#StarWars #TheRiseofSkywalker – Recensione

Skywalker 1
Star Wars The Rise of Skywalker è uscito da qualche settimana e avrete sicuramente sentito le opinioni più controverse.
Gira anche la voce di una JJ Abrams Cut, di cui ora non vogliamo parlare.
Vi avvisiamo che da qui in avanti saranno presenti numerosi SPOILER.

Tutte le immagini presenti nell’articolo appartengono alla Lucasfilm, Bad Robot Productions, Walt Disney e alla Studios Motion Pictures

Facciamo subito una premessa doverosa.
The Rise of Skywalker non è perfetto e ha innumerevoli difetti.
Tra questi ci sono troppe scene in cui si salta da una parte all’altra troppo velocemente, quasi allo scopo di mostrarci quanti pianeti ci siano nella galassia lontana.
Gente che spunta dal nulla e poi è legata ai protagonisti da anni.
Alcune cose non vengono dette in maniera esplicita e le può capire soltanto chi ha visto i prequel, tipo la resurrezione di Palpatine. E’ evidente che il nostro (si fa per dire) abbia usato i midichlorian per ritornare in vita, sistemando in qualche modo il suo corpo carbonizzato nella Seconda Morte Nera.
Ce lo fa capire anche lui parlando con Rey: “Il lato oscuro è la via per ottenere molti poteri che alcuni considerano innaturali.” le parole che dice ad Anakin ne “La vendetta dei sith” per spingerlo verso il definitivo abisso.
Tra l’altro quella è una delle scene più belle dei prequel, che mostra, da una parte, l’incredibile capacità manipolatrice di Palpatine e dall’altra lo smarrimento di Anakin, che sta cercando una voce amica, in un momento di cupa disperazione, essendo il giovane Skywalker perseguitato dagli incubi sulla morte dell’amata Padmé e trovando solo consigli totalmente idioti e privi di tatto da parte del consiglio jedi, Yoda in primis.
Tuttavia, come direbbe qualcuno, questa è un’altra storia.
Skywalker 2
Il film parte mostrandoci Rey in pieno addestramento Jedi, un addestramento che riceve da Leia. Sorpresi? Noi non più di tanto. Sapevamo dalla vecchia trilogia che Luke aveva tentato di iniziare la sorella al suo stesso percorso(cosa che ci viene anche mostrata nel film) e lei poi vi ha rinunciato, scegliendo di continuare a lavorare nella politica e poi nella resistenza, soprattutto a causa di una visione sul suo futuro.
Tuttavia immaginiamo che debba aver imparato quanto basta per aiutare la ragazza nel suo divenire Jedi, aiutata anche dai testi che Skywalker aveva raccolto. Si riveleranno cruciali successivamente.
Il suo addestramento non è perfetto, anzi, viene turbato da un contatto attraverso la forza con il suo nemico, Kylo Ren, e soprattutto non ha ancora imparato ad incanalare la rabbia in qualcosa che non danneggi se stessa né la lotta a cui si è unita.
E come è ben noto presto succederà qualcosa che rischia di far esplodere totalmente questa rabbia, visto che le sue origini riveleranno qualcosa di terribile. Non è un mistero per nessuno che Rey sia nipote di Palpatine.
Rey è figlia del figlio, creato probabilmente in laboratorio, sempre con i suddetti midichlorian, anche perché troviamo veramente impossibile che qualcuno possa avere lo stomaco di accoppiarsi con il vecchiaccio, manco dopo aver aspirato una tonnellata di droghe e aver preso una mazzetta da un triliardo di euro.
C’è un limite a tutto.
Skywalker
Poe si trova, insieme a Finn, alla ricerca di informazioni sul Primo Ordine che possa dare alla Resistenza un minimo di spiraglio per riuscire a segnare un contrattacco. E quando torna, a fatica, sul pianeta dove si trovano Leia e gli altri, ha uno scontro durissimo con Rey.
La accusa di perdere tempo su un addestramento fasullo quando dovrebbe essere in prima linea, a guidare il Falcon, come e meglio di quanto lui sappia fare.
I nostri eroi sono alla ricerca di un pugnale sith che potrebbe aiutarli. Tale pugnale era stato cercato anche da Luke e da Lord San Tekka prima della caduta di Ben(ammesso e non concesso che sia stato prima), dato che temevano il ritorno di Palpatine e sapevano della parentela di Rey con il vecchio ammuffito.
E qui prima di continuare occorre far notare alcune cose. Nel Risveglio della Forza Lord San Tekka viene ucciso mentre, lo scopriamo ora, era alla ricerca anche del suddetto pugnale, oltre che di Luke stesso. Da quando tempo cercava il pugnale? E perché già conosce l’identità di Kylo Ren? Se è vero che lui lo stava cercando (e non abbiamo ragione di dubitarne), lo faceva perché d’accordo con Luke, il quale, in teoria, molto in teoria, si era ritirato dal mondo per evitare ogni contatto con gli altri.

Più avanti scopriremo una seconda contraddizione del presunto totale ritiro di Luke. Nel secondo film di questa nuova trilogia lui afferma chiaramente di desiderare che i Jedi muoiano insieme a lui. Quindi che senso avrebbe conservare la spada laser di sua sorella, portarla in un posto sicuro, avvolgerla in un panno perché non si rovinasse, in modo da farla arrivare integra a Rey? “Leia voleva che tu l’avessi.” aggiunge mentre gliela consegna.
Secondo quanto avevamo già affermato nella recensione di The Last Jedi per noi Luke ci stava marciando un po’, nel linguaggio moderno “stava un po’ trollando Rey” per metterla alla prova, per farle capire che per redimere qualcuno occorre un sacrificio estremo, non è un gioco, come non è un gioco saper manovrare la Forza. Anche perché, se vi ricordate, lui alla fine del film sa esattamente dove si trovano la resistenza e il Primo Ordine, segno che, malgrado le apparenze, li seguiva da lontano.
Rey in The Rise of Skywalker viene ulteriormente messa alla prova dalla scoperta della sua identità, come accadde allo stesso Luke. Entrambi rifiutano il legame in principio. Entrambi gridano il loro no. Rey comprende che i suoi genitori non erano affatto dei farabutti, anzi erano brave persone che volevano fuggire ad un’eredità malvagia, quella del vecchiaccio, che è arrivato a manipolare i midichlorian per ottenere il suo prescelto nel lato oscuro, prima il figlio, che però lo manda a quel paese (si meritava ben altro) e poi la nipote, Rey, che lui vorrebbe imperatrice.
Rey, Poe e Finn riescono dunque ad arrivare al pugnale, dopo aver dovuto sabotare 3po, il quale non poteva leggere il linguaggio sith. Lui dice che sia stato per ordine della nuova repubblica ma sarebbe veramente gustoso se fosse stato Anakin a farlo. Dopotutto prima dell’ingresso nell’ordine il cervello ce l’aveva. Questa storia del linguaggio sith impossibile da leggere ricorda chiaramente il linguaggio di Mordor del Signore degli Anelli ma ne avremo altri di riferimenti all’opera di Tolkien.
Ritornando ai nostri: il linguaggio sith rivela delle coordinate per trovare l’Holocron, una sorta di scatola piramidale che avrebbe aiutato a trovare l’ubicazione esatta di Exegol, dove si trova il nostro simpatico, per modo di dire, vecchiac… ahem Palpatine. Praticamente un pianeta infernale nascosto nel peggiore angolo dell’universo.
Ci sono diverse cose che ci fanno riflettere in questo. La prima è Rey che sembra votata alla ricerca di questo oggetto in maniera ossessiva, tanto da non preoccuparsi di dover affrontare un mare in tempesta che poteva inghiottirla da un momento all’altro. Quel mare non è altro che una metafora visiva per ciò che si sta agitando dentro la giovane padawan.

Non è un caso se poi, poco dopo, in un perfetto parallelo con la visione di Luke stesso come Vader, lei si vede come sith. Leia aveva provato a metterla in guardia con la sua frase: “Non aver paura di ciò che sei.”
Quando le appare la se stessa oscura, richiama chiaramente Bilbo posseduto dall’anello che attacca Frodo per riaverlo.
La seconda è Finn che sembra sapere molte cose a proposito del turbamento di Rey. La domanda sorge spontanea: come diavolo fa? Una papabile soluzione ci arriva dagli autori, fuori dal film ovviamente, per cui pare che l’ex trooper volesse rivelare alla ragazza di essere anche lui sensibile alla Forza.
La terza è legata in qualche modo anche a questo.

Quando arrivano su Kef Bir, il pianeta dove ci sono i rottami della seconda Morte Nera e l’holocron, incontrano Jannah che sembra essere a capo di un gruppo di persone, ex stormtrooper, che si sono ribellati esattamente come Finn. Anche questo gruppo faceva parte di un manipolo di bambini rastrellati dall’Impero prima e dal Primo Ordine dopo, tutti sensibili alla Forza. Se c’è una cosa che Abrams ha reso cristallina è che, per lui, Leia e Luke sono al centro di tutto. Ipotesi: e se il reclutamento fosse fatto apposta perché solo i sensibili alla Forza perché potessero individuare i gemelli con precisione? Sarebbe una motivazione più che valida, dopotutto. L’idea dei bimbi scelti in quanto force user ci è venuta grazie alla bella recensione di Manuel Bergugnat di Tv and Comics
Non abbiamo potuto fare a meno di pensare a Fringe e ai bambini dell’esperimento con il cortexiphan, anche loro selezionati per particolari caratteristiche.

Pensando che c’è di mezzo JJ… il parallelo non ci sembra poi così campato in aria.
Durante il duello tra Rey e Kylo entrambi si confrontano non solo tra di loro ma anche con se stessi. Ad intervenire, da lontano, la nostra amata principessa Leia, la quale usa le ultime sue energie per cercare di far rinsavire il figlio Ben. Lo chiama per nome e questo lo ferma. Quando ciò accade, per sbaglio Rey lo ferisce e qui succede una cosa, una cosa che se Obi-Wan avesse fatto ne La Vendetta dei sith, alla fine del mortale duello con Anakin, beh l’impero non sarebbe durato così a lungo e probabilmente Anakin sarebbe rinsavito prima, morendo per salvare tutti, non diventando mai veramente Vader.
Rey si dispiace del ferimento del giovane. E’ il suo nemico, non gli deve nulla (come Luke non doveva nulla ad Anakin ma lui sì che tornò indietro a salvarlo), eppure lo cura, tramite i poteri da jedi guaritrice. E dice una cosa che spiazza il giovane: “Sì volevo prendere la tua mano, quella di Ben.” Non quella di Kylo, del mostro, quello del giovane Solo che ancora vive in lui.

Quando Rey se ne va, Ben si trova di fronte suo padre, Han. Non sappiamo se sia veramente lui anche se lo speriamo con tutto il cuore. I due si parlano, in un colloquio speculare a quello avvenuto qualche anno prima, quando Ben uccise il padre, sprofondando nell’abisso del male. Ben dice: “Tuo figlio è morto” “No Kylo Ren è morto. Mio figlio è vivo”
“E’ troppo tardi, lei è morta” “Tua madre forse ma non gli ideali per cui combatteva”
Il giovane si ferma per un lungo istante e poi lancia la spada rossa nel mare in tempesta.
Ben Solo è tornato. Kylo Ren è morto.
Le parole di Han sull’amata Leia ci hanno fatto pensare al finale dei “Cento Passi” e il film, più avanti, quando la resistenza combatterà in suo nome, proseguirà in questa direzione.
Credo che conosciamo tutti quel “Peppino è vivo e lotta insieme a noi. Le nostre idee non moriranno mai.”
E dopo il discorso di incitamento di Poe, una chiamata alle armi di tutti, “For Leia” (cit), credeteci avremmo tirato fuori le nostre spade laser e avremo dato battaglia anche noi per lei.

Rey, intanto, dopo la scoperta sconvolgente, va su Ahch-To, per cercare di ritirarsi come voleva fare il suo maestro, Luke, questi le appare proprio mentre lei lancia la spada di Anakin e dello stesso jedi. Luke le fa capire che lei sbaglia come sbagliava lui a fuggire. Le paure vanno affrontate. Le fa presente che sia lui che Leia sapessero delle sue origini ma non hanno mai dubitato di lei, perché avevano sentito il suo cuore. Ah se i jedi della vecchia repubblica avessero parlato così ad Anakin. E poi diteci ancora che Luke è un jedi “antico”.
Così, dopo aver fatto riemergere il suo mitico caccia, provocando in noi vecchie fan orgasmi multipli perché ci ha fatto ricordare il suo addestramento su Dagobah, le dà l’altro holocron per raggiungere il suo adorabile nonnetto, nella speranza che schiatti una volta per sempre.
Arriva finalmente a Exegol per affrontare Palpatine. Questi cerca di portarla dalla sua parte, blandendola con l’appellativo di Imperatrice. Vorrebbe che lei lo uccidesse in modo da trasferire il suo spirito dentro di lei ma non cede, così il mostro la attacca con i fulmini e lo stesso fa con Ben, venuto in suo soccorso dopo aver fatto a fettine i cavalieri di Ren.

E i sorrisi di Ben mentre distrugge i suoi ex compari sono da antologia.
Durante il momento cruciale Palpatine scatena una violenta tempesta di fulmini verso le navi della resistenza, arrivate da qualunque luogo della galassia, dopo l’appello di Lando a combattere per Leia, proprio quando Poe stava per perdere le speranze.
Ben e Rey svengono per i fulmini, sembrano morti.
Rey si risveglia, appellandosi ai jedi e alcuni di loro, tra cui Mace Windu, Qui-Gon, Luminara, Barris, Ahsoka, Yoda, Obi-Wan e soprattutto Anakin e i suoi gemelli, Luke e Leia, la esortano a non arrendersi, facendole capire che saranno con lei.
E questo sarà cruciale, infatti quando Palpatine la vede rialzarsi esclama: “Io sono tutti i sith!” lei risponde: “E io tutti i jedi!” distruggendo il Male alla radice e salvando la resistenza, che riesce così a far esplodere tutte le flotte sith.

Sfortunatamente per Rey però la lotta avrà un costo pesante, letale.
Nel mondo di Star Wars la redenzione passa per il sacrificio.
E’ stato così per Anakin, che ha sacrificato la sua forza vitale per salvare il figlio Luke e lo è per Ben che decide di far rivivere Rey, sacrificando se stesso, attraverso la Forza.
Il giovane ascende così insieme alle madre nel mondo al di là della Forza.
Nel finale vediamo la resistenza festeggiare per la vittoria e poi Rey raggiunge Tatooine, dove tutto iniziò anni prima, seppellendo la spada di Luke e di Anakin e quella di Leia di fronte alla casa dei Lars. Qui viene raggiunta da un’anziana, che le dice di non vedere nessuno da anni e poi le domande: “Chi sei?” Rey si volta verso gli spiriti sorridenti di Luke e Leia e risponde: “Sono Rey Skywalker.”
La storia è questa qui o meno, vi sono anche altri elementi rilevanti, tra cui Finn che scopre del gruppo di storm troppers ribelli, come lui, grazie a Janna oppure di Poe, che fa i conti con il suo passato, incontrando Zorri, una sua vecchia conoscenza, durante la ricerca del pugnale.

Alcune cose, dicevamo, non funzionano, cominciano dall’elemento più spinoso e controverso.
Il ritorno della mummia… ehm di Palpatine. Allora partiamo dal presupposto che a noi l’idea del suo ritorno piaceva poco ma avevamo intuito che potesse tornare, quando abbiamo letto di alcuni libri(Aftermath) dove si parlava di adepti dell’impero pronti a farlo resuscitare, tramite il mondo tra i mondi, visto già in Star Wars Rebels, serie animata di gran successo. Tentativo non riuscito perché la carog… ehm l’imperatore è uno spirito dannato.
Leviamoci il dente così non ci pensiamo più: questa storia di mettere le cose importanti nei libri e nei fumetti (e succede dai tempi di Lucas eh), e non nei film, ha rotto. Andava accennato nel film precedente in qualche modo. Questo non significa che non crediamo alla versione ufficiale, secondo cui il ritorno di Palpatine fosse nei piani dal principio. Le interviste a Daisy Ridley, post The Last Jedi, fanno intendere che già sapesse, idem quelle a Rian Johnson, regista del controverso episodio 8.
Il fumetto di Kylo Ren, uscito in questo periodo, conferma questa versione e chiunque si intenda un minimo di scrittura sa che probabilmente il progetto fosse stato pianificato almeno due anni fa, se non prima, visto che si parlava da tempo di un fumetto su di lui.
La serie The Mandalorian ha degli elementi che legano con questa storia, chi l’ha vista lo sa, quindi il ritorno era previsto, nessun dubbio.
Poteva essere pianificato meglio? Sì perché dovevano far vedere qualcosa nel film precedente, bastava un niente eh, tipo la scena di un gruppo di rintronati leghi… ehm di adepti sith che provano a evocarlo.


Avrebbe forse levato un po’ di effetto sorpresa ma dopotutto la vera sorpresa era un’altra.
Era giusto farlo tornare? Questa è una domandona. E dopo mille riflessioni la risposta è sì. Palpatine è il Male assoluto, per citare Boromir de Il Signore degli Anelli” è “il male che non dorme mai”. E’ sempre presente questo tipo di elemento.

Lucas lo chiamava il Diavolo. Ciò rende vano il sacrificio di Anakin? No, non crediamo. Lui ha salvato suo figlio Luke e la galassia. Purtroppo il Male tornerà sempre ma torneranno sempre anche le persone disposte a fermarlo, a lottare per quello che è giusto.

Palpatine ci fa pensare a quello che disse Camus alla fine del suo libro “La peste” cronaca, più o meno reale, dell’epidemia di peste, verificatasi a fine anni 40 in Nord Africa: “Un giorno la peste potrebbe tornare e distruggere una città felice.”
Palpatine rappresenta la peste, il nazismo, la parte più oscura di noi. Quindi noi accettiamo il suo ritorno perché simbolo del male.


La scena su Exegol, quella caverna inquietante e lugubre, copia speculare dell’arena di Geonosis, ai tempi colma di persone, ora colma di sith, che richiama elementi di Lovecraft e King, rappresenta quello. L’antro del mostro. L’orrore.
Rey, la piccola Rey, altro elemento controverso per alcuni, per noi una dei colpi di scena più belli della storia. Rey nipote del mostro, che, come Luke un tempo aveva rifiutato di diventare come Vader, rifiuta il Male e non odia nemmeno l’orrore che voleva usarla come un burattino.
Facciamo un piccolo passo indietro ora che il quadro è completo.
Pensate a Luke e Leia che scoprono l’esistenza di questa ragazzina e non ci vuole una scienza per capire perché l’abbiano scoperta. I loro poteri sono enormi e sanno usarli nella giusta direzione.

Avranno sentito “The Force Awakens”, loro l’avranno sentita sicuramente. Mica come Palpatine che anni addietro, troppo tronfio, manco si era accorto della nascita degli stessi gemelli, dal potere immenso.
L’amore rigenera, l’odio inaridisce.

Questi due ragazzi, dopo aver passato quanto avevano passato anni addietro, vegliano da lontano su Rey e attendono di vedere cosa farà. Hanno sentito il suo cuore. Non fanno nulla. Attendono.
Poi lei arriva e entrambi, a loro modo, la accolgono come una figlia. Leia la appoggia e la sostiene, Luke, fingendo di respingerla, le insegna a pensare con la sua testa, facendo appello al suo lato migliore. Voi lo avreste fatto? Avreste fatto questo? Accolto come una figlia la nipote del mostro che ha rovinato la vostra vita e quella di vostro padre? Noi non sappiamo come avremmo fatto.
Il solito dilemma dibattuto: l’essere umano è quello che è a causa dei propri geni, della propria origine oppure è il frutto dell’educazione e dell’esperienza che questi riceve?
La risposta di Star Wars in toto è secca e lapidaria: la genetica non conta nulla. E giusto perché vogliamo toglierci dei piccoli sassolini dalle scarpe: noi ricordiamo bene che qualcuno aveva criticato l’entrata in scena di Rey come personaggio ‘troppo potente’, qualcuno addirittura l’aveva indicata come Mary Sue.
Immaginiamo che questa idea sia stata presente praticamente dall’inizio. Ora siamo noi a chiedere: Rey è la nipote di Palpatine. Quella che abbiamo visto in Force Awakens è ancora troppo forte per voi o è normale che lo sia, considerate le sue origini?
Ci piacerebbe ricevere una risposta.
E giusto perché non vogliamo farci mancare nulla: abbiamo alzato gli occhi al cielo quando qualcuno ha criticato il presunto bacio lesbo di qualche secondo in un contesto di totale gioia – si stava festeggiando la vittoria della Resistenza contro il Primo Ordine, mi sembra un dettaglio non esattamente trascurabile – in cui, non solo avremo fatto la stessa cosa, ma avremmo dato baci persino agli Ewoks!!
Continuando su questo tema so che è un sollievo enorme, per alcuni, aver visto che Poe e Finn non si siano baciati.
Battute a parte, proviamo a dire qualcosa su di loro prima di chiudere.


Finn ha avuto una certa maturazione nell’arco di tre film, nell’otto Rose lo ha aiutato a capire che doveva compiere una scelta e lui è diventato un fervente sostenitore della resistenza, rischiando di tutto e di più. Non siamo del tutto convinte di alcune cose, tipo l’instaurarsi, in fretta e furia, del legame con Janna, che pare quasi un modo per escludere un futuro con Rose, onestamente la cosa ci interessa poco. Finn è un discreto personaggio ma qualcosa non funziona del tutto.
Problema simile a Poe, che però nel nono film ha sicuramente una certa evoluzione, mostrandoci come in passato fosse stata una persona diversa, simile al Han giovanile, infatti contrabbandava la stessa spezia, che poi è quella di Dune, una delle fonti di ispirazione di Lucas per Star Wars.
Abbiamo amato le sue fragilità, tipo quando non si sente all’altezza di Leia, così come quelle di Rey e Finn.
Ah già stavamo dimenticando una cosa. Il bacetto tra Rey e Ben, che ha sicuramente generato ottomila pargoli.
Ok, siamo serie. I due ragazzi si baciano e subito dopo si dicono addio. E’ stato un momento molto bello e tenero, frutto di un percorso di maturazione di entrambi, che culmina in questo gesto di tenerezza della cosiddetta diade della Forza, dove finalmente vediamo il dolce sorriso di Ben Solo.
Skywalker
Diade scoperta soltanto alla fine da Palpatine, il quale ha un cervello sopraffino per alcune cose e per altre è un emerito deficiente.
Non riusciamo a capire come e dove questo bacio, questo loro incontro e questo loro salvarsi a vicenda possa aver contraddetto, secondo alcuni, quanto visto in The Last Jedi. Purtroppo non si poteva sperare che Ben sopravvivesse anche se noi lo abbiamo fatto.
La sua morte era prevista fin da episodio 7.
Conoscendo Abrams aveva già pianificato tutto, gustandosi le reazioni delle shipper, che ancora chiedono la beatificazione per il personaggio.
Adam Driver e Daisy Ridley hanno fatto un lavoro immenso e sono stati i migliori del cast in questo film.
Infine è stato un gran piacere rivedere la simpatica Maz Kanata, Lando Calrissian, che insegna a Poe che pure loro “non erano pronti”, il mitico Wedge e l’immenso tenero Chewbacca.
Come chiudere?
Vorremmo dire altro e molto di più. Da vecchie nerds quali siamo ammettiamo candidamente che non avremmo mai voluto una terza trilogia. A noi il finale del ritorno dello jedi andava benissimo.

Tuttavia è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Tra alti e bassi, questa trilogia e questo capitolo finale non sono stati poi male.
Soprattutto perché, tra le altre cose, JJ Abrams ha celebrato in maniera migliore le figure di Leia e Luke Skywalker, rendendoli ancora più umani e eroi di quanto già non fossero.
Impossibile non amare i gemelli Skywalker, vero motore della saga insieme al loro padre Anakin/Vader.
Padre che hanno saputo perdonare, ognuno in maniera diversa, imparando dai suoi errori, sapendo incanalare, entrambi, la loro rabbia e loro paure in qualcosa di giusto.
Non ci sentiamo di dare un voto, solo dire che lo consideriamo un buon film al pari di The Last Jedi e di Force Awakens, certo non paragonabile ai prequel e soprattutto alla prima “sacra” trilogia ma va bene così.
E’ andata bene così.

Recensione redatta da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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