Tsugumi di Banana Yoshimoto – Recensione

«Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare.»

Tsugumi è forse il più difficile e personale libro di Banana Yoshimoto che si mette a nudo come non mai, raccontando di un’estate normale al mare di alcuni ragazzi, sì assolutamente normale.

Tsugumi è la cugina della protagonista Maria ma soprattutto è lo specchio dell’autrice, che ne svela le spigolature e le stranezze. Non sappiamo se anche Banana Yoshimoto da giovane fosse malata come la giovane Tsugumi, viene da chiederselo diverse volte perché i dettagli sono molto precisi.

Non posso negare di aver empatizzato subito con questa ragazzina molto difficile, anche per via dei miei problemi di salute, Tsugumi appare diversa da ciò che è, sembra dura, cinica e fredda, invece, andando oltre, si capisce quanto ami profondamente le persone che la circondano, fino a fare delle vere e proprie follie.

Maria, dopo averla giudicata male per tanto tempo, arrivando a dirle cose orrende anche sulla sua malattia, ne scoprirà il lato umano e finirà per legare moltissimo con la cugina, tanto da definirla la ragazza più bella del paese ed è abbastanza evidente quanto questo complimento non si riferisse solo all’aspetto fisico.

Tra gli altri personaggi spiccano anche il giovane che si innamora di Tsugumi, che dovrebbe farsi odiare da tutti, in quanto figlio del proprietario del grande albergo che farà chiudere le piccole pensioni locali, ma il ragazzo è talmente buono e generoso, da farsi voler bene da tutti. Ed è forse per questo che finisce per innamorarsi della piccola pestifera Tsugumi.

Bellissime le loro passeggiate sulla spiaggia con i loro rispettivi teneri cagnolini.

Struggente e tenero il rapporto tra i genitori di Maria, costretti per anni a vivere lontani perché il padre non riusciva a divorziare dalla prima moglie, una storia d’amore lieve e comune, che commuove dolcemente il lettore, così come il rapporto tra Maria e i suoi genitori.

Una storia normale eppure difficile e complicata per i messaggi che lascia, per la svolta cruciale verso la vita adulta, che invita a riflettere verso il domani, anche per il dolore potente che trasmette.

Non si può non emozionarsi per il bellissimo post scriptum sul nostro paese. Il segno di un amore sincero e profondo per la nostra Italia e delle sue belle amicizie con Dario Argento, Giorgio Amitrano e Inge Feltrinelli.

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami, Leigh Brackett e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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