Italia, una lettera aperta

Ciao Italia, sono un tuo contribuente, un italiano che versa il 75% di quello che guadagna nelle tue casse.
Il fatto è che la crisi c’è stata ed è ancora in atto, molte persone sono in difficoltà, alcune non sanno come arrivare a fine mese e non solo.
Vorrei farti una proposta.
La mia idea è un periodo di prova, un anno al 50% e son sicuro che l’economia si riprende e vorrei mettere in evidenza i punti positivi di questa proposta.

IL 25% che ci lasci in tasca sarà utile a chi si è indebitato per riuscire a ripagare i propri debitori tra i quali sicuramente ci sei anche tu.
A chi ha difficoltà a mantenere una famiglia numerosa, si, perché quando si era in due a lavorare potevamo permetterci anche tre figli, ora lavora solo una/o e in alcuni casi nessuno e i figli ci vengono tolti.
Amica Italia, nessuno vuole evadere le tasse ma se son troppe e di lavoro non ce né le difficoltà per pagarle aumentano.
Riducendo la quantità di detrazioni pro capite e favorendo un tenore di vita più sereno a tutti, tutti pagheranno le tasse più volentieri e probabilmente anche tu riuscirai ad avere più liquidità per fornirci i servizi di cui abbiamo bisogno.
Tutti avrebbero qualche soldo in più da spendere e questo favorirebbe la circolazione di denaro che aiuterebbe l’economia in senso generale.
Faccio un esempio pratico se me lo concedi.
Se in un anno guadagno cinquanta mila euro e trentacinque li do a te, con poco più di mille euro ho poche probabilità e poco entusiasmo a fare un mutuo per acquistare una casa, sempre sperando che mia moglie o la mia compagna abbia uno stipendio sufficiente per pagare tutte le bollette e la spesa per mangiare. Sperando che la salute ci accompagni sempre.
Se invece su cinquanta mila euro te ne do la metà, con due mila euro al mese riuscirei a fare il mutuo più serenamente e mia moglie potrebbe anche lavorare part-time, così può allevare lei i nostri figli senza dover pagare asili nidi o baby sitter varie.
Non ti sto chiedendo una cosa impossibile, secondo me è fattibile.
Credo che con qualche euro in più in tasca possa permettermi di fare più cose, potrò anche assicurare un futuro migliore ai miei figli.
Questo nasce da una considerazione e da un calcolo fatto, tutto quello che ti do è a fondo perduto.
Non spendo tutto i soldi che ti do per l’ assistenza sanitaria.
Non spendo per me tutti i soldi che ti do per i miei infortuni.
Quindi credo che tutto debba essere ricalcolato e suddiviso equamente.
Mentre ci sono vorrei anche farti presente altre due cose che sicuramente conosci ma devo assolutamente mettere in evidenza.
La prima riguarda il lavoro in senso generale.
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Perché hai fatto scappare all’ estero migliaia di aziende?
Perché non le hai aiutate?
In questo modo hai diminuito automaticamente il PIL e questo è un errore gravissimo, non solo sono diminuiti i posti di lavoro ma anche i prodotti nostrani sono finiti in mani straniere.
Questo ti ha portato ad aumentare le tasse a chi non può pagarle, aumentando i fallimenti in automatico riduci la quantità di entrate, le aziende continuano a chiudere e questo porterà ad un solo risultato: il tuo fallimento.
Paradossalmente è come se obbligassi una formica a fare il doppio di quello che riesce a fare, il problema è che muore giovane e non potrà continuare il suo lavoro che fa in parte per te.
Una ad una le formiche finiranno e tu non avrai più collaboratori.
Un’ idea di collaborazione equa te l’ho consigliata, facciamo 50 e 50 e sono convinto che si possa vivere in armonia tutti.
La seconda cosa che vogli evidenziare è che l’ euro ha fatto una strage.
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Abbiamo unificato i paesi europei per avere una moneta “forte” per l’ interscambio internazionale.
Era una cosa da fare, non ci sono dubbi, però il prezzo che abbiamo pagato e che dovremmo ancora pagare è alto.
Noi italiani ci siamo ritrovati con un potere d’acquisto dimezzato su prodotti raddoppiati.
Rispetto agli anni ’90 ci siamo ritrovati un quarto di stipendio.
E non dire che non è vero perché i calcoli li ho fatti bene.
La matematica è una e imprescindibile
Gli unici che hanno patito meno sono stati i tedeschi e gli inglesi che avevano già all’epoca una moneta “forte” sulla lira, rispettivamente doppia e tripla.
Sono molti anni che facciamo sacrifici per restare in Europa, sono molti anni che facciamo sacrifici per continuare ad essere orgogliosi di essere italiani e molti ti hanno abbandonata amica Italia perché sei diventata cara.
Anche se il termine corretto è sproporzionata economicamente.
Riepilogando: se lasci, hai; se togli, togli anche a te stessa.
È inutile che aumenti ai sopravvissuti, li farai fallire e non avrai più nulla.
Pensaci bene, siamo giunti al punto di non ritorno, ogni tua prossima decisione potrebbe far crollare il formicaio perché più nessuno potrà lavorare in condizioni estreme.
Le scelte determinano conseguenze e abbiamo già visto che in altri paesi del mondo alcune scelte non hanno portato a cambiamenti positivi.
È ora di prendere decisioni importanti per il futuro di tutti.
In primis la salvaguardia dei pochi posti di lavoro rimasti e la creazione di nuovi posti di lavoro senza “strizzare” chi da lavoro.
Agevolare i giovani nell’acquisto di case e beni di prima necessità obbligando le banche a ridurre i tassi d’ interesse, penso che di soldi ne abbiano già abbastanza, è ora che anche loro si comportino patriotticamente nei riguardi di chi gli da da mangiare facendo un po di sacrifici.
Anche perché “pochi maledetti e sicuri” è meglio di “tanti per poco tempo e forse li prendo tutti”.
È giunto il momento di eliminare la parola “forse”, ci vogliono certezze per i giovani e sicurezze per chi ha faticato una vita per una pensione adeguata e dignitosa come adeguata e dignitosa deve essere la vita quotidiana di ogni essere umano nel mondo.
Sono dell’idea che le tasse si possano pagare con fierezza nel momenti in cui sono sicuro di averne un tornaconto.
In Italia si deve andare dal medico privato per avere analisi celeri quando si sta male seriamente e non è giusto dal momento che pago le tasse.
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In Italia molte persone anziane si godono ben poco della loro pensione versata con tanti anni di lavoro e se la godono alcuni “furbetti” che, grazie a qualche amica/o, riescono a farsi passare per invalidi civili.
Ora ti confido una cosa, ti reputo una mia amica, quindi sono certo di poterlo dire tranquillamente.
Sono un artigiano, leva ’72, iscritto dal Luglio del 2010.
Mi sono iscritto all’artigianato perché con un occhio ceco, la sclerosi multipla e un’ invalidità complessiva del 74% non ho molte possibilità di essere assunto da qualcuno e scusami tanto ma la pietà non la chiedo a nessuno.
Tuo, orgoglioso di essere italiano, Renato, un contribuente in difficoltà come tanti che ti ringrazia per godere dell’esenzione ticket datami perché ho la sm e ti ringrazio per passarmi in forma gratuita un farmaco salva vita da sei anni che costa quasi due mila euro.

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