Serie Usa vs Eu: House of Cards Usa vs Uk

In occasione dell’arrivo della terza stagione della versione americana di House of Cards vi proponiamo questo confronto che scrivemmo un anno fa per un altro giornale.

Con questo articolo portiamo sul sito la nostra rubrica: Serie Usa vs Eu che si propone di paragonare serie statunitensi ed europee dalle tematiche simili.hocuk1Sono due serie di altissimo livello ed è oggettivamente difficile schierarsi con l’una o con l’altra, inoltre è bene ricordare che House of Cards versione inglese fu ideata nel 1990 per la BBC dal grande scrittore e politico Michael Dobbs, autore del libro e dall’ottima penna di Andrew Davies, autore anche del celebrato sceneggiato della BBC “Orgoglio e pregiudizio” del 1995.
Tutte e due si basano appunto sul romanzo omonimo di Micheal Dobbs che ha personalmente collaborato con lo staff in entrambe le realizzazioni.

In quella statunitense il pilot è stato diretto dal grande regista David Fincher(Seven, Fight Club, Il curioso caso di Benjamin Button) ed è stata sceneggiata da Beau Willimon, per la nuova rete via cavo NETFLIX.

house-of-cardsusa2Sin da subito assistiamo alla differenza tra Francis Ewan Urquhart e Francis Underwood. Incontriamo per la prima volta Urquhart nel suo ufficio, da solo, nella piena oscurità che si rivolge direttamente agli spettatori avvisandoli che “Nulla dura per sempre”, un rimando abbastanza palese all’incipit del libro. Il secondo invece si trova per strada, vicino alla sua abitazione. Uno sconosciuto ha appena investito un cane. E le sue prime parole al pubblico riguardano i diversi tipi di dolore.

L’altra differenza enorme è che Urquhart (interpretato da un sublime Ian Richardson, che aveva proprio i modi da lord inglese) agisce per motivi molto diversi rispetto alla sua controparte statunitense, c’è, è vero, in entrambi i casi la sete di vendetta per non aver ottenuto l’ambito ruolo promesso, ma mentre il politico inglese ha un suo codice etico e agisce in base a vecchi e nobili scrupoli morali degni della cavalleria, quello americano (a cui presta il volto il sempre eccelso Kevin Spacey, che quest’anno ha finalmente vinto il suo primo Golden Globe proprio per questo ruolo) no, la sua è soltanto sede di vendetta e sete di dominio.

Si potrebbe dire che il Francis inglese è più subdolo, non arriva quasi mai all’omicidio, usa altri metodi, più eleganti e meno volgari, per liberarsi di coloro che lo intralciano, lo spettatore è portato lentamente a tifare per la sua scalata al potere perché, indubbiamente, Francis vuole comunque arrivare in alto per fare qualcosa di buono. Quantomeno all’inizio.

hocuk3E in questa sua scalata è aiutato dall’ambiziosa e intelligente giornalista Mattie Storin, un’intrigante Susannah Harker, attrice che molti ricorderanno proprio nello sceneggiato sopracitato nei panni della dolce Jane Bennet, che prova per lui una sincera stima, tanto da dirgli: “Io credo che lei sarebbe un primo ministro migliore” ; inoltre a spingerlo a vendicarsi è l’altrettanto ambiziosa moglie Elizabeth ( molto intensa Diane Flecther) , la quale stimola l’orgoglio ferito del marito e agisce nell’ombra, anche con lui, per farlo salire sempre più in alto.

Quello che insomma emerge nella serie inglese è che sia proprio un fitto e complesso intrigo di corte degno di Macbeth, l’atmosfera shakespeariana si respira a pieni polmoni, i dialoghi sono molto colti e raffinati.

hocuk4Essendo poi ambientato nel 1990, poco dopo il ritiro dalle scene politiche di Margareth Thacther, non vi sono ovviamente riferimenti a twitter e ai blog come invece succede nella controparte statunitense. Assistiamo a un modo di fare informazione ancora di stampo tradizionale, fatto di voci di corridoio e di informazioni ricavate in presa diretta. Anche il modo in cui Urquhart gestisce le chiavi di lettura delle informazioni fornite alla giornalista sono un riflesso di questo sistema: lui non dice la verità a Mattie, fa in modo che sia lei ad arrivarci, tramite scambi di battute molto tortuosi e suggestivi. La sua frase ricorrente: “Potresti affermarlo, ma io non posso commentare.” 

house-of-cardsusarBen diverso invece il rapporto tra Zoe Barnes ( una vera scoperta Kate Mara), giornalista emergente della versione statunitense, e Francis Underwood. Viene scelta non solo per la sua ambizione ma per la sua capacità di districarsi attraverso le maglie della rete informatica. E’ una fiera sostenitrice del nuovo sistema di informazione attraverso i famosi 160 caratteri e dei blog tematici. Frank la espone in prima persona indicandole luoghi e fatti in modo che faccia indagini per colpire le persone che possono nuocere al suo disegno. Inoltre tra i due c’è anche una vera e propria relazione di tipo sessuale. Il rapporto tra Zoe e Francis diventa sempre più riavvicinato, tuttavia non si può certo dire che si innamorino, anzi, i due si usano a vicenda e se lui, a volte, pare provare un certo rispetto per le capacità di lei, non si può dire altrettanto di Zoe, che è sempre più disgustata dai comportamenti dell’uomo e finirà per rivoltarglisi contro e con lei anche lo spettatore. Siamo dunque all’opposto di quello che avviene nella serie inglese dove Mattie finirà per considerare Francis una figura paterna tanto da chiamarlo “Daddy.”

hocuk2Altra differenza enorme tra le due versioni sono i personaggi delle due moglie: Elizabeth, come dicevamo, è la classica donna che manovra da dietro le quinte, mentre Claire Underwood (una superlativa Robin Wright giustamente premiata con il Golden Globe l’anno scorso) ha una sua attività personale e manovra in maniera più diretta per aiutare il marito nella scalata al potere ma anche per salire lei stessa sempre più in alto. Non ha freni inibitori, non ha i classici sogni della brava ragazza della porta accanto, non è la classica donna che sogna il matrimonio perfetto con figli, no, lei vuole vivere una vita all’insegna del potere. Lo si capisce chiaramente nel suo rapporto con l’ex domestico, che, avendo visto in lei una specie di angelo vittima del malvagio marito, si ritroverà deluso quando lei gli mostrerà il suo lato più vero e più diabolico.
Tra le pedine usate per la scalata al potere di Urquhart vi è anche Roger O’Neil(Miles Anderson perfetto per la parte), un consulente di pubbliche relazioni, tossicodipendente di lunga data e fissato con i party, la sua figura è molto scialba e serve a Francis solo per distruggere il fratello del primo ministro, un alcolista perso.

Diversa è la sua versione statunitense, Peter Russo (un’altra bella scoperta della serie americana Corey Stoll, ora protagonista della celebrata The Strain), personaggio che si dimostra un debole in vari momenti, ma rivela di possedere anche una certa intelligenza e acume politico, solo che viene spazzato via dalle ambizioni personali di Francis e forse anche dalla sua voglia di negare la parte più vera di se, in perfetto stile “Il talento di Mr Ripley”.

house-of-cardsusa4rFrancis Urquhart è del partito denominato Conservative mentre Francis Underwood è un democratico, dunque due partiti diversi e anche questo ci può aiutare a sottolineare le differenze tra le due serie: i cosiddetti Tories inglesi sono realmente conservatori, sono chiusi nel loro circolo privato di regole e dogmi tipico dei lords, i democratici hanno un’ala più conservatrice, attenta al modello della famiglia americana, vi è poi l’ala più progressista, non dissimile dalla nostra estrema sinistra.
Urquhart è un uomo attento a questi codice, fanno parte della sua persona fin nel profondo dell’animo, Underwood non ha codici etici, si schiera dove tira il vento, potrebbe stare con la parte più estremista del suo partito, come con la parte più liberal pur di arrivare ai suoi scopi.

house-of-cardsusa3Tutto questo per dire che Francis Underwood non è Francis Urquhart. Sono due personaggi molti diversi che agiscono in ambienti diversi con regole molto diverse.

Dunque se House of Cards Uk può essere paragonato al Macbeth la versione statunitense ricorda più Il Padrino di Coppola, con la differenza che non sappiamo se per Underwood vi sarà una redenzione, anzi è una cosa poco probabile.
Questa settimana la sfida finisce in parità.
Guardate entrambe le versioni.
Non ve ne pentirete.
La versione Usa va in onda su Sky Atlantic.
La versione inglese, invece, è ancora inedita in Italia.

Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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