Tutti abbiamo bisogno di un supereroe?

Torniamo a parlare dell’universo MCU(Marvel Cinematic Universe), questo mese esce il nuovo capitolo standalone dedicato al  Dio del Tuono intitolato “Thor: Ragnarok”.
Per chi non lo sapesse la Marvel ha pianificato le uscite dei vari film dividendole in varie fasi e questo   è in piena fase 3.

Ho preso questo film come spunto per porvi una domanda che ogni volta che si parla di supereroi e co. mi pongo.

Vi siete mai chiesti come sarebbe vivere in un mondo con gli Avengers?


Dico Avengers, ma potrei citarne molti altri. Che sia Metropolis, Gotham City o New York troviamo sempre qualcuno pronto a difendere i diritti dei più deboli o a coalizzarsi per opporsi ad un male superiore.
L’altro giorno, buttando un occhio sulla testata di un giornale, ho letto Romanoff e al mio cervello è venuto subito in mente il nome Natasha, l’ex spia russa agente dello S.H.I.E.L.D invece del nome dell’attrice in questione.

Ho cercato di immaginare come la nostra opinione pubblica vedrebbe l’intervento di supereroi o vigilantes.
Li appoggerebbe?
Li denigrerebbe?
Oppure li userebbe  come capro espiatorio dopo essere stata aiutata?
Saremo come ci vedono nei fumetti e nei film oppure qualcosa di diverso?

L’umanità ha sempre avuto bisogno di supereroi, rappresentano una sorta di  valvola di sfogo, un modo come un altro di riuscire ad affrontare una situazione irrisolvibile, utilizzare la fantasia in un momento dove la speranza e la sfiducia fa da padrona e le persone diventano cieche di fronte ad un richiamo di aiuto, citerei  il personaggio di Captain America che secondo me rappresenta questo concetto alla perfezione, un ragazzo apparentemente indifeso con una grande morale  e un forte patriottismo coglie l’occasione di diventare un super soldato perché crede in un ideale, il personaggio è stato  collocato durante la seconda guerra  mondiale per un motivo specifico.
Quindi mi chiedo se fosse esistito veramente Steve Rogers e mentre siamo sulla metro leggessimo sul giornale “Captain America: eroe o pagliaccio con un fresbee?”  Noi da che parte staremmo?

Se invece di un Iron Man, un Thor o un Iron Fist le persone avessero davanti un supereroe alla Hellboy?
La reazioni si sono viste,  prima  sorpresa, poi curiosità e alla fine incomprensione e paura di qualcosa che non si riesce a capire.

Per quanto non possa piacere in una situazione tipo l’opinione pubblica farebbe come viene descritto nei fumetti e nei film, è inutile, la cecità delle persone nell’andare oltre diventa più consolidata e supportata se si basa su un pensiero comune, se invece viene scalfita da situazioni in prima persona allora le cose cambiano e prendono tutt’altra piega.


Purtroppo che sia finzione o realtà ci sarà sempre un lato oscuro di ipocrisia ed anche una sorta di tradimento di fronte a queste persone che mettono se stesse in prima fila per proteggere il bene comune,   quando il personaggio di Rorschach in Watchmen dice: Il mondo guarderà in alto e griderà: salvaci!
E io sussurrerò: no… 
non ha tutti i torti.
Perché loro devono perdonare noi quando noi non lo abbiamo fatto con loro?
Ora è vero anche che se Batman distruggesse casa mia mentre sta combattendo con il nemico di turno un po’ mi arrabbierei, ma ehi la Terra  è salva, piccolezze se devo andare a dormire sotto un ponte (obbligherei Alfred a farmi ospitare a villa Wayne).

In fondo che abbiano super poteri o che combattano dietro una maschera o un’armatura la maggior parte delle volte  sono molto più umani degli umani stessi, con le loro paure, i lori errori e i loro  rimpianti.
A parte gli scherzi, alla fine, credo proprio che la mia sarebbe una reazione positiva, di appoggio, perché mi piace pensare che ognuno di noi , almeno una volta, avrebbe voluto essere la persona che aiuta il super eroe/vigilantes o quello che freme di fianco al Bat segnale oppure quello  che guarda il cielo in attesa che un puntino rosso appaia(leggeteci Superman o Iron Man non ha importanza) sorridendo quando lo vede arrivare, perché in fondo  tutti noi abbiamo bisogno di un supereroe forse proprio in attesa di diventarlo.

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