The Founder di John Lee Hancock – Recensione


The Founder – Il lato oscuro del sogno americano

John Lee Hancock, regista di questo film duro ma bello nonché del delizioso Saving Mr Banks, ama moltissimo scavare nei lati ombrosi e terribili degli Stati Uniti. Lo fece  sceneggiando lo splendido “Un mondo perfetto”, dove mostrava come i veri cattivi fossero i poliziotti, in primis  Red Garnett, il personaggio interpretato da un immenso Eastwood e non il delinquente Robert “Butch” Haynes, a cui prestò il volto Kevin Costner, in uno dei ruoli migliori della sua carriera.


A scoprire le magagne del buon poliziotto lì era la psicologa Sally Gerber, interpretata da una sempre eccelsa Laura Dern, che in “The Founder” ritroviamo nel ruolo Ethel Fleming, prima moglie dell’arrivista, diciamolo pure, Ray Kroc, che ha il volto inquietante del sempre troppo sottovalutato Michael Keaton, capace di essere un dolce padre di famiglia in altri film (Vedere il tenero My Life accanto a Nicole Kidman), un super eroe umanissimo (indimenticabile il suo Batman), un giornalista onesto e rigoroso (The Spotlight), un villain amabile (impossibile non empatizzare con il suo avvoltoio in Spiderman:Homecoming), fa il verso a se stesso e ai film suo super eroi (Birdman è una critica non solo al cinema ma anche al teatro e alla società) e qui appunto un arrivista senza freni e senza scrupoli.

Perché sì questo film racconta il sogno americano.

Un uomo dal nulla costruisce un impero ma a che prezzo?

Le sue parole nel discorso finale ci fanno capire la caratura morale di questa persona:

“Non è il talento a portarci in alto ma la perseveranza.”

Che potrebbe anche essere vero peccato che, per come lo intende Kroc, significa farlo calpestando tutto e tutti, rubando le idee degli altri, truffando, mentendo, usando tutto e tutti per avere dei soci e allargare il proprio dominio.

Kroc capisce che l’idea dei fratelli McDonald è vincente, quindi decide di prendersela, invece di crearne una sua.

Il che, se ci pensiamo, è un po’ quello che succede troppo spesso oggi.

Vedere il pezzo di John Oliver sui brevetti qui sotto

 

 

 

Tante persone quando vedono qualcuno di geniale, invece di sforzarsi di usare il cervellino, vogliono solo rubare l’idea e spacciarla per propria.

Altro che perseveranza, questo è arrivismo senza freni, questo è furto legalizzato, che permette a dei truffaldini di sfruttare il lavoro altrui per fare soldi, arrivando a distruggerli anche dal punto di vista economico, oltre che umano, portandogli via tutto.

Kroc fa paura perché riflette qualcosa di agghiacciante:

“Vuoi fare soldi?

Guarda se qualcuno ha una bella idea, rubagliela e spacciala per tua.”

E non bastasse tutto questo il signor Kroc dice chiaro che l’omologazione è un merito:

“Ho girato gli Stati Uniti e ho visto ovunque chiese e bandiere. I McDonald’s possono diventare le nuove chiese d’America.” è terrificante, è un messaggio osceno che calpesta la bellezza e il valore della diversità e inneggia alla società di Metropolis, dove se sei diverso e non ti adegui, facendo parte dell’ingranaggio, allora devi essere distrutto, vedere i due fratelli ma pure la moglie Ethel, colpevole di non essere abbastanza ambiziosa, leggi arrivista, per stargli accanto.

E difatti, lei, esasperata, viene anche lasciata. Lui le concede tutto pur di divorziare. Casa, assicurazione, ecc ma nessuna azione della McDonald’s perché non la ritiene degna.

Meglio l’ambizione senza freni di Joan, già moglie di un altro, guarda un po’, che vuole quello che vuole lui.

Del resto gli propone il frappè non frappè, ovvero una roba in polverina, che permette di creare frappè in metà del tempo, con il gusto di fragola, cioccolato, ecc ma non sono né fragola e cioccolato. E se pensiamo che il tutto viene proposto in un ristorante di super lusso, mentre la gente comune mangia nei suoi ristoranti a catena di montaggio, ci fa capire lo schifo e l’ipocrisia dell’alta società americana, che al popolino vende additivi, conservanti e coloranti, per far soldi mentre loro decidono dei destini di una nazione dentro i ristoranti di super lusso.

Aberrante sotto tutti i punti di vista.

Questa è l’America di Trump, siamo onesti. Nessun dubbio su questo.

Il lato oscuro di una nazione dove si dividono i poveri dai ricchi, le donne dagli uomini, gli stranieri dagli americani, il tutto in nome della supremazia, del sentirsi migliori degli altri.

Spero sinceramente che qualcuno svegli dal suo torpore gli Stati Uniti e mi pare che qualche avvisaglia ci sia, altrimenti finiremo in quel mondo sognato da Kroc e non è un bel mondo.

Aggiungiamo una questione interessante, segnalatami da Manuel Bergugnat.

Da questo modo di fare nasce la pessima nomea di cui McDonald’s ha “goduto” e che solo da poco tempo si sta levando di dosso (localizzazione delle offerte, i mccafè…). E per riflesso la cosa ha danneggiato tutti i fast-food anche quelli (ed in America ci sono, vedere la trasmissione Undercover Boss) che propongono cibi decisamente più salutari. Altro spunto: se la nomea dei fast food è in miglioramento, l’emblema vero dell’America trumpiana, o becera se preferite, sono i Twin Peaks, Hooters, Tilted Kilt, Bikini: Breastaurant

 

Liked it? Take a second to support Silvia Azzaroli on Patreon!
Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, ecc;
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Murakami e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *