La ricetta di Nicole Orlando: “Vietato dire: non ce la faccio”

COMO.- Molti italiani non l’avevano mai sentita nominare prima dello storico discorso di fine anno del Presidente Mattarella, altri l’hanno conosciuta grazie a una foto postata sul profilo Fisdir Federazione (e condivisa da Matteo Renzi) in cui la giovane atleta alza il peluche mascotte dei mondiali 2015 a Bloemfonteyn (Sudafrica). Nicole Orlando è una grande. In molti sensi. Per cominciare, è un vero uragano di simpatia che ha letteralmente travolto il pubblico comasco all’incontro del settembre scorso: del resto c’era da aspettarselo da una ventitreenne che al festival di Sanremo ha detto in faccia all’attore Gabriel Garko che non è poi così irresistibile come dicono (“Non piaci neanche a mia mamma”), e che a Papa Francesco ha donato una propria foto autografata con la dedica “Continua così col compito che stai portando avanti, vai e spacca!”.

Nicole Orlando con Eva Musci, presentatrice della serata

La pluricampionessa paralimpica, invitata a Como dalla scuola di danza T-Ballet in collaborazione con “Un mondo di libri” di Seregno, ha presentato alla “Sagra Gioventù 2017” (la festa dell’oratorio di San Giorgio, quattro giorni di musica, ballo, buona cucina e dibattiti) il suo libro “Vietato dire: Non ce la faccio”, scritto a quattro mani con la giornalista Alessia Cruciani.

Timido sul palco, ma un fiume inarrestabile in privato quando racconta di questa figlia così speciale, il papà Giovanni (di origini calabresi anche se la famiglia risiede a Biella) ci ha riassunto la vita di Nicole dalla sua nascita l’8 novembre del 1993: “Ho sempre assistito a tutti i parti di mia moglie… lei la portarono via subito senza neanche lasciarmela prendere in braccio”.

Nicole con insegnanti e ballerini T-Ballet Como

“Ci dissero di stimolarla il più possibile, così io me la portavo piccolissima sui campi di calcio, e mia moglie sui campi da basket”. Poi ginnastica con la medaglia di bronzo olimpica Anna Miglietta presso la società sportiva La Marmora Team Ability Biella, quindi nuoto, danza moderna e hiphop con la sorellina, per approdare infine all’atletica leggera.

“Debutta” nel 2013 ai campionati europei IAADS di Roma dove vince tre ori nei 100 metri, nel salto in lungo e nella staffetta 4×100; identiche vittorie agli Open European Championship 2015 di Pòvoa de Varzim. Vince quattro ori e un argento ai mondiali del 2015 in Sudafrica e fissa il nuovo record del mondo nel triathlon, che va a sommarsi a quello nel salto in lungo ottenuto l’anno precedente.

piccole ballerine l’accompagnano sul palco

Una telefonata avvisa papà di… guardare il discorso di fine anno del Presidente Mattarella : Nicole si trova nominata accanto all’astronauta Samantha Cristoforetti e alla direttrice del Cern di Ginevra Fabiola Gianotti. La sua reazione allo sbalordimento dei genitori: “Ho subito detto a mia mamma: Io non ho fatto niente!” racconta alzando le mani in gesto d’innocenza. La mattina dopo… un delirio.

“Mi telefona al’alba il comandante dei vigili urbani di Biella, a chiedere se fossi proprio io il papà di Nicole… per avvisarmi che alle 8 avrei avuto stampa e TV sotto casa. E dove andare il primo dell’anno a recuperare almeno due brioches? Per fortuna era aperto il bar della stazione”.

La definitiva consacrazione di Nicole come personaggio pubblico con la partecipazione a “Ballando con le stelle” dove si classifica quinta in coppia col ballerino Stefano Oradei.

Nicole col papà e con Eva Musci

Che cosa ti piace di più, tra quello che fai?, le abbiamo chiesto, e lei risponde: “Salto in lungo, la corsa, le batterie… e poi lancio del peso, lancio del disco…”

“Ma perché fai tanto sport?” domanda una delle piccole ballerine che si sono appena esibite in suo onore. “Lo sport è importante, ha un grande valore educativo e tutti i ragazzi dovrebbero farlo; e bisogna ascoltare gli allenatori, come pure i professori a scuola, perché sono loro che ci insegnano tutto! Attenzione però, bisogna impegnarsi e bisogna studiare: prima lo studio e poi il divertimento”.

“Che cosa si prova a indossare la divisa della nazionale italiana?” le chiede l’intervistatrice Eva Musci. “Adoro tutto di quella divisa, perfino il borsone, lo zaino… Sono orgogliosa della divisa e sono orgogliosa di essere italiana”. Lo ripete due volte, calcando sulle parole orgogliosa e italiana. Alla serata però (grazie ai consigli della sorella in materia di trucco, acconciatura, abbigliamento) si è presentata con un’elegante blusa nera e oro: “Sì, ho voluto curare la mia femminilità in onore dei miei fan” ai quali dedica fin d’ora la prossima vittoria.

Cos’hai in programma? “Ancora non so, a parte qualche garetta a Biella”. Qualche garetta.

un altro momento dell’intervista

Ti fermerai qualche giorno sul lago di Como? Fai un po’ di vacanze? “Macché ferie, devo andare in giro a presentare il mio libro!” Ha già appuntamenti in mezza Italia.

Si commuove quando parla della sua famiglia: i genitori, il fratello e la sorella, l’adorata nonna: “Amo tutto di mia nonna, i suoi occhi, i suoi capelli…” La gara più importante l’aveva dedicata a lei.

Il dono di una maglietta dello staff della scuola T-Ballet di nuovo la commuove fino alle lacrime; Nicole non si sottrae agli abbracci e a lungo si tratterrà ad autografare copie dei suoi libri, attorniata dai giovani allievi.

l’abbraccio delle ballerine

Fondamentale per la sua crescita umana e sportiva la famiglia che l’ha sempre sostenuta, non l’ha mai frenata dal fare qualcosa, anzi stimolandola quando da piccola (racconta ancora il papà) era magari un po’ pigra. La sua ricetta per vincere: “pensiero, cuore, gambe” e quando Eva Musci le chiede cosa sia per lei la sindrome di Down, snocciola una serie di vocaboli il primo dei quali è “felicità”.

Un ultimo aneddoto per inquadrare il personaggio, quella volta in cui bambina in giardino sfuggì un istante allo sguardo dei genitori che la trovarono arrampicata su un albero: “Ma Niki, cosa fai lassù???” le gridarono preoccupatissimi, e lei: “Voglio vedere cosa c’è più in là“.

il rito degli autografi
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