Gifted – Il talento come straordinaria opportunità

Gifted- il dono del talento è un film drammatico ambientato in Florida, in una cittadina nei pressi di Tampa, che vede come protagonista l’enfant prodige Mary Adler, la quale fin dal primo giorno di scuola mostra una spiccata inclinazione per i numeri e per la matematica.

Frank, zio della bambina e suo tutore legale, tenta di rimanere fedele alla promessa fatta alla sorella, anche lei promettente matematico, in punto di morte, ovvero assicurare alla figlia un’infanzia spensierata, caratterizzata da passatempi ludici ed impegni legati alla scuola pubblica. La nonna materna Evelyn, interpretata da Lindsay Duncan, intende ottenere la custodia della nipotina per garantirle un’istruzione adeguata nel Massachusetts, dando vita così ad una vera e propria battaglia legale.
Nonostante non manchino punte di perbenismo, tracce di prevedibilità e toni melensi, il film presenta spunti e tematiche che conducono, a mio parere, ad una serie di considerazioni interessanti. I gifted students o studenti plusdotati sono piccoli individui capaci di riconoscere e risolvere aspetti e problemi del mondo senza averne avuto esperienza, dall’intelligenza cognitiva eccezionalmente sviluppata.

La giovanissima attrice Mckenna Grace, che ha già all’attivo pellicole quali Indipendence day- rigenerazione, mostra un innato “talento” per la recitazione. Grazie alla sua prova attoriale emerge nel film, oltre all’irrequietezza tipica dei numeri primi un aspetto significativo: il talento inteso come una straordinaria opportunità e non come ostacolo. Alla difficoltà di rapportarsi con una differente capacità di apprendimento si aggiunge la contrapposizione tra ciò che può essere percepito come “diverso” e ciò che si ritiene essere “normale”. Mi ricollego alle parole che condivido di David Henry Feldman, docente all’Università di Stanford, che ha condotto studi sui bambini prodigio: “Educazione uguale per tutti vuol dire dare a chiunque le stesse possibilità, non insegnare a ognuno allo stesso modo”.


Il regista, Mark Webb, regala a Chris Evans, che interpreta lo zio Frank, un ruolo che gli consente di scandagliare dinamiche familiari all’interno di una storia comune e non eroica, sorprendentemente congeniale al nostro Captain America! La lotta per l’affidamento della bambina non sembra contraddistinta da un feroce odio tra le controparti, bensì da vecchi rancori non assopiti, in cui non è facile effettuare operazioni al fine di risolvere le “equazioni” del caso.


Non posso, infine, non annoverare il premio Oscar Octavia Spencer, che interpreta la vicina di casa con cui Mary ha un legame profondo, una familiarità che va al di là dei rapporti di parentela e dove le differenze di razza non contano. La pellicola, uscita nelle sale cinematografiche statunitensi il 7 aprile 2017, approderà in quelle italiane l’1 novembre, distribuito da 20th Century Fox.

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