Sepúlveda, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza – Recensione

Era primavera. Come io lo ricordi, è presto detto: le prime pagine, lette alla fermata del bus, ebbero come sottofondo le prime rondini della stagione. Un tempismo perfetto.
Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza è stato il mio primo libro di Sepúlveda.

Sì, avete capito bene: per una serie di cause mi ero sempre trovata a leggere le sue opere “a spizzichi e bocconi”, per dirla con una terminologia terra-terra.

La svolta venne quando mi fu regalato quel libro, un’iniziativa a metà tra il complimento e la presa in giro, data la mia proverbiale calma, da alcuni definita lentezza esasperante.

Inutile dire che, dopo quel romanzo, ho recuperato tutto il recuperabile: non avevo più nessuna scusante.
“Cos’è che ti piace tanto di questa storia, dato che i protagonisti sono semplici animali?” è una delle domande più ricorrenti che mi vengono fatte.

Molti, troppi, confondono le pennellate leggere di una narrazione tutto sommato lineare con un semplicismo adatto solo ai bambini.

Le chiavi di lettura, invece, sono molteplici e si adattano a tutte le tipologie di età.
Come già detto, la trama non è per nulla complicata, con pochi espedienti narrativi.

Una lumaca desidera sapere il perché del suo essere così lenta e, contro il parere delle sue simili, affronta prima un viaggio alla scoperta di se stessa, poi un altro per cercare di salvare le sue compagne dall’avanzata del mondo degli uomini.

Ogni accusa di infantilismo cade, se ci fermiamo qualche secondo a riflettere: la piccola lumaca vorrebbe capire il perché della propria lentezza, cioè il perché della sua stessa essenza che la contraddistingue e la diversifica da tutti gli altri animali che popolano il prato.

Non è per niente diversa da ogni essere umano che si mette in viaggio, sia metaforicamente che fisicamente, per cercare di trovare un proprio posto nel mondo.

La curiosità che la contraddistingue – malvista dalle lumache più anziane, ancorate ad un’abitudine che non vogliono modificare per non sentirsi disorientate – e che conquista le lumache della sua stessa età non è troppo diversa dai sogni delle giovani generazioni, che chiedono spazio agli adulti e provano a proporre cambiamenti che non sempre vengono accettati.

Il suo traguardo non è infatti un capriccio, ma l’idea di un nuovo mondo in cui trovare il proprio scopo, qui rappresentato dal Paese del dente di leone.

(link immagine: mangialibri)

Ma la lumaca di Sepúlveda non è sola in questo cammino: è il monito dell’autore, che ci ricorda che solo se impariamo ad incrociare i nostri passi con quelli degli altri possiamo crescere, migliorare ed apprendere.

C’è per esempio Memoria, una tartaruga anziana, ha già nel suo nome la sua funzione ed il suo insegnamento.

Quanto mai attuale, ora più che mai, ora che la nostra memoria di esseri umani, racchiusa nel corpo di fragili anziani, è messa a rischio a causa di un virus: quando Memoria esce di scena è la lumaca che si impegna a trattenere i ricordi.

Così ora che le nostre memorie stanno perdendo la loro battaglia contro il virus tocca a noi ricordare al posto loro, tocca a noi prendere il fardello delle loro memorie e farne il nostro bagaglio per camminare insieme verso il futuro.
Il romanzo, oltre che in formato cartaceo, è disponibile anche sulla app Audible, splendidamente narrato da Dante Biagioni.

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