Iacopo Melio, l’attivista di #Vorreiprendereiltreno

Oggi incontriamo Iacopo Melio, l’attivista autore della campagna #Vorreiprendereiltreno, per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Iniziamo con le domande  Silvia Azzaroli

nobarriere– A che punto sei con il tuo magnifico progetto #vorreiprendereiltreno?
“La Onlus sta procedendo molto bene. Viviamo questa avventura giorno per giorno, portando avanti vari progetti di sensibilizzazione e di abbattimento delle barriere architettoniche, sul territorio.
Abbiamo ultimamente collaborato nell’organizzazione della conferenza Regionale sulla disabilità, quindi per noi è stato un grosso “riconoscimento”.

– Ho apprezzato non poco il fatto che tu ti sia schierato per le unioni civili, dicendo che se ci sono delle discriminazioni, bisogna essere uniti per levarle, purtroppo non è sempre così: come donna lo so bene, perché conosco donne maschiliste, omofobe, ecc. Perché, secondo te, è così difficile riuscire a vedere i problemi degli altri? Mi sembra che siamo in una fase molto triste, dove si tenda a giudicare invece di empatizzare, cosa manca?
“Esattamente, credo che quel che manchi sia appunto l’empatia. Non riusciamo a metterci nei panni degli altri, e così finiamo con il non voler comprendere che un diritto tutelato per qualcuno non ci toglie ioinvacanza-ci-vadoassolutamente nulla, anzi. Molto spesso ci arricchisce e ci fa sentire meglio, perché potremmo condividere la stessa felicità.
Inoltre, alcuni problemi vengono considerati “minori” e “di poco conto”, semplicemente perché riguardano una minoranza. Quando in realtà ovviamente non è così, chiunque merita pari tutela.”
– Domanda molto privata, se vuoi puoi non rispondere: come va l’università? E la salute? Come ti ho detto ti capisco bene, anche se non ho i tuoi problemi, so cosa significa avere la salute altalenante.

“L’università un po’ a rilento, avendola messa leggermente da parte per far spazio ai vari impegni. L’importante comunque è che proceda… Al momento mi mancano due esami alla laurea: spero di finire entro un anno! La salute ultimamente altalenante, causa brutta bronchite, ma insomma si va avanti. Come tutti tra alti e bassi, ma concentriamoci sugli alti.”
Domande di Simona Ingrassia

vorrei-prendere-il-treno  – Nella mia storia personale ho avuto modo di entrare in contatto con i medici, a causa di un familiare con diverse patologie a carico. E mi sono accorta di quanta distanza c’è tra medico e paziente e, a volte, quanta insensibilità giustificata dal fatto che i medici non possono permettersi di affezionarsi, per così dire, al paziente.
In quanti medici insensibili ti sei imbattuto? E quanti invece sono quelli che hai conosciuto e che, oltre a fare splendidamente il proprio lavoro, riescono ad essere empatici?

“Il medico più importante della mia vita era – perché purtroppo adesso è scomparso – una persona d’oro. Basti pensare che 3 mesi l’anno, d’estate, andava in Bangladesh ad operare come volontario bambini affetti da malformazioni facciali. Ovviamente ho incontrato anche persone fredde e insensibili, più o meno competenti. Credo che il campo della medicina sia un campo dove la differenza la faccia la passione che investi nel tuo lavoro, e l’umanità che sei disposto a tirar fuori.”

Domande di Roberta Marani
– Che cosa ne pensi dei medici che si vedono in tv per un grande pubblico e di quelli che hai realmente conosciuto?
“Credo che la spettacolarizzazione non sia negativa di per sé, ma deve essere considerata come tale. Il reale lavoro del medico, alla fine, lo si vede non certo da dietro uno schermo ma in sala operatoria, ad esempio. È lì che un professionista fa la differenza e deve tirar fuori tutto il meglio di sé.”
– Sei mai stato vittima del pietismo lontanissimo dalla Compassion della Religione Buddista?
“Non so se sono stato vittima del pietismo, sicuramente non in modo esplicito, di fronte a me, perché il mio carattere schietto ed estroverso non lo permette, soprattutto nel modo in cui mi pongo. Ma non ho problemi a pensare che qualcuno l’abbia provata per me, come la provano tantissime altre persone nei confronti della disabilità. Il pietismo e la compassione sono gli atteggiamenti più deleteri che ci possano essere, alimentando ulteriore discriminazione. Dobbiamo assolutamente combatterli affinché i disabili vengano trattati come persone “ordinarie”, e allora sarà un grande successo.”
– Ti hanno mai detto che sei un ragazzo straordinario?

“Mah, sì, i messaggi di complimenti e ringraziamenti sono tantissimi ogni giorno, ma francamente mi reputo un 24enne come tanti, che semplicemente scrive e dice ciò che pensa.”

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Domanda di Chiara Liberti:

Sulla pagina della tua onlus, #vorreiprendereiltreno, si vede di tutto e di più quanto a barriere architettoniche/teste a pinolo denunciate spesso e volentieri. Hai una classifica di quelle che, secondo te, sono state le più tragicomiche, le più assurdamente grottesche?

“A livello architettonico, ho visto rampe installate di fronte alla metà “chiusa” di una porta, anziché di fronte la metà aperta… Oppure strisce pedonali che terminavano di fronte uno scalino, o alberi che sbucavano in mezzo ad un parcheggio per disabili. Roba che non ti porta nemmeno ad arrabbiarti da quanto è surreale!”
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2 commenti su “Iacopo Melio, l’attivista di #Vorreiprendereiltreno”

    1. Perdona il ritardo con cui ti rispondo. Le immagini 90% delle volte sono io a trovarle in giro per la rete per cui non so dirti con precisione dove l’ho trovata. Ho pubblicato il tuo commento perché credo che sia giusto dare voce ai reali autori di una creazione. Se pensi che possa essere utile modificherò l’articolo e, nella didascalia metterò il link alla vostra immagine. Mi scuso per il disguido, in genere cerchiamo o di trovare immagini neutre, senza copyright oppure di dare la giusta attribuzione. Ma nel mare di internet l’errore capita spesso.

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