Serie tv Usa vs Eu: Twin Peaks vs Broadchurch

Questa settimana il confronto tra Stati Uniti ed Europa si presenta particolarmente audace.
Prima di tutto perché osa accostare una serie tv cult come Twin Peaks di Mark Frost e David Lynch, conosciuta anche da chi non ha mai acceso la televisione e Broadchurch di Chris Chibnall, una serie tv inglese, molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, che vede protagonista David Tennant, forse il più celebre e amato Dottore della mitica serie “Doctor Who”.

Confronto non facile e oggettivamente impari perché qualunque serie tv resterebbe schiacciata da quello che Twin Peaks ha rappresentato e ancora rappresenta per la televisione non solo perché scritta da David Lynch, uno dei più grandi geni della storia del cinema.

Eppure entrambe le serie hanno diversi punti di contatto.

Tanto Broadchurch quanto Twin Peaks si aprono con il ritrovamento di un cadavere anche se di età e con modalità diverse: nella prima è il corpo del giovane Daniel Latimer di anni 11, ritrovato sulla spiaggia a Broadchurch un piccolo paesino inglese; nella seconda invece abbiamo Laura Palmer, anni 17, avvolta nella plastica avvistata vicino al fiume della cittadina di Twin Peaks, rinvenuta dallo sceriffo locale.

Le reazioni dei familiari inoltre sono molto simili: in entrambi i casi ci troviamo di fronte a una famiglia che va in pezzi: la madre urla disperata il proprio dolore per la vita spezzata del proprio piccolo. I dubbi cominciano a minare le fondamenta e pian piano vengono fuori spettri e segreti di piccoli borghi all’apparenza tranquilli.

Un’altra cosa in comune pare essere i chiari riferimenti al mondo paranormale, nella serie scritta da Lynch e Frost, come è ben noto, questo mondo ha avuto un’importanza fondamentale nel corso della serie, legandosi a doppio filo ai misteri e gli enigmi della cittadina; in Broadchurch, invece, vi è un misterioso sensitivo che pare essere in contatto con Daniel e sembra conoscere il passato oscuro dall’ispettore Alec Hardy.

David Tennant è Alec Hardy

E qui veniamo ad un altro punto in comune: i protagonisti principali di Twin Peaks e Broadchurch sono membri delle forze dell’ordine, nel primo vi forse il più famoso agente dell’fbi della storia della tv, l’agente Dale Cooper, nel secondo appunto Alec Hardy; tuttavia tra i due personaggi, è bene sottolinearlo, vi è un abisso incolmabile. Cooper, un magnetico, incredibile e spassoso Kyle MacLachlan, per anni attore feticco di Lynch: indimenticabile anche in “Velluto Blu” e “Dune”,  è un uomo gioviale, tenero, quasi fanciullesco; ha mille stranezze che lo rendono particolarmente amabile, tra cui quella di mangiare di continuo, e far venire fame al povero spettatore inerme, parlare al registratore con la misteriosa Diane, fare indagini in luoghi improponibili, tra cui il bosco e pure la sua mente e far innamorare perdutamente quasi tutte le fanciulle che incontra, comprese le spettatrici.

Audrey Horne e Dale Cooper

Alec Hardy, interpretato da un eccellente David Tennant, è tutto l’opposto.  Innanzitutto i fan del “Doctor Who” si mettano il cuore in pace: non è il Dottore, non vi è niente in Hardy che lo ricordi, neanche lontanamente. E’ il ritratto piuttosto di un uomo spezzato, dal carattere schivo, duro, poco incline a fraternizzare sia con gli abitanti di Broadchurch sia con i colleghi di lavoro che sembra voler tenere a debita distanza di sicurezza. Inoltre sembra soffrire di saltuari attacchi di panico che tiene a bada ricorrendo all’uso di farmaci di dubbia natura e utilità. Questi sembrano essere una conseguenza del suo passato scomodo.

Michael Ontkean è lo sceriffo Harry S. Truman

Sia Dale che Alec hanno vicino, oltre che delle grandi donne, degli uomini che sanno tenere loro testa, se occorre. Ci riferiamo per l’agente Cooper allo sceriffo Truman, una brava persona, non una macchietta, che sa contraddire l’amico quando serve e lo aiuta nei momenti difficili.

Emblematico, in tal senso, quando Dale si ritrova ingiustamente indagato: lo sceriffo gli offre un posto come suo assistente e non lo lascia solo.

 

Per Alec, invece, non possiamo non sprecare almeno due parole per padre Paul, un prete da cui prendere esempio, che non pretende che il perdono sia dovuto e che anche allontanare chi non vuole cambiare e, nel contempo, non giudica mai la sua comunità, appoggiandola nei momenti difficili. Stupendo il suo confronto con Beth nella terza.

Arthur Darvill è Rev Paul Coates

Altra peculiarità della serie ideata da Lynch e Frost è l’aver rivelato solo verso la fine all’interprete dell’assassino di Laura Palmer la sua reale identità, pare che per questi lo shock fu particolarmente grande tanto da esclamare: “No, no, non posso fare una cosa del genere neanche per finta” Parallelamente è accaduta una cosa simile sul set di Broadchurch: per stessa ammissione di Olivia Coleman, interprete del Detective Miller incaricata di aiutare Hardy nelle indagini, solo quattro attori conoscevano la vera identità dell’assassino di Daniel e all’interprete è stato reso noto solo poco prima di girare le scene finali.

Altro elemento chiave in entrambe le serie è la colonna sonora. In Twin Peaks è stata composta da Angelo Badalamenti. La canzone portante, la sigla che apre ogni episodio dal titolo “Falling”, è interpretata da Julie Cruise e il testo è stato scritto dallo stesso David Lynch. Mentre a fare da sfondo e a colorare sapientemente ogni sequenza di Broadchurch è la penna felice di Olafur Arnalds, compositore di origine islandese. Inoltre la canzone che costituisce la sigla, intitolata “So Close” è sempre composta dallo stesso Arnalds con la collaborazione alla voce di Arnor Dan.

Un altro punto in comune è il fatto che sia Chibnall sia Lynch creino personaggi femminili molto intriganti, in primis tra le protagoniste.

Non possiamo citarle tutte per mancanza di tempo, ovviamente, tuttavia crediamo sia giusto parlare almeno di alcune.

Sherilyn Fenn è Audrey Horne

In Twin Peaks forse il personaggio che è cresciuto di più è Audrey Horne, interpretato da una superba Sherilyn Fenn, da ragazzina viziata a donna matura, subisce un bellissimo percorso di maturazione, riuscendo a cambiare e nel contempo a far cambiare anche il padre.

L’altra donna che è giusto citare, perché in fondo tutto ruota intorno a lei, è Laura Palmer, a cui presta il volto la brava Sheryl Lee.

Il suo omicidio apre la serie ma possiamo rivederla sia nei numerosi flashback sia nelle visioni di Cooper nella stanza rossa, dove riesce a guidare ripetutamente l’uomo verso la luce, più e più volte.

Sheryl Lee è Laura Palmer

Chi ha visto la terza stagione, con tutte le controversie che si porta dietro, sa che lei è una sorta di prescelta, di messia di Twin Peaks, anche se non come molti si aspettano e non certo in senso cristiano, non solo ovviamente.

In Broadchurch ci terremmo a parlare due personaggi altrettanto straordinari: Ellie Miller e Beth Latimer, interpretate rispettivamente da due attrici magnifiche come Olivia Colman e Jodie Withaker, che hanno in comune, oltre alla bravura, quello di avere Doctor Who nel loro destino.

Olivia Colman è Ellie Miller

La Colman, infatti, ebbe una piccola parte, il prigioniero zero, nel primo episodio in cui apparve Matt Smith nei panni dell’undicesimo Dottore, mentre Jodie Withaker sarà nientemeno che il primo Doctor donna e per questo non possiamo che augurarle tanta tanta fortuna.

Tornando ai loro personaggi nella serie di Chibnall (che presto diventerà il nuovo showrunner di Doctor Who ndr), Ellie Miller colpisce per svariati motivo. Madre e donna esemplare, non ha paura di mostrare il pugno duro quando occorre, con il figlio e con chi trasgredisce, senza mai usare la violenza. Prova provata che si può essere autorevoli e non autoritari nel far rispettare le regole. Dolcissima anche come madre e come amica, sia con Beth, con cui rischia di rompere i rapporti a causa dell’identità dell’assassino del piccolo Daniel, sia con Trish, una delle vittime dello stupratore seriale, a cui dà un grande supporto morale, in primis come donna.

Una delle cose che vorremmo sottolineare di Ellie è che, a differenza di troppe eroine cinematografiche, televisive e letterarie, lei ama mangiare, non si abboffa, mangia il giusto, quando ne sente il bisogno, è insomma umana e vera.

Jodie Whittaker è Beth Latimer

Venendo invece a Beth, sappiamo che molti, assurdamente, le hanno dato della lagnosa.

Scusate se ci permettiamo di dire che vorremmo sapere come reagirebbero certi di fronte alla morte del loro figlio, peraltro assassinato in maniera brutale da un pedofilo.

Beth è una donna forte e dà una sacrosanta lezione morale anche a una donna meravigliosa come Ellie, a fine prima e poi nella seconda, sapendo andare oltre ciò che potrebbe dividerle e ha la forza di usare il suo terribile lutto per il bene, aiutando le donne vittime di violenza e dimostrandosi più forte del marito Mark, in crisi e fuori controllo, anche se, come sappiamo, l’uomo avrà la forza di rialzarsi e fare la cosa giusta.

Come dicevamo sopra il mito di “Twin Peaks” è e resta inarrivabile, anche noi siamo devote fan di questa serie tv, nessuno può competere con il genio creativo di Lynch, all’epoca persino sua maestà la Regina Elisabetta II era una grande fan del suo programma; Lynch è un maestro per mille ragioni diverse: esploratore dell’animo umano, dei vizi privati della provincia, delll’occulto, del mistero e dell’insondabile, egli reinventò un genere nel 1991, dando il là alle serie televisive moderne. Da allora, lo sappiamo, la tv non fu più la stessa.

Tuttavia Broadchurch pare reggere il confronto abbastanza, tanto che è diventata anch’essa una serie cult, di cui si cercano di riprendere le atmosfere.

Twin Peaks viene spesso replicata, mentre sulla tv generalista manca da anni, anche se l’arrivo della terza stagione su Sky, in contemporanea con gli Usa, dovrebbe far sperare in un ritorno.

Le tre stagioni di Broadchurch, invece, sono state mandate in onda su Giallo.

Articolo redatto da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

 

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