presa di posizione femminile non venga considerata, o le si facciano mille domande, mentre la medesima presa di posizione da parte di un uomo venga accolta senza battere ciglio?
Il senso di questa frase, e il senso stesso di un Doctor donna, sta tutto qui: l’intelletto e la capacità di ragionamento, di meravigliarsi, la tolleranza, l’amore verso ciò che è giusto… non appartengono ad un genere specifico, se non a quello umano nella sua interezza. Ma se oggi è una battaglia nota, nel tempo in cui si svolge l’episodio proprio no e la spigliatezza del nostro Dottore e la sua apertura mentale vengono tacciate facilmente di stregoneria. Certo, c’era un intento di Becka ben preciso, ma l’invasione aliena ha solo lo scopo di mescolare ancora un po’ le carte in tavola.


Serviva proprio un Dottore-donzella in pericolo? Qualcuno si è posto la domanda, ed io dico fortemente di sì, tanto più che ha dimostrato di sapersela cavare senza nessun problema se non un altro bagno nel fiume. Di companion o altri personaggi in pericolo ne abbiamo avuti a bizzeffe negli episodi precedenti e nei due che fanno direttamente riferimento a questo. Questa volta è invece il Doctor che allontana i suoi – ricordiamoci che una ne fa ma cento ne pensa – e finisce per essere al centro del salvataggio. Se al suo posto ci fosse stata Yaz, o la povera Willa, o qualcun altro, probabilmente non avremmo avuto quell’interessante scambio di battute con King James che ha il suo culmine in “Vuoi scoprire i segreti dell’esistenza? Inizia a indagare i misteri del cuore.”
Eccolo qui, il cuore di Doctor Who, da più di cinquant’anni. Avventure, alieni, robot, nuovi mondi… ma alla fine il clou rimane sempre l’interiorità che fa parte della razza umana, in cui albergano bene e male.
E poi… diciamocelo: avremmo potuto fare a meno della battuta del Doctor su Houdini?
Nota neutra della puntata: gli alieni, che dimostrano quanto in Doctor Who il pianeta Terra sia praticamente bistrattato da tutte le razze dell’universo. Se per gli Stenza era un terreno di caccia, per questi Morax è un terreno di conquista e di esilio punitivo, ma sempre di scarsa considerazione si sta parlando: pare che noi umani valiamo meno di zero. Meno male che abbiamo il Doctor che pensa a noi.
Articolo redatto da Chiara Liberti.

Kerblam è una puntata difficile da mandare giù per noi, lo ammettiamo. E’ stata molto pesante. Partita con le migliori premesse e le migliori intenzioni finisce per dare un messaggio involontariamente sbagliato, come ha ben sottolineato Chiara nella sua recensione.

Se Charlie ha sbagliato, e non c’è nessun dubbio su questo, è difficile non provare empatia per lui e i suoi problemi. Non parliamo di un fanatico integralista, parliamo appunto di un operaio sfruttato che ha visto troppi, tanti altri operai sfruttati, considerati esseri inferiori da usare e basta, esseri “organici” appunto, nulla più. E se Jody e il suo collega erano forse in buona fede, certe frasi e certi atteggiamenti fanno malissimo. Tramite loro si voleva criticare il ricco che, in buona fede lo ripetiamo, vuole aiutare il povero ma non si rende conto di usare un linguaggio pesante, pesantissimo e di sfruttare le persone. Ingenuità, ignoranza, stupidità e forse una dose di indifferenza. Anche se Jody pareva sincera, anche se i suoi intenti erano buoni, ha causato lei e non solo lei, insieme agli altri dirigenti della Kerblam, il disastro. Charlie era la diretta conseguenza dei loro soprusi.

Come quando la natura si ribella alle porcherie dell’uomo allagando tutto, distruggendo tutto. Il mostro lo crea chi non si accorge dei problemi degli altri, chi ritiene solo i propri meritevoli di attenzione ed empatia. Se c’è una cosa che l’arte ci ha insegnato è che l’empatia si deve provare per tutti, anche per coloro che non sopportiamo. Usiamo apposta il si deve perché sì si deve. Siamo esseri umani, tutti quanti. E se si calpestano gli altri, i loro dolori, la loro dignità, non possiamo pretendere che ci stringano la mano. Quando alla fine la Doctor non sgrida in maniera adeguata i dirigenti non abbiamo potuto fare a meno di provare un amaro in bocca. Chibnall, che noi consideriamo un grande showrunner, ha dimenticato per un momento, un momento cruciale, che le sfumature non vanno lasciate da parte. Non può dimenticare che il Doctor è prima di tutto amico di tutti gli esseri umani e mai avrebbe lasciato correre una cosa così. Ricordiamo come sgrida, per molto meno, la premier alla fine di Christmas Invasion, facendole perdere il suo potere. Non è la prima volta che notiamo certi piccoli errori, lo fece, ad esempio, nella seconda di Broadchurch. Siamo fiduciose che, data la sua bravura, sarà in grado di aggiustare il tiro in corsa.

Passiamo invece a The Witchfinders, episodio più riuscito, sia per merito della storia sia per merito di una guest star con i fiocchi come Alan Cumming (qui nei panni di Re Giacomo I), che, lasciatecelo dire, illumina la scena anche con poche battute e ha dei duetti strepitosi con Jodie Whittaker/Doctor, come ha ben sottolineato anche Chiara.
Riesuma quel dolorosissimo periodo della storia umana in cui donne innocenti venivano processate e mandate al rogo con l’accusa di stregoneria. Quello che si vede all’inizio dell’episodio ossia una povera anziana legata ad un ceppo e immersa nell’acqua senza darle la possibilità di nuotare e salvarsi, accadeva davvero. Le parole di Becka: “Se la donna annegherà allora dimostrerà la sua innocenza…” a quelle parole credevano davvero!

E la colpa di queste poverette qual era? Di avere una conoscenza che la Chiesa bollava come legata al demonio o, semplicemente, di essere donne forti la cui personalità cozzava con la visione misogina dell’epoca. La frase citata da Chiara del Doctor fa male, molto male. Non esageriamo se diciamo di temere il ritorno di una nuova caccia alle streghe in forma diversa ma non meno perniciosa di quella del passato.
Di fatto moltissime donne venivano bruciate perché dimostravano di sapere, di conoscere e anche di guarire. Per certi uomini era un’onta inammissibile che una donna ne sapesse più di loro. Tante donne avevano aiutato interi villaggi a guarire dalle malattie e a partorire altre donne e venivano “ringraziate” con roghi, torture, prova dell’acqua ecc.
La conoscenza vista come una colpa. Pensate quanta gente viene offesa, nell’ultimo periodo, perché dimostra di sapere. Medici, ingegneri, immunologi, architetti, scrittori, ecc
Tutti colpevoli perché amano la conoscenza e hanno lavorato duramente per averla.
Continuiamo a dire che la fantascienza sia slegata dai giorni nostri?

Tornando all’episodio il Doctor fa quello che fa di solito ossia: cerca di indagare gli eventi per capire dove sia la minaccia, nonostante si debba scontrare con i pregiudizi, finendo per essere processata lei stessa. Come dicevamo a inizio articolo c’è un pregevole scambio tra il Doctor e il Re sulla sua fame di comprendere i segreti dell’esistenza. Lei gli risponde così:
Tutti noi vogliamo certezze, vogliamo la sicurezza, vogliamo credere che le persone siano o malvage oppure degli eroi ma non è in questo modo che la gente è fatta. Vuoi davvero conoscere i segreti dell’esistenza? Inizia con i misteri del cuore. Questo ti potrebbe  mostrare qualsiasi cosa, se finalmente ti liberassi dalla paura di ciò che non comprendi.
Una tiratina d’orecchi però caro Chibnall te la dobbiamo comunque tirare anche qui: il team Tardis era con abiti del 21mo secolo in pieno medioevo. E nessuno si è fatto problemi per questo! Ora o la Tardis ha sviluppato la capacità di mostrare le persone con abiti d’epoca o c’è davvero qualcosa che non torna.
E una cosuccia. Il Team Tardis ha chiesto di essere portato all’incoronazione di Elisabetta I ma i nostri non arrivano lì e la Doctor non sembra essere stupita più di tanto. C’è bisogno di dire che non può andare lì? Certo sarebbe un attimo inquietante che la regina si ritrovasse un quarto Doctor mentre sposa il Decimo Doctor, avendo come testimoni l’undicesimo e il War Doctor…
Sorvoliamo che altrimenti si torna alle (nostre amate) follie di Moffat, per fortuna nell’episodio le cose volgono al meglio anche perché il re rinsavisce, a fatica ma rinsavisce e si riesce a fermare la minaccia aliena che aveva preso possesso di Becka e delle “streghe” defunte.

Ora, a parte i chiari riferimenti ai Gelt della prima stagione nell’episodio su Dickens, alle streghe di Shakespeare Code nella terza e qualche riferimento a come gli Ood si vendichino di chi li schiavizzava (i Modax usano lo stesso metodo o quasi per prendere possesso degli esseri umani), possiamo dire che Chibnall pare aver raddrizzato il tiro, anche perché Re Giacomo si prende una strigliata per aver ucciso Becka, quando la Doctor la stava liberando.
E questo ci fa pensare a Christmas Invasion e a quanto dicevamo sopra.
Nel finale la Doctor cita Clarke e forse anche Fringe dicendo: “Una tecnologia sufficientemente avanzata non è distinguibile dalla magia.”
Lasciateci fare una frecciatona enorme agli shipper della Yaz/Doctor: ma l’avete vista la faccia arrabbiata della prima quando Re Giacomo ci prova palesemente con Ryan? Santa pace se volete shippare fatelo bene, si capisce benissimo che Ryan è cotto di Yaz e viceversa!!!!

Recensione redatta da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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