#Stranierointerrastraniera di #RobertAHeinlein – Recensione

Robert A. Heinlein è stato uno dei più grandi scrittori di fantascienza, molte delle sue opere sono state saccheggiate dagli autori di film/serie tv e libri moderni e penso che solo chi ama da anni questo genere se ne può accorgere.

Questo romanzo fa parte dell’elenco delle opere di cui sopra ed è veramente complicato recensirlo in quanto le tematiche sono molte e su più livelli.

Fondalmente Straniero in terra Straniera si divide in tue tronconi ma prima vi avviso che da qui in avanti saranno presenti diversi SPOILER.

La prima parte è incentrata sul rapimento di Valentine Michael Smith, l’uomo di Marte, da parte del governo centrale, che, è evidente, lo vuole usare per propaganda politica, in particolare il segretario Douglas è desideroso di tenerlo sotto la sua tutela, in quanto “Mike”, per tutta una serie di motivi, si ritrova ad essere considerato legalmente il padrone del pianeta Rosso.

Inizialmente il giovane, mezzo marziano e mezzo terrestre, in quanto figli di terrestri (da una coppia clandestina che è stata uccisa dal legittimo marito di lei. La cosa si commenta da se.) ma nato ed educato su Marte, sembra essere in balia degli eventi, anche perché non conosce la nostra lingua ed è totalmente spaesato.

Heinlein crea, tramite lui, un nuovo vocabolo, “grok” (grokkare in italiano) che significa letteralmente “bere” e figurativamente “comprendere”, “amare” o “essere uno con”. Questa parola è diventata comune tra appassionati di fantascienza, hippie e hacker, ed è stata registrata ufficialmente nell’Oxford English Dictionary.

Sarà il provvidenziale incontro con Gillian- Jill – Boardman, giovane infermiera molto intelligente e molto evoluta, a far fuggire Mike dalle grinfie di chi lo vuole prigioniero e fargli iniziare una nuova vita sotto la tutela di Jubal Harswaw, scrittore, avvocato, dottore e miliardario molto eccentrico, in cui è facile intravedere diversi punti della reale personalità di Heinlein.

A Jubal l’infermiera arriverà grazie ad un amico comune, Ben Caxton, giornalista d’assalto, finito nei guai proprio perché stava indagando su Mike e voleva da lui un’intervista, anche perché aveva scoperto che in tv o meglio tramite la stereovisione, era stata mandata un’intervista ad un falso uomo di Marte.

Ben e Jill hanno una sorta di relazione, ma in qualche modo il loro rapporto finirà congelato per via dell’avvicinamento della ragazza con Mike. Tra l’infermiera e l’uomo di Marte, infatti, nascerà prima un rapporto insegnante/allievo e poi un vero e proprio rapporto di coppia, tanto che finiranno per sposarsi, solo che sarà un rapporto di coppia molto aperto ed è meglio parlarne dopo di questo.

Mike passa diversi mesi nella villa di Jubal, nascosto agli occhi del mondo, facendo parte della sua surreale famiglia, segretarie molto efficienti e bellissime, Annie, Dorcas, alcuni aiutanti, tra cui Duke, una sorta di addetto tecnico.

Qui impara la lingua del nostro pianeta e questo è essenziale per comprendere appieno i terrestri per lui e non solo per lui, egli si rende conto che attraverso la lingua si esprimono una miriade di cose. Il linguaggio umano, le parole, sono vitali in questo romanzo e quando all’inizio Mike non si rapporta bene è perché non comprende appieno.

Ci vorrà un lungo viaggio, in mezzo alla gente comune, anche come mago, cameriere e altro, insieme a Jill, con cui, come dicevo, stringerà un rapporto sempre più stretto, a farlo uscire dal “nido”.

Prima di questa iniziazione in mezzo alla gente comune, Mike ha modo di entrare in contatto con la chiesa dei fosteriti, una versione stile figli dei fiori della chiesa cristiana, dove si invitano le persone ad amare e a fare ciò che si vuole. Tale incontro sarà vitale per lui per la creazione della propria “chiesa”.

Inoltre l’uomo di marte avrà modo di incontrare i rappresentanti terrestri, in nome del suo pianeta, riuscendo a stabilire una tregua con loro, anche grazie alle abili doti affabulatorie di Jubal, che, furbescamente, cederà i diritti legali proprio a Douglas, levandogli dalla testa ogni idea di far fuori Mike.

Vi sono diversi spunti interessanti in questo libro, che meriterebbero un lungo approfondimento, primo tra tutti il fatto che Mike, nel momento in cui raggiunge l’effettiva maturazione, dice una cosa che potrebbe suonare molto politicamente scorretta, ma che è sacrosanta: La bontà non serve a niente senza la saggezza.

Vero, verissimo. Se si è buoni ma ingenui si rischia di fare cose sbagliate, in nome del bene.

Banalmente: la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Sì è politicamente scorretta perché fa capire come tutte le persone, non ancora mature, abbiano bisogno di una guida, di studiare, di apprendere, di vivere diverse esperienze, prima di poter agire, di formarsi un’opinione e in un’era come la nostra, in cui ogni opinione pare essere considerata sacra, anche quella di certi che non sanno di cosa parlano, è veramente un messaggio potente.

Consideratemi ingiusta ma la penso allo stesso modo.

Questo non vuol dire che io ritenga che un adolescente non possa dire la sua su qualcosa, non è questo il punto, esistono ragazzi giovanissimi sono più maturi di certi adulti. La saggezza, la maturità, non si misurano con gli anni. Si misura con la capacità di ascoltare, di aver voglia di apprendere e saper pensare con la propria testa, senza versare il cervello nell’ammasso.

C’è un’altra questione importante, io non so se Heinlein lo facesse apposta o meno, so che leggendo i suoi scritti, che trovo estremamente pregevoli e moderni, vi sono alcuni pezzi che fanno storcere il naso.

Lungi da me tirar fuori polemiche vecchie di decenni (non credo assolutamente che Heinlein fosse nazista o razzista, anzi ci fossero delle persone di destra come lui oggi)ci sono alcune frasi di alcuni personaggi che sconcertano non poco e no, non fanno parte dell’evoluzione di tali personaggi.

Prendiamo ad esempio Jill, donna assolutamente moderna, intelligente, colta, che, grazie all’incontro con Mike (e viceversa: l’uomo di marte non sarebbe diventato chi è senza di lei, ovvero un messia), riesce ad andare persino oltre, imparando ad amare in senso assoluto, levandosi ogni sorta di inibizioni (in principio era molto pudica), amando il marziano e unendosi a lui spiritualmente, oltre che carnalmente, senza tuttavia perdere il legame con Ben, beh ad un certo punto se ne esce con una frase agghiacciante riguardo alla violenza sessuale.

Non è la prima cosa, faccio questo esempio perché è quello che mi è rimasto più impresso.

Dà fastidio, non è coerente e non si capisce a cosa serve.

Succede in altri libri dello scrittore statunitense e non so nemmeno come definire il tutto, so soltanto che infastidisce e parecchio.

Andando oltre questo problema la parte migliore del libro è sicuramente la seconda, quando appunto Mike si ritrova da Jubal e inizia a maturare, andando contro le idee un po’ ciniche e distaccate del suo mentore, cosa che, di nuovo, rende Heinlein uno scrittore veramente moderno, perché ce ne vuole a fare un personaggio simile a lui e fargli avere torto su diversi fronti.

Viene da pensare che l’autore americano avesse un lato sognatore e idealista, che teneva nascosto, mascherandolo con un certo cinismo.

Vorrei aprire una piccola parentesi su Jill, come spiegato sopra è una donna moderna e grazie a Mike supera le sue inibizioni, lasciando andare la sua natura esibizionista.

Se posso permettermi una piccola considerazione personale, premettendo che ho apprezzato Jill anche per questo suo lato: non metto in dubbio che esistano donne come lei, ovvero esibizioniste, non è un problema ripeto, non posso tuttavia non notare come agli uomini, Heinlein in testa, la cosa piaccia molto e per carità ammiro l’onestà dello scrittore nel spiegare chiaramente quanto gli piaccia. Solo ecco magari avrei gradito vedere anche un altro tipo di donna, che invece di farsi guardare, preferisse guardare, magari dei begli uomini o delle belle donne. Punti di vista.

Tornando alla religione fondata dall’uomo di Marte.

La “chiesa” di Mike arriva a santificare Jubal, con estremo scorno di quest’ultimo, che si ritrova coinvolto suo malgrado, anche se è evidente, fin dal principio, che ami la chiesa stile figli dei fiori, Hippy, del nostro uomo di Marte.

Un’altra cosa importante che lui impara riguardo ai terrestri, una sua affascinante considerazione personale, è che l’umorismo, a lungo non compreso, è un modo per mascherare la tristezza.

Milioni di persone seguono tale chiesa, denominata di tutti i mondi, superando i vari cerchi, per cui servono alcune prove, legate proprio al principio di saggezza di cui parla Mike.

Le cose, però, non saranno sempre perfette perché Heinlein segue la teoria di Darwin e vi chiederete cosa c’entra Darwin in questa storia. C’entra.

Se milioni di persone seguono Mike, altrettante arrivano a considerarlo una sorta di anticristo, pericoloso per le proprie sicurezze.

La situazione precipiterà in maniera drammatica e, dopo un primo arresto, Mike si libererà, avrà un colloquio chiarificatore con il “padre” Jubal, e poi deciderà di immolarsi, venendo letteralmente lapidato dai fanatici e finirà per elevarsi a Arcangelo Michele, sì il capo delle truppe celesti.

Qui lo scrittore statunitense apre un’altra cosa molto interessante, l’evoluzione legata alla salvezza eterna, in quanto durante il libro svariate volte vediamo l’aldilà ed è un un aldilà dove convivono i giusti di varie religioni.

Non posso non amare questa teoria, figlia di un principio che seguo da sempre, di Giovanni XXIII: “Cerchiamo ciò che ci unisce e non ciò che ci divide.”

E far diventare Mike il capo delle truppe celesti è un messaggio meraviglioso, colui che ha aperto la mente a milioni di persone, è colui che difende l’onnipotente e sconfigge Satana, ricacciandolo all’inferno. Evoluzione e salvezza che convivono. Splendido.

E parliamo di un romanzo del 1961.

Malgrado tutte le sue contraddizioni e stranezze, Heinlein ha saputo creare qualcosa di davvero originale con il suo messia Mike.

Un romanzo da leggere, anche nelle scuole superiori.

Curiosità: Syfy, la tv via cavo che trasmette The Expanse e 12 Monkeys e che ha prodotto la miniserie tratta da Le Guide del Tramonto di Arthur Clarke, sta lavorando alla produzione di una serie tratta da Straniero in Terra Straniera.

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6 pensieri su “#Stranierointerrastraniera di #RobertAHeinlein – Recensione”

  1. Condivido l’analisi della recensione,sottolineo però che l’aspetto esibizionistico di Jill come anche i comportamenti sessuali della “chiesa” non li ho recepiti come sola “promiscuità”.La telepatia marziana al contrario li rendono di reale avvicinamento tra le persone e questo elemento fantascientifico altera la normale psicologia umana.Ho quasi sentito un atteggiamento critico dell’autore verso i “polli” superficiali e ignoranti contrapposti ai giusti di quei deliziosi siparietti nell’aldilà!

    1. No no alt anche io non ci ho visto sola promiscuità, per questo ho parlato del fatto che Mike insegna a Jill ad amare tutti. La penso esattamente come te. Ho semplicemente voluto far notare che avrei voluto vedere altri tipi di donne, ma ripeto adoro Jill anche per questo suo lato. Mi fa molto piacere che apprezzi la mia analisi. Temevo di aver scritto male, ho fatto una gran fatica a recensire, mi sentivo un po’ inadeguata. E sì erano deliziosi i siparietti nell’aldilà ^_^ ! Grazie di cuore davvero!

      1. Si certo,anzi la promiscuità era percepita all’inizio solo da Ben e dal lettore (credo) ….poi l’elemento sf del linguaggio marziano (idea brillante)ridimensiona le prospettive e si capisce che in realtà è solo la comunione della gente del cerchio più ristretto.Da infermiere invece all’inizio ho guardato con sospetto a Jill,mi sembrava fosse appunto il cliché dell’infermiera promiscua ma poi mi sembra si evolva o perlomeno abbia un suo equilibrio,ma ammetto che il carisma di Jubal appiattisce tutti gli altri personaggi,fa delle analisi sociologiche interessanti e mi ha dato molte risposte a miei quesiti!

        1. Forse ho esagerato,Mike non posso definirlo un personaggio “piatto”…quel che mi chiedo ,impara a Jill ad amare tutti….ma diventato Michele si farà fautore della decisione degli antichi marziani di demolire la terra!?!? Dopo la lapidazione crea un po’ di desiderio di vendetta nel lettore!?;?

          1. Questione molto interessante quella di Mike=Arcangelo Michele. Mi auguro di no. Io spero che il lettore impari ad amare tutti come lui. Sai nella recensione non ho voluto approfondire fino in fondo la questione perché ci sono vari punti di vista da esplorare. 1- Mike era già l’arcangelo Michele e si è incarnato come Mike? Oppure ci si deve basare sul concetto della fisica quantistica, ovvero tutto accade contemporaneamente e quindi, morendo, Mike diventa l’arcangelo, ecc? Lo so è da mal di testa XD

        2. Sì difatti Ben è un po’ la parte del lettore che ancora non comprende ma che però sa evolversi e capire. E ciò è molto interessante. Non sempre chi dà un giudizio negativo, in principio, non è in grado di aprire la sua mente.
          Capisco le tue perplessità su Jill, le ho avute anche io, in qualche modo e anche per quello che ho esternato quei miei dubbi, però sì credo abbia raggiunto un suo equilibrio. E’ palese che quando si unisce carnalmente a qualcuno lo fa spiritualmente, non vi è nulla di volgare in ciò che fa.
          Su Jubal, io ho un rapporto molto contrastato, ho capito praticamente subito che che fosse Heinlein (giuro che non ho letto in giro nulla)e ciò mi ha affascinato parecchio, le sue idee sono molto interessanti, però ecco magari avrei tagliato un po’ qua e là i suoi discorsi XD. Ma in generale lo amato molto anche io, così come ho amato molto Mike. E’ stato un messia molto intrigante, niente affatto banale, amo figure di eroi così. Mi spiace non aver citato Patty nella recensione, lei fa parte dei meriti di Mike e del suo essere molto umano. Gran bel personaggio e adoravo che l’uomo di Marte avesse questa gran predilezione per lei e le sue manie.

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