Atomica Bionda – Recensione

Il film “Atomica bionda” è attualmente nelle nostre sale ed è tratto dalla graphic novel “Coldest City” di Antony Johnston.

Siamo nel 1989 il crollo del muro di Berlino è alle porte, un agente sotto copertura viene ucciso e gli viene sottratta una lista molto preziosa.
Lorraine Broughton una spia dell’MI6, viene mandata a Berlino per scoprire chi ha ucciso l’agente e per recuperare la lista, si ritroverà costretta a collaborare con il capo della sezione locale David Percival, ma un altro incarico le è stato assegnato più delicato e pericoloso del previsto.

Premetto che quando si parla di film tratti da una graphic novel le mie aspettative si abbassano notevolmente ed invece, in questo caso, mi sono trovata davanti una pellicola scorrevole, dove già nei primi minuti i produttori mettono le mani avanti spiegandoti con una semplice didascalia che quello che stai per vedere è letteralmente un’altra storia.

Una storia che si svolge attraverso ricostruzioni e flashback, uno spy thriller che ricorda molto le atmosfere del film “La talpa” e dei libri di John Le Carrè, ma che è molto lontana dalla meccanica e fredda precisione dello sviluppo di quelle trame, tanto che alcune scene sono fin troppo esagerate.
Ci ritroviamo in una Berlino in tumulto e spaventata, nei bassi fondi dove un’informazione può decidere la sopravvivenza o l’esecuzione di qualcuno.

Il film in complesso mi è piaciuto, uno dei punti a favore è sicuramente la colonna sonora composta da cult del periodo  e l’utilizzo delle musiche in alcune scene chiave.
Di seguito il link dove ascoltarla :
https://www.tunefind.com/movie/atomic-blonde-2017

Molto interessanti le ambientazioni, la ricostruzione di alcuni luoghi chiave della città divisa in due, le scritte sovrimpresse con gli spray colorati e carichi dell’epoca.

Il personaggio di Lorraine Broughton interpretato da Charlize Theron è molto forte, ricorda vagamente Nikita, ma ha le movenze di una femme fatale e la potenza nei combattimenti del “progetto Alice” di Resident Evil. Convince nel ruolo anche se in alcuni momenti si vede che il personaggio proviene da una graphic novel e purtroppo ne risente.

James McAvoy interpreta David Percival un personaggio fuori dagli schemi, senza scrupoli e con qualcosa nascondere, l’attore non è nuovo a questo tipo di personaggi e ci regala un’interpretazione molto simile a quella del film “Filth -Il Lercio”.

Anche il resto del cast è notevole, partendo da John Goodman capo della CIA passando da Eddie Marsan che interpreta Spyglass, un personaggio chiave, citerei anche un Toby Jones in un ruolo a lui congeniale.
Un cast che poteva essere sfruttato molto di più, infatti avrei preferito un approfondimento maggiore del background dei personaggi secondari e mi sarebbe piaciuto che Delphine Lasalle, il personaggio interpretato da Sophie Bautella, fosse stato più funzionale alla trama.

Sicuramente può spiccare tra i film di genere dato che ha tutto quello che una spy story richiede, ma se l’intento era quello di fare un film con un personaggio femminile da paragonare all’iconico  James Bond non riesce ad avere  quel quid in più per essere incisivo.

Il trailer:

Vi piace perché: state cercando una spy story leggera senza grandi risvolti emotivi.
Non vi piace se: state cercando un film storico che parli della fine della guerra fredda o della caduta del muro di Berlino.

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