Teatro Libero – Presentazione stagione 2015-2016

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Lo scorso 17 Settembre si è svolta al Teatro Libero la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di uno dei teatri più innovativi e sperimentali del nostro paese.

Diretto da due attori e registi come Corrado D’Elia e Corrado Accordino, che, si ispirano, per loro stessa ammissione al grande maestro Giorgio Strehler, il Teatro Libero di Milano da prova di grande vitalità e grande coraggio, producendo e mandando in scena opere, sia nuove, sia “antiche” con pochi mezzi, ma grande professionalità e passione.

E in un paese che ha paura di investire è davvero una boccata d’ossigeno.
Ancora una volta le storie presentate trovano ispirazione dalla ricchezza dell’animo umano.
Lo stesso Strehler affermò di amare il teatro proprio perché così umano ed è di questi colori che si tinge spesso offrendoci le opere più interessanti e le riflessioni più significative.

E non sono state molto diverse le parole dei due direttori del Teatro Libero durante la conferenza stampa:

Ancora una volta, prendendo a prestito le parole di un grande Maestro, ci interroghiamo sul senso del nostro stare insieme.

Stare insieme come artisti, il senso della nostra fatica, dei nostri sforzi, dei nostri progetti, del nostro ostinarci a raccontare, a produrre, a mostrare, ad inventare, a cercare in qualche modo… di fermare il tempo.

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Ma ci interroghiamo anche sul senso del vostro stare con noi, dell’affetto straordinario che voi, pubblico, da sempre ci riconoscete e ci restituite. È una relazione misteriosa la nostra, quella tra pubblico e artisti, silenziosa, educata, ma comunque intensa, emozionata, partecipe, necessaria, vibrante, affezionata, attenta e generosa.

La domanda arriva poi nuda fino a risuonare in noi in quella che è la domanda fondamentale… Perché facciamo teatro? Perché andiamo a vederlo? Perché ci ostiniamo a difendere questa piccola macchina di invenzioni? Per mestiere? Per vocazione? Per amore?

Ogni artista si pone questa domanda ogni giorno. Ed è una domanda cui è difficile dare una risposta. Ma è importante farlo e anche il pubblico deve porsela. Perché è importante dare una risposta comune, una risposta insieme. Perché forse l’unica possibile risposta è proprio da cercare in questo nostro straordinario rapporto.

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Già, perché fare teatro in questo paese che taglia i mezzi alla cultura, la denigra, la fa a pezzi tutti i giorni e da ai suoi lavoratori sempre meno soldi per andare avanti.

Un paese che preferisce seguire i binari precostituiti invece di tentare qualcosa di nuovo.

E il Teatro Libero ci prova che non servono tanti soldi per creare e investire nell’innovazione.

Serve coraggio e amore.

Tanto tanto amore.

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D’Elia e Accordino hanno insistito molto sul concetto di amore, citando le parole di Strehler che abbiamo rimarcato ad inizio articolo.

E i due autori si sono trovati d’accordo:

È una risposta al limite della semplicità ma è spiazzante perché, pensandoci, è straordinariamente vera.

È l’umanità che cerchiamo stando insieme, che fa da collante e che spiega ogni nostro gesto. La difesa della nostra fragilità da una parte, dei luoghi del privato, dell’intimo, dell’emozione e del sogno ma anche e soprattutto la risposta alla brutalità che ci circonda, al brutto, alla violenza, all’ignoranza, ad una visione pratica e opportunistica del mondo.

L’arte contro il disumano, dunque. Non come rifugio, ma come risposta forte e decisa, urlata e vibrante, alle devastazioni, alle disarmonie e alle mostruosità che ogni giorno incontriamo sul nostro cammino. Arte e Umanità, dunque.

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Così, dedichiamo questa stagione, se in qualche modo dobbiamo darle una forma, un indirizzo, un percorso, a chi come noi ama le imprese impossibili, gli atti non pratici, le relazioni con gli altri, il fare senza pensare ad un ritorno.

A chi, artista o pubblico, è pronto con noi a compiere mille piccoli gesti teatrali.

Questa forse è la nostra risposta alla domanda.

Perché non stiamo facendo teatro, stiamo compiendo immensi atti d’amore…”

“E forse questo è il gran segreto del teatro, il suo mistero eterno…

Chi ha preso gusto del teatro una volta, non sa staccarsene finché vive.”
La stagione è iniziata il 21 settembre con Non chiamatemi maestro, opera di e con Corrado d’Elia, liberamente ispirato agli scritti e alle testimonianze di Giorgio Strehler che proseguirà fino al 30 settembre, vero atto d’amore per il teatro e per l’opera del grande autore milanese.

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Successivamente arriveranno i progetti di CHRONOS3: con Best Of – Fai del tuo meglio (9-14 ottobre), per la regia di Tatiana Olear che traduce, per la prima volta, al pubblico italiano un testo del pluripremiato drammaturgo indiano Haresh Sharma.
Ritroviamo l’impegno civile con l’opera della compagnia Fenice dei Rifiuti di Alessandro Veronese, che offrirà agli spettatori l’opera Più dei santi, meno dei morti – La notte in cui Pasolini, che sarà in scena dal 26 ottobre al 2 novembre in concomitanza con il 40°anniversario della sua morte.

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Tra gli spettacoli da segnalare anche “Happy Birthday Mr President”, intenso dramma sulla diva più amata di tutti i tempi Marilyn Monroe, che sognava di essere amata per ciò che era davvero, Norma Jean e non per il suo essere la dea inarrivabile.

La piece, diretta da Serena Nardi, che interpreterà uno dei volti della Monroe insieme a Sarah Collu, andrà in scena tra il 1 e l’8 ottobre e racconterà il dualismo tra due anime dell’attrice.

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Stupende le parole di Serena Nardi durante la presentazione dello spettacolo:

Cosa succede nella mente di una ragazza che ha capito di essere nata con qualche chance in meno rispetto agli altri e che programma la sua vita in modo tale da poter risalire la china in tutti i modi possibili per potersi ritenere adeguata al mondo?

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Succede che quella ragazza si costruisce addosso il personaggio di una donna appariscente, scintillante, vincente. Che quella ragazza fa di sé stessa il più grande sex symbol di tutti i tempi. Che diventa quello che tutti vorrebbero che fosse.

Succede che quella ragazza si dimentica di sé.

Che uccide la sua anima mentre vorrebbe solo trovare il modo di salvarla.”

Trovate qui la programmazione completa 2015-2016.

E buona stagione al Teatro Libero!

 

Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli

 

 

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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