LAGO DEI CIGNI DAL CLASSICO AL CONTEMPORANEO

COMO.- L’insolito “Lago dei Cigni” in programma sabato 14 gennaio al Teatro Sociale di Como potrebbe essere un piccolo shock per gli spettatori che solo due settimane fa nella storica sala si sono goduti la “Bella Addormentata” della Compagnia La Classique di Mosca. Due titoli famosissimi, entrambi su musica di Chaikowsky (il terzo titolo della triade di balletti del grande compositore è “Schiaccianoci”), ma totalmente diversi come tipo di coreografia.

La Classique di Monza mette in scena infatti i grandi titoli del repertorio ottocentesco con le coreografie originali e costumi nuovi ma in linea con la tradizione; mentre il Balletto di Roma presenterà una nuova interpretazione con coreografia, regia e scenografia di Fabrizio Monteverde.

“Liberamente ispirato” a quello che è senz’altro il più famoso dei titoli del repertorio classico (tra l’altro la prima interprete della versione completa, messa in scena dopo la morte di Chaikowsky per onorare il compositore, fu quella Pierina Legnani milanese che dopo il ritiro dalle scene villeggiava sul Lago di Como ed è sepolta a Pognana Lario), questo “Lago” di Monteverde deriva intellettualmente dall’atto unico di Anton Cechov “Il Canto del Cigno” (1887) dove un attore ormai vecchio e malato ripercorre in modo struggente i mille ruoli della sua lunga carriera.

Vedremo sì scarpette e (laceri) tutù, ma non per addobbare virtuosismi tecnici bensì a vestire un gruppo di ballerini ormai in età tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di un finale felice: perché il Lago dei Cigni, come si potrebbe dire con le parole di Cechov nel suo “Canto”, è una di quelle “favole d’amore in cui si crede nella giovinezza” ma una favola senza lieto fine, tranne che nella versione “bolscevica” riveduta e corretta in cui i due protagonisti non muoiono ma trionfano sul mago-tiranno.

Info www.teatrosocialecomo.it tel. 031.270170 (biglietteria), biglietti da 16 a 30 euro più prevendita.

Ma com’era andata invece la “Bella Addormentata” del 30 dicembre? Teatro pieno e spettatori di tutte le età, complici anche le vacanze natalizie; clima scintillante; decisamente buona la Compagnia (sia pure non a livello delle grandi compagnie di danza legate ai teatri storici e alle fondazioni liriche italiane, la maggior parte ormai un ricordo… note dolenti, è il caso di dirlo); belli e funzionali i fondali con rapidi cambi di scena, sia pure di gusto un po’ démodé; stupendi i costumi, specialmente i tutù delle Fate, tuttavia non sempre congruenti: l’inizio della fiaba sembra ambientato nel ‘700 e va bene, solo che al risveglio di Aurora cent’anni dopo le dame hanno abiti “più moderni” ma i cavalieri sembrano usciti dal medioevo di “Romeo e Giulietta”.

Ecco, il risveglio di Aurora… Da impressioni raccolte all’uscita, gran parte degli spettatori sono rimasti spiazzati dai “tagli” operati alla partitura, per cui ad esempio ci sono tutte (o quasi) le variazioni di Fate, contadini, cortigiani ecc. ma il risveglio di Aurora è risolto in pochi secondi: il Principe Désiré gesticola per infrangere l’incantesimo della barriera di spine, qualche lampo, torna la luce, la Bella è già schizzata in piedi ed ecco che già siamo alle Nozze (altro atto di divertissement con i personaggi delle fiabe). Ho quasi avuto il dubbio che lo schermo di tulle a metà palcoscenico si fosse incastrato differendo il fatidico bacio!

Battute a parte, sul lato tecnico si è ricavata la netta impressione che i ballerini fossero, in alcuni momenti, in seria difficoltà col… palcoscenico inclinato del nostro bellissimo teatro ottocentesco, con Aurora che durante la variazione coi quattro pretendenti (e poi anche col Principe) si aggrappava letteralmente al braccio del partner per mantenere la posa sulla punta di un piede. Già successo, già visto (anche nel gran galà dello scorso anno dedicato al Cigno Nero) anche se ben mascherato e ben recuperato, è solo che le compagnie straniere NON sono abituate all’inclinazione dei palchi storici.

Il prossimo evento danza al Teatro Sociale di Como sarà il 1° marzo, col ritorno della Parsons Dance Company che sarà come sempre un’esplosione di energia.

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