Io, Luna e l’IPF – Intervista all’autrice Franca D’Accriscio

Questa settimana intervistiamo Franca D’Accriscio, autrice di Pav Edizioni, al suo esordio con “Io, Luna e l’IPF”, che potete trovare sul sito della Pav e su tutti gli store

Iniziamo con le domande di Silvia Azzaroli.

In quanti hanno capito le difficoltà tue e di tuo marito?

Purtroppo, quando abbiamo scoperto l’esistenza della malattia, le condizioni di mio marito erano già gravissime, per i medici è stato abbastanza “semplice” scoprire quale fosse il problema; l’Ipf in realtà non è facile da diagnosticare quando è in fase iniziale, si perde del tempo prezioso in quanto viene scambiata con asma e bronchite, in particolar modo se il paziente è fumatore; il pneumologo della Asl si accorse della malattia da una tac semplice e dalle analisi, poi ho scoperto che la presenza dell’Ipf produce dei rumori particolari nel polmone, tipo quello del feltro strappato e per uno pneumologo esperto sentire tale rumore indirizza alla diagnosi. Infatti, dopo altri controlli quali: broncoscopia con bal, rx e tac ad alta risoluzione, test del cammino la diagnosi è stata purtroppo confermata. Abbiamo ricevuto sostegno e aiuto soprattutto dalla famiglia, senza di essa non so proprio come avrei fatto, non finirò mai di ringraziare tutti che, allibiti da quello che ci stava succedendo, ci hanno seguiti passo passo durante tutto il doloroso percorso. I medici, inizialmente mi sono apparsi freddi e distaccati, probabilmente alle prese con la routine quotidiana creano uno scudo a protezione, con l’andar del tempo hanno cambiato atteggiamento e si sono dimostrati molto più umani delle apparenze, probabilmente incuriositi e affascinati dal forte legame che univa me e mio marito.

Com’è stato scrivere il libro su una esperienza tanto dolorosa? Ti ha aiutato? Hai sentito tuo marito più vicino?

Scrivere il libro per me ha significato sfogare tutto ciò che ho dentro perché io, per timidezza, non riesco ad esprimere i miei sentimenti a parole, avevo appuntato tutto ciò che ci stava accadendo come una specie di diario perché non volevo dimenticare nulla e poi ho ampliato il tutto mettendoci il sentimento e cercando di trasmettere lo stato d’animo mio e di Nino. Mi ha aiutato molto perché immaginavo che gli amici ed i parenti ad un certo punto si sarebbero stufati di sentirmi parlare di lui ed io invece ne avevo un forte bisogno, così ho scritto; chi ha letto il libro mi ha subito consigliato di provare a pubblicare, mai avrei pensato di riuscirci e per questo ringrazio la Pav che mi ha dato questa grande possibilità. Inoltre volevo raccontare chi era mio marito, quale uomo semplice e al tempo stesso fantastico fosse stato, abbiamo litigato come tutte le coppie che si rispettano, abbiamo avuto tanti problemi come succede nella vita, non siamo riusciti ad avere figli e mentre molte coppie si sono divise per questo, noi ci siamo legati ancora di più; volevo parlare di lui, un uomo buono da sembrare anche ingenuo in un mondo di furbi e per questo un uomo speciale.

Franca e suo marito Nino

Parlaci dell’esperienza con le onlus anche perché, lo ammetto, vorrei contattarle anche io benché la mia sia una malattia diversa

Le onlus sono fondamentali per i  malati, aiutano a parlare della malattia e spingono per la ricerca, io personalmente ho avuto poco modo di frequentare “un respiro di speranza” che ha sede proprio al San Camillo, dove Nino è stato in cura, ma consiglio a tutti di iscriversi e partecipare ai gruppi di supporto; condividere aiuta. Su Facebook faccio parte di altri gruppi in quanto iscritta ma nulla di più, ora da vedova provo dolore a vedere altre persone che soffrono della malattia di mio marito e preferisco non intervenire personalmente, ma a te e a chi è malato consiglio di partecipare attivamente.

Domande di Tatiana Coquio

In che modo stai cercando di far arrivare il tuo libro alle onlus dato il tema trattato e l’esperienza riportata?

Ho contattato personalmente la presidentessa della onlus  “un respiro di speranza” e dal colloquio ne è venuto fuori che forse il mio libro è troppo triste per essere presentato a dei malati con Ipf; loro cercano di infondere speranza, anche perché oggi, rispetto al periodo della malattia di mio marito, la ricerca sta facendo passi da gigante e i malati che un tempo venivano considerati come affetti dalle peggiori neoplasie e abbandonati al loro destino, hanno la possibilità di usufruire di due farmaci che, pur non curando in maniera definitiva la malattia, ne rallentano il progredire in modo da dare una migliore vita al paziente, in attesa del trapianto che resta per ora l’unica via di uscita concreta. Sono in attesa di una risposta dalla presidentessa che in questo momento sta leggendo il libro

Scriverai altri libri sulla stessa tematica?

Nella vita non si può mai dire ma per il momento credo che non scriverò altri libri con la stessa tematica. Sto preparando un lavoro del tutto diverso che mi sta appassionando molto.

Domande di Simona Ingrassia

Qual è stata la cosa più difficile da descrivere nel tuo libro?

La cosa più difficile da descrivere è stato senz’altro lo stato d’animo mio e di Nino, chi ha letto il libro infatti si è molto focalizzato su questo punto ed ognuno lo ha interpretato a suo modo, ognuno ha colto una sfaccettatura diversa e questo mi ha fatto molto piacere, segno che non è facile descrivere ciò che si prova quando la vita ci mette di fronte a momenti tanto complicati, momenti che purtroppo bisogna vivere per capirli fino in fondo.

C’è una pagina, un momento del libro che ti è più caro? Se sì perché?

La parte che più amo del mio libro è quella iniziale, lo scrivo pure “quello è stato il periodo più complicato e più bello della mia vita”, questa frase riassume in poche parole la gioia dell’innamoramento, di quando ho capito che quello era l’uomo giusto, della sua schiettezza, della sua allegria e che nonostante i problemi della vita, la differenza d’età, di cultura, di abitudini volevo vivere con lui per sempre.

Hai avuto paura di non riuscire a fare arrivare il messaggio che ti eri prefissata?

Credo che questo sia il timore di tutti gli scrittori, l’ho temuto anche io e per questo ho cercato di essere il più chiara possibile nel descrivere ciò che ci è accaduto, nel raccontare del pneumologo che prima si era mostrato distaccato ma poi di fronte al nostro amore e al nostro dolore è cambiato mostrandosi umano, con una sensibilità unica, difficile da trovare in un ambiente abituato alla morte. Io amo pensare che sia stato il forte legame fra me e mio marito a tirar fuori il meglio da tutte le persone che ci hanno circondato in quel periodo, ai compagni di sventura che abbiamo incontrato e con i quali sono nate delle sincere amicizie che ancora sono esistenti.

Grazie a tutti

 

Grazie a Te Franca.

Trovate il Io, Luna e l’IFP in vendita cliccando qui, sul sito della PAV

 

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami, Leigh Brackett e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

9 commenti

  1. Libro vero ed intenso lo consiglio vivamente da leggere

  2. Intervista molto interessante. Ho letto il libro e l’ho trovato molto emozionante e toccante, nonostante la tematica dolorosa è molto scorrevole…complimenti all’autrice per il suo debutto!

  3. Ho letto il libro, traspare tutto l’amore che Franca prova per suo marito. Complimenti!

  4. Ho letto il libro tutto d’un fiato….pur sapendo che non era una storia a lieto fine e ma un racconto di vita vissuta dolorosamente brava Franca D’Accriscio che è riuscita a cogliere sfumature intense e mi ha fatto emozionare!

  5. Storie come questa fanno riflettere la vita va vissuta apprezzando giorno x giorno ogni piccola cosa perché tutto può cambiare in un attimo! Il racconto ne è la prova!

  6. Questa bella intervista e i commenti che leggo mi hanno fatto venire la curiosità di acquistare il libro, lo recupererò al più presto!

  7. Ho letto il libro: l’ho trovato molto interessante. Lo trovo molto ben scritto; mi sono immedesimata nella protagonista e mi è sembrato di vivere tutte le sue emozioni. Consiglio vivamente sua lettura

  8. Libro bellissimo che consiglio assolutamente di leggere. Molto fruibile la lettura.

  9. Libro veramente bello: la lettura è scorrevole e la storia è toccante. Mi è piaciuto molto

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