Elliot – Il drago Invisibile – Recensione

Disclaimer: tutte le immagini usate appartengono alla Disney.
Ad Elliot piacciono poche persone, ma sono sicuro che tu gli andresti a genio” (Peter)

È un normalissimo solito drago verde, con le orecchie da capra e il collo da rettile. Combina guai e si diverte a sfilare la sottoveste a miss Taylor, rovinare il cemento fresco con i suoi piedoni e spaventare cavalli. Già, Elliot è una creatura dai tratti serpentini, che ha l’invidiabile potere dell’invisibilità tramite cui si palesa a suo piacimento. Il suo obiettivo è quello di aiutare i bambini in difficoltà e tra questi vi è Peter (Sean Marshall), adorabile “cenerentolo” tiranneggiato dalla famiglia Gogan, che ne ha ottenuto la custodia acquistandolo come fosse merce, tramite regolare contratto, al prezzo di cinquanta dollari.

Grazie all’ausilio del drago, il piccolo orfanello riesce a fuggire e a rifugiarsi presso il villaggio marinaro di Passamaquody, dove viene ospitato da Nora (Helen Reddy) e Lamps (Michey Rooney), padre della ragazza e custode ubriacone del faro. Quest’ultimo è, inoltre, in grado di vedere Elliot, ma come si può ben intuire la sua credibilità è pari a quella del papà di Belle, Maurice, quando parla della Bestia a Gastone e agli altri compaesani del suo villaggio!

“L’esistenza di un drago sarebbe un avvenimento di gigantesche proporzioni: mitologia e leggenda diventerebbero storia e scienza” asserisce un altro avversario del piccolo protagonista, il dr. Terminus (Jim Dale), il quale vorrebbe appropriarsi della speciale creatura al fine di ricavarne medicinali miracolosi. Peter può contare, però, sul valido aiuto della sua nuova famiglia e di un amico magico che, prima di volare via verso una nuova missione, compie un ultimo gesto eroico: riaccende la lampada del faro evitando, in tal modo, il naufragio di una nave sugli scogli; una nave che porta indietro colui che, finalmente, ritorna. Si tratta, infatti, del fidanzato di Nora, Paul, disperso in mare alla vigilia delle loro nozze.

Cartone e personaggi in carne ed ossa coesistono nel lungometraggio a tecnica mista Elliot il drago invisibile, prodotto dalla Disney (il primo registrato in Dolby stereo) e diretto da Don Chaffey nel 1977; pellicola vittima di un remake live action, diretto due anni fa da David Lowery. La commedia animata, seppur zeppa di motivetti esageratamente formato famiglia, ha il pregio di intrattenere in pieno stile “favola senza tempo”.

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