Il sentiero oltre – Daniele Anzalone – recensione

Ciao a tutti, oggi ho il piacere di presentarvi  Daniele Anzalone, anche lui scrittore, autore del libro “il sentiero oltre” nato a Roma in Aprile nel 1986, nel mio stesso mese quattordici anni dopo.
Sarà il mese di Aprile che fa strani scherzi ? O la primavera ?
Chissà, comunque ho letto il suo romanzo noir e devo congratularmi con lui di seguito la recensione e l’ intervista.

https://bookabook.it/libri/il-sentiero-oltre/

Recensione

Recensione. Vincent Oliviero, un artista, un pittore, figlio di pittori che ha ereditato la medesima dote rappresentativa pittorica del padre che ha fatto anche da madre a Vincent, un orfano scosso dalla perdita della madre in tenera età, questo evento è determinante per Vincent, tutto ruota intorno all’ assenza della madre.
Fortemente turbato dall’ inspiegabile scomparsa della madre, Vincent cede spesso e volentieri all’ alcool per annebbiare i pensieri che giungono a intermittenza, ricordi lontani che sembrano voler dire cosa sia successo realmente quando lui era un bambino, epoca in cui la madre perse la vita in una disgrazia inspiegabile agl’ investigatori.
Circondato da pochi amici, alcuni ereditati dalle capacità del padre, diventa famoso e riconosciuto a livello internazionale, mostre e gallerie d’ arte accolgono le sue opere che lo rendono uno tra i più quotati pittori del momento.
Contemporaneamente vive una delusione amorosa causata da un’ attrice di teatro, delusione che si trasforma in tragedia, un dramma contorto che coinvolge anche uno dei suoi migliori amici. Non vorrei cadere in spoiler involontari per anticipare ulteriori dettagli del racconto.


Daniele Anzalone ha scritto un bel “ labirinto mentale “, un andirivieni di dubbi che catturano il lettore nel comprendere cosa accada veramente, leggetelo con attenzione per non perdere il filo della cronologia degli eventi, altrimenti vi perderete in elucubrazioni mentali e grattacapi senza venirne a capo col rischio di rimanere coinvolti psicologicamente al punto da dover tornare indietro a rileggere cosa sia accaduto precedentemente, non è un libro da leggere alla veloce, può essere letto velocemente solo da chi ha un ottima memoria immediata.
Un libro per esperti ed appassionati, ben scritto, avvincente che cattura pagina dopo pagina.
Spero di poter leggere presto un altro tuo capolavoro Daniele, complimenti.

Intervista.

Ciao Daniele, per rompere il ghiaccio ti chiedo di raccontarci qualcosa di te che non troviamo nella bibliografia per conoscerti meglio.

Ho sempre trovato impossibile riuscire a descrivermi in un modo che non appaia troppo banale o ridicolo, forse la miglior maniera che possa definirmi è quella di essere una persona semplice, curiosa e forse un tantino troppo sognatrice.
Più che grandi aspirazioni, i miei sogni sono composti dal desiderio di poter un giorno diventare una persona credibile nel mondo della scrittura, vivendo di poco e con la consapevolezza di aver trasmesso almeno a qualcuno il mio contorto pensiero.


Non sono una persona ambiziosa, tanto meno competitiva. A volte senti il bisogno di metterti in gioco e qual modo migliore che scrivere un libro, di riflettere la tua anima e poter redimerti nelle storie dei propri personaggi puramente creati per dar voce ai propri sentimenti. I miei due unici rifugi sono: scrittura e viaggi, due cose prettamente relazionabili tra loro. In entrambi i casi, l’obiettivo è quello di scoprire sé stesso e di portarsi sempre più al limite, di trovare nuovi spunti, conoscere nuove storie e vivere nella pelle di migliaia di persone diverse esperienze che possono trasformarti e farti crescere.

Quando hai cominciato a scrivere ?

Ho sempre scritto, ho iniziato a scrivere sin da bambino. Non era certo roba piuttosto originale, era più che altro un copia e incolla degli eroi che più da piccolo mi facevano emozionare. Carta e penna, tanto a casa come a scuola; le sentivo spesso come una estensione del mio corpo, un’arma con la quale potevo distruggere e creare tutto ciò che poteva solleticare la mia fantasia. Col tempo, conoscendo autori diversissimi tra loro e con la necessità di mettere a nudo la propria personalità, ho voluto dare più forza alla mia immaginazione. Probabilmente la voglia di scrivere nasce proprio da un’incapacità orale di esprimersi al meglio, di voler comunicare ciò che si vuol dire in maniera più efficace e sorprendente. Ho fatto alcuni corsi di scrittura creativa, ho cercato di inventarmi uno stile proprio, l’amore nelle parole, la fantasia e una piccola percentuale di creatività hanno fatto il resto. Quindi qualche anno fa decisi di realizzare quel sogno che da tanto avevo inseguito e che consisteva in un lungo periodo di tempo in cui obbligavo anima e corpo nella stesura di un romanzo. Con sorpresa vidi che non potevo più fare a meno di scrivere, mi sentivo libero, completo, stregato dall’energia che impiegai per portarlo a termine e in meno di due anni lo conclusi.

Ho letto “Il sentiero oltre”, la tua prima pubblicazione e devo dire che è veramente un bel lavoro, da dove nasce l’ ispirazione per scrivere questo avvincente noir ?

Nasce dalla voglia di creare un personaggio ambiguo, di poter simpatizzare con qualcuno che per colpa di una serie di sfortunate coincidenze, si ritrova inconsapevolmente a schierarsi dalla parte del male. L’obiettivo è un po’ quello di giustificare una mente in continuo contrasto con sé stessa, che combatte una battaglia persa contro il proprio cervello che lo inganna ripetutamente e lo veste negli abiti di un protagonista ripugnante e malvagio, essendo in realtà una persona fondamentalmente buona, un genio che non riesce a mantenere uno stato di lucidità mentale che lo faccia vivere tranquillo ed in pace con sé stesso.

Ti sei aiutato con uno schema per scrivere questo libro dal momento che avendolo letto è molto intrecciato ?

Si, era inevitabile, dopo che buttai giù l’idea di base con una sinossi, ci fu un dietro le quinte piuttosto esagerato. Iniziai con la creazione dei personaggi principali, abbozzando addirittura dei disegni, creai le loro personalità, le abitudini, gesti e vizi che li contrassegnano, il loro modo di vestire etc. Poi feci un approfondito story plan, includendo i momenti principali del romanzo e da li partirono i collegamenti tra le parti più importanti. Tirai giù una lista di tutti gli elementi da investigare, lo suddivisi in tre parti cercando di aggiungere piccoli sub-plot per arricchire la trama e dare corpo e credibilità ai personaggi. Tutto ciò avendo un’idea di quello che volevo scrivere ben precisa e quando arrivò il momento di impugnare la penna, si scrisse quasi da solo.

Ti piace solo il genere noir o hai in cantiere anche un romanzo o altro ?

Mi piace moltissimo perché penso abbia la possibilità di inglobare al suo interno vari generi, può a tratti sembrare un thriller a tratti una storia drammatica etc, poi risulta affascinante per questo lato oscuro che lo caratterizza. In realtà non ho una preferenza o un genere ideale, quando spunta un’idea che trovo intrigante, la storia si costruisce nella mia mente da sola, io cerco solo di spingerla fuori, di creare il background giusto e riempire le righe. In un romanzo mi piace riscontrare generi diversi che fanno oscillare il ritmo in picchi di alta tensione, verso momenti relativamente più intellettuali. Ho terminato da poco un thriller comunque, una specie di racconto breve incalzante. Ed ho iniziato la costruzione di un fantasy che temo possa compromettere gravemente la mia salute. Scherzi a parte, è un progetto forse troppo ambizioso ed ho paura che avrò bisogno di lavorarci su alcuni anni.

All’ interno del libro ci sono elementi che ti rappresentano ?

Sicuramente, in tante cose il personaggio protagonista può essere il riflesso di me stesso. Le sue paure, i suoi dubbi e quella viscerale contrapposizione tra il volerlo tutto, successo, soldi e fama o portar avanti una vita semplice, vera, dedita al proprio lavoro e alle proprie passioni.

Hai gia cominciato a scrivere altro, ci puoi dare qualche anticipazione ?

Ho terminato il mio secondo libro, si trova ancora in fase di riscrittura e rimontaggio; però manca poco. E sto a buon punto col terzo. Per quanto riguarda il terzo preferirei astenermi dal rivelare qualsiasi dettaglio, ho tirato giù finora ventimila parole, è piuttosto complesso e nonostante lo abbia ben progettato sono ancora lontano dal vederlo prendere forma. Il secondo si tratta di un thriller ambientato a Bologna, nella sua più antica università; dove un gruppo di studenti, i migliori amici, si troverà ad affrontare un’escalation di omicidi che li vedrà coinvolti da vicino. Saranno perseguitati dalla legge e dal sospetto che presto li dividerà e li metterà contro, da migliori amici ad avversari spietati, l’uno contro l’altro per scoprire chi sta incastrando chi.

Grazie Daniele, si prospetta un’ altro intrigante noir e per il fantasy attendiamo impazienti qualche anticipazione.

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1 commento

  1. Grazie tantissime, ho apprezzato enormemente la recensione che rispecchia ció che volevo trasmettere. Un bel tributo al lavoro che ho fatto. Grazie ancora.

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