Samuel Stern – intervista a Andrea Guglielmino

Intervistiamo oggi lo scrittore, fumettista e giornalista Andrea Guglielmino, nostro caro amico, che ci parla di Samuel Stern, di cui ha scritto il numero di luglio.

 Iniziamo con le domande di Silvia

La frase di lancio del tuo numero di Samuel Stern per cui collabori mi ha colpito molto. E’ una tua riflessione personale o riprende qualche opera che hai visto? Oppure entrambe le cose?

Suppongo sia la sequenza in cui Samuel dice di sentirsi impotente e Duncan gli ricorda che può sempre pregare. È una scena che amo molto perché racconta il rapporto stretto tra i due personaggi e quanto siano al contempo lontani per approccio ma vicini per intenti. Seguono la stessa strada, ma usano mezzo diversi. Duncan ha la fede, Samuel un dono speciale di cui nemmeno lui stesso conosce le origini. Ma che non è un superpotere. Infatti in questo caso non riesce a risolvere la situazione. Samuel non è particolarmente religioso, ma ci sono momenti in cui si fa il meglio che si può con quello che si ha. E in quel momento il rosso ha solo la preghiera e la vicinanza dell’amico. Ricordo di aver riflettuto molto sul finale e averci lavorato tanto coi curatori della serie. È venuta fuori questa soluzione ‘sfumata’ che dice molto di Samuel senza scendere in dettaglio. Alcuni lettori sono convinti che ‘Il secondo girone’ non sia in continuity perché non si sofferma sul passato dei personaggi principali. Non è così, per me. Scene come questa raccontano molto di chi sono e da dove vengono, anche più di un classico flashback. Ma bisogna avere la predisposizione a leggerle e a collegarle con il resto.

Come nasce l’idea di Samuel Stern?

Questa domanda andrebbe rivolta a Gianmarco Fumasoli che ha creato il personaggio ed eventualmente a Massimiliano Filadoro che ha contribuito come curatore al suo sviluppo. Loro per Samuel sono ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ma conosco il progetto da abbastanza tempo per considerarmi un po’ uno ‘zio’. Diciamo che Bugs, dopo aver ottenuto un buon riscontro con i prodotti da fumetteria – Mostri, Alieni, Gangster e il progetto per bambini Mostri – voleva passare allo stadio successivo. L’edicola per i fumettisti è come la sala cinematografica per i registi. Di conseguenza è stato eseguito uno studio sul formato e il genere più richiesti per quel mercato. Bonellide e horror sono state le risposte. Ma pur essendo una serie dall’impostazione abbastanza classica cerca di concentrarsi sui temi moderni. Se Dylan Dog negli anni ‘90 usava metafore che sublimavano la
misera condizione dell’homo consumens, schiacciato tra le maglie del capitalismo e ridotto a uno zombie famelico in preda dei suoi più bassi istinti, oggi quel che si teme, tra i continui imput a cui è sottoposto la nostra anima 2.0, è la ‘spersonalizzazione’ e il timore che qualcosa di maligni possa prendere il controllo dei nostri ‘dati’, della nostra memoria, del nostro essere. La novità è che la serie ha risvolti psicanalitici e i demoni nascono dall’ombra che cresce all’interno degli uomini.

Domande di Tatiana:

Samuel Stern sta ad Edimburgo come Dylan Dog sta a Londra. I due personaggi hanno echi di rimando, quanto secondo te può influenzare la caratterizzazione del personaggio di Samuel Stern a lungo termine.

Per quanto riguarda la città, diciamo che dipende da quanto un autore vuole farsi influenzare. Edimburgo offre molti spunti per il genere horror. È una città d’atmosfera e inesplorata nei fumetti italiani. Non ce n’è nessuno che si ambienta lì. Il numero 2, ‘Il mausoleo nero’, ad esempio, è ambientato nel cimitero di Greyfriars. ‘Il secondo girone’, invece, prende spunto da un rinomato locale di spogliarelli, il ‘Burke & Hare’, realmente esistente, ma lo trasforma in un luogo fantastico, un luogo del corpo prima che dell’anima, dato che si tratta di un bordello freak, ma che potrebbe trovarsi ovunque. Lo popolano creature straordinarie con nomi francesi, africani, polacchi, greci. Magari è come il Safarà di Dylan Dog, in ogni città potrebbe esserci un ‘secondo girone’. Quanto agli echi di rimando tra i personaggi, in verità per me non sono così tanti. Semplicemente sono due fumetti horror, e dato che tutti gli autori di Samuel conoscono bene Dylan, qualche volta ci piace citarlo come Dylan citava altri fumetti venuti prima di lui. Sapevamo che il paragone sarebbe scattato immediatamente, per il semplice fatto che Dylan Dog è il fumetto horror più popolare in Italia, e sostanzialmente l’unico con una storia così lunga alle spalle. Quindi ci abbiamo giocato su. La frase di lancio di Samuel è stata ‘L’incubo ha un nuovo avversario’, ma dopotutto l’incubo non è appannaggio di un unico personaggio. Eravamo in ballo. Se avessimo deciso di lanciare un western, saremmo stati paragonati a Tex. Magari lo avremmo lanciato con ‘Il West ha una nuova frontiera’. Era inevitabile, perché la Bugs è sostanzialmente l’unica casa editrice ad aver compiuto il grande salto negli ultimi anni.

Samuel Stern il secondo girone ha delle tematiche interessanti, come hai sviluppato la storia e quali sono stati i tuoi spunti principali? Ho notato che hai inserito delle citazioni cinematografiche.

Grazie. Uso il metodo del ‘mitragliatore’. Sommergo l’editor di soggetti finché per disperazione non me ne accetta uno! Su Samuel volevo assolutamente esserci, quindi puoi immaginare che quanto abbia intasato la casella postale di Fumasoli e Filadoro. Devi tenere presente che quando ho iniziato a scrivere non era nemmeno uscito il numero uno della serie, e anche se avevo molta documentazione su cui lavorare trovare la chiave giusta non era facile. Mi sono allora detto che Samuel non avrebbe dovuto essere il protagonista della storia, ma piuttosto il suo testimone, un po’ come Indiana Jones ne ‘I predatori dell’arca perduta’. Se lui non fosse intervenuto, i nazisti avrebbero trovato l’arca e sarebbero comunque finiti in cenere. Ma non ci sarebbe stato nessuno a raccontarlo. Questo mi ha aiutato a concentrarmi sui ‘miei’ personaggi, e d’altro canto, visto che abbiamo parlato di Dylan Dog, era una soluzione spesso adottata anche da Tiziano Sclavi, per cui spesso il protagonista non era l’Indagatore dell’Incubo, ma il mostro di turno. Lungo il percorso però ho trovato modo di portare avanti anche alcuni aspetti importanti soprattutto per quello che riguarda Duncan. Una volta che imbocchi la via, la storia comincia a scriversi da sé.

Ho visto che su sul sito Movieplayer.it Samuel Stern è nella lista dei 10 fumetti che vorrebbere vedere sul grande schermo. Tu chi sceglieresti per il ruolo? Vedresti meglio una trasposizione cinematografica oppure in una serie TV?

Chi mi conosce sa che risponderei ‘Nicolas Cage’ per qualsiasi ruolo, potrebbe fare sia Samuel che Duncan. Ma se vogliamo pensare a un volto un po’ più attuale, credo che non si possa prescindere dalla nazionalità. Samuel deve essere scozzese! Ewan McGregor ha qualche anno di troppo, ma James McAvoy potrebbe essere una buona scelta. Non sono un patito delle serie, preferisco la sintesi del cinema e il grande schermo, quindi è così che amerei vedere trasposto Sam, ma realisticamente credo che, se mai dovesse avvenire, si andrebbe più nell’altra direzione. Le serie sono molto popolari, adatte alle piattaforme che ormai, anche a causa del Covid, stanno diventando il mezzo di fruizione più diffuso, e permettono uno sviluppo certamente più simile a quello di un fumetto, e di Samuel in particolare che, proprio come una serie, è organizzato in stagioni, con narrazione verticale che permette a tutti di iniziare a leggerlo anche se non conoscono il background, ma anche uno sviluppo orizzontale che andrà a completare il puzzle man mano che la pubblicazione prosegue.

Saresti interessato o hai in programma di scrivere qualche altro volume?

Sono sicuramente interessato, ma il Covid ci ha indubbiamente rallentati. Se non ci fosse stata di mezzo la pandemia che ha stravolto molti dei nostri programmi, starei già scrivendo il mio secondo Stern. Attualmente sono in attesa di riscontro per alcuni soggetti che ho mandato, inoltre sto mentalmente lavorando a un sequel diretto de ‘Il secondo girone’, dato che la storia volutamente si presta, ed è stato richiesto a gran voce.

Domande di Simona:

Leggendo la frase di apertura mi è venuta spontanea una domanda: anche tu sei stufo di vedere ritratto al cinema o in tv la solita divisione manichea tra buono e cattivo, vero?
C’è stato un momento, nella creazione della storia per il tuo volume, in cui hai temuto di non riuscire a trasmettere il messaggio che volevi?

Più che essere stufo, in Samuel non riesco a concepirla. Un demone come può sapere cosa è il male, visto che non conosce il bene? Un cancro è consapevole di essere dannoso per il suo ospite, o non è piuttosto un organismo che vuole sopravvivere, come tutti? Queste cose mi hanno interessato sempre e in Stern ho trovato terreno fertile. Quanto alla seconda domanda, sì. Ero costantemente in preda ai dubbi, perché ci sono tante sfumature. C’è il sesso e c’è l’amore, e possono andare insieme o ciascuno per conto loro. C’è il peccato che si fonde nella fede. L’orgasmo e l’estasi. Il demone prende forma durante un amplesso, e nasce per amore. Ma fortunatamente il riscontro di critica e pubblico è stato ottimo, in molti hanno apprezzato la storia e gli è arrivata, l’hanno capita e si sono emozionati. Fino ad oggi le storie sui freak sono state tutte ‘sono esseri umani e possono provare sentimenti’. Che è verissimo. Ma io volevo andare oltre e infrangere l’altro tabù: possono anche fare sesso, provare piacere fisico e darlo agli altri. È un equilibrio perfetto, e il mondo del ‘secondo girone’ è perfettamente funzionale a sé stesso finché non arriva il demone q stravolgerlo. Naturalmente ci sono state delle critiche. Poche, ma ci sono state, e ne sono contento perché altrimenti sarebbe suonato tutto falso. Nella maggior parte dei casi, mi trovavano d’accordo e riguardavano aspetti di cui ero perfettamente consapevole. Ma che a me, invece, piacevano.

 

qui arretrati Samuel Stern – Bugs Comics

 

Il secondo Girone sarà disponibile presto sempre su Bugs Comics.

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