GIORNALISTI: CAMBIA L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Dal 1° giugno 2016 sono cambiate le regole per la Formazione Professionale Continua di giornalisti e pubblicisti. Il nuovo regolamento razionalizza e semplifica le disposizioni in vigore dal 1° gennaio 2014, con modifiche che hanno accolto esigenze evidenziate nella fase di rodaggio.

Per la prima volta infatti diventava obbligatorio per i giornalisti iscritti all’Albo frequentare dei corsi di aggiornamento, anche (e soprattutto, mi dicevano all’Ordine) per i disoccupati e per chi avesse dichiarato la sospensione momentanea dell’attività e quindi del versamento dei contributi previdenziali obbligatori (possibile per un massimo di tre anni, dopodiché sopravviene la cancellazione dall’Albo).

Occorreva totalizzare 60 crediti nel triennio 2014-2016, con un minimo di 15 e un massimo di 25 crediti accumulabili ogni anno; di questi 60, almeno 15 crediti dovevano essere inerenti alla deontologia professionale, e non più della metà (quindi massimo 30) potevano essere conseguiti tramite la formazione on-line. Si poteva chiedere l’esonero dall’obbligo per un anno, solo per gravi e comprovati motivi personali o familiari.

Ogni Ordine regionale dunque ha organizzato (e continua a organizzare) corsi gratuiti in varie sedi, dunque per la Lombardia ad esempio non solo Milano ma tutti i capoluoghi (con un’offerta più o meno varia… abbastanza risicata quella comasca); ai corsi gratuiti gestiti dall’Ordine si aggiungono corsi approvati dall’Ordine ma organizzati da altri Enti, corsi per lo più a pagamento (ma non sempre) il cui costo medio varia dai 10 ai 100 euro.

Personalmente avrei desiderato frequentare corsi tecnici sull’uso di blog e testate on-line (ad es. “Come migliorare il SEO”), che però hanno costi alti. Ecco qualche argomento a titolo esemplificativo, tutti corsi “dal vivo” a cui ho partecipato a Milano, a cura dell’OdG Lombardia: “La comunicazione nel settore agroalimentare”, “La comunicazione musicale”, “Errori di genere” e cioè l’immagine della donna nei media (MOLTO azzeccato), “Sport e comunicazione tra TV e nuovi media”.

Insomma i titoli sono molto vari, gli argomenti di sicuro interesse, l’esposizione sempre accattivante con l’uso di immagini e video, le 3 o 4 ore passano abbastanza velocemente e per me anche abbastanza piacevolmente. Non mi pare tuttavia ci sia lo spazio sufficiente a contatti che possano essere utili a rientrare nel mondo del lavoro (come mi era stato ottimisticamente suggerito), perché in attesa dei relatori e nella pausa caffé tutti sono impegnati sui telefonini oppure a fare la coda al bar con chi già si conosce, e al termine scappano tutti via appena conclusa la registrazione (che si fa in entrata e in uscita, per controllare l’effettiva frequenza).

Utili e anzi necessari i corsi di “formazione a distanza” sulla deontologia professionale, sia generale sia relativa ai “nuovi media”: lo sapevate che anche i NON giornalisti che abbiano un blog o una testata on-line sono tenuti a rispettarne le regole???

la sala del Circolo della Stampa di Milano, dove si tengono molti corsi di aggiornamento

Cosa cambia col nuovo Regolamento?

In sintesi le novità più rilevanti: i crediti da conseguire nel triennio 2017-2019 sono sempre 60, ma TUTTI potranno essere ottenuti mediante corsi on-line, e i crediti in deontologia dovranno essere almeno 20 (non più 15). Non è più possibile conseguire crediti tramite la pubblicazione di libri, mentre resta valido l’insegnamento di materie riguardanti la professione (purché in corsi o master riconosciuti). Gli iscritti all’Albo da più di 30 anni sono tenuti all’obbligo di formazione solo per i 20 crediti deontologici triennali. I pensionati sono esonerati purché non svolgano alcuna attività giornalistica. Il “valore” in crediti di un evento “dal vivo” equivale alla durata, cioè 1 ora = 1 credito, salvo i corsi esclusivamente dedicati alla deontologia dove sono conteggiati due crediti in più (ad es. “Errori di genere” valeva 6 crediti per un impegno di 4 ore).

Personalmente apprezzo la comodità di poter seguire eventualmente anche tutti i corsi da casa, senza l’impegno economico e di tempo degli spostamenti, e con la possibilità di seguirli in qualsiasi data e orario, anche durante le festività quando i corsi dal vivo ovviamente si fermano. Attenzione però che, se per i corsi gratuiti dell’Ordine è sufficiente la presenza, per la formazione a distanza l’impegno è maggiore: attraverso la registrazione ad apposita “piattaforma informatica” si accede a un elenco di testi (scaricabili ed eventualmente stampabili) su cui studiare, e a una serie di lezioni in video; per passare alla lezione successiva è necessario superare un test a risposta multipla, in cui è richiesto di solito almeno l’80 per cento di risposte esatte. Il test del corso di Deontologia di base (corso ora sostituito da La Nuova Deontologia) era lungo e difficile e ricordo di NON aver superato immediatamente tutte e 4 le prove. Più semplice quello relativo alla dentologia legata “ai nuovi media” perché le quattro lezioni video sono molto più lunghe e dettagliate (circa 30 minuti l’una) e per contro le quattro prove si compongono ciascuna di “solo” 15 domande ma precise e mirate. Un corso davvero pregnante che si dovrebbe rendere disponibile anche a chi giornalista non è, ma fa uso giornalistico della Rete.

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