Michael Cimino, il suo cinema e la sua arte

In questo 2016 pieno di lutti, è venuto a mancare pochi giorni fa, il regista, sceneggiatore e produttore Michael Cimino. Ripercorriamo la sua cinematografia.

Nato il 3 febbraio 1939 a New York, Michael Cimino proveniva da una famiglia borghese di origini italiane. Aveva quell’intelligenza bella, OCCiminoportata  sempre alla ricerca di qualcosa . Nel 1971 aveva già cominciato ad interessarsi al cinema, sia come regista che sceneggiatore. Nel 1974 è alla regia di “Una calibro 20 per lo specialista”, il cui titolo originale è Thunderbolt and Lightfood dai soprannomi dei due personaggi. Il film,  racconta di un reduce dalla guerra di Corea che conosce un ladro e fanno una rapina insieme,  fu scritto con Clint Eastwood amico del regista, piace e fa conoscere un giovane attore  allora sconosciuto, Jeff Bridges. Strutturato come road movie, attirò l’attenzione e ancora adesso è un bel lavoro cinematografico.

Nel 1978 è alla sceneggiatura e regia del suo capolavoro, IL Cacciatore (The deer hunter). Agli Oscar prende 5 su 9 nomination, tra cui regia e film. Racconta di un gruppo di uomini che vanno in Vietnam. Film, che è diventato manifesto contro la guerra, sopratutto quella del Vietnam, ha momenti di altissima poesia. Occhio agli occhi della Streep  che non è ancora la Streep come la conosciamo ma che lo diventerà.

cacciatore_3Cimino prende lo sguardo di Meryl per far seguire il matrimonio agli occhi degli spettatori, e portando i dettagli, dal soffitto, ai vestiti, dagli sguardi alle danze.  Senza uguali il finale, con De Niro che mira al cervo ma poi non spara. Seguono I Cancelli del cielo, affresco sugli Stati Uniti, la loro nascita e la loro gente ;  film magnetico, lungo, bellissimo(visto in 2 giorni diviso in 2 parti) cancelli che però per lui si chiudono  fino alla metà degli anni ’80. I Cancelli del Cielo costano una fortuna, il film non è riuscito e Cimino paga un costo salatissimo, non solo di soldi, ma anche di faccia e di lavoro. Naturalmente chi aveva in antipatia Cimino, gongola.  Nel 1985 il regista torna a lavorare con  L’anno del Dragone e la comunità orientale in Usa brontola per razzismo e luoghi comuni. Dopo Clint Eastwood, Jeff Bridges, Christopher Walken, De Niro, John Hurt e Kris Kristofferson, il Regista lavora con il nuovo feticcio,  Mickey Rourke. il film del 1990 è Ore disperate,  remake del film Ore disperate con Bogart. dove Rourke è un uomo che non ha nulla da perdere, neanche da portare trambusto nella casa dell’americano  medio alto Anthony Hopkins.

heavens-gate-510Nel 1996 , esce nei cinema Verso il sole con Woody Harrelson e Jon Seda, storia di un malato di cancro che prende in ostaggio il dottore per provare cure dei nativi americani. Il film viene proiettato a Cannes, ma per Cimino la carriera è finita. Non scrive più neanche come sceneggiatore, ed inizia un lento declino che lo porta a scrivere libri e a cambiare sesso. Lo scorso anno è stato insignito del premio Pardo d’Onore al festival del Cinema di Locarno. Quando M. Cimino viene trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles il 2 luglio di quest’anno, Alberto Barbera dirà che “è l’idiozia di Hollywood che ha ucciso il suo amico”. Che a Hollywood ci fosse l’idiozia, ne eravamo tutti consapevoli.

Roberta Marani

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