Un lupo mannaro americano a Londra – Recensione

Nelle campagne selvagge dell’Inghilterra del Nord possono avvenire strani incontri. A dir poco terrificanti. È quello che accade a due giovani studenti americani, David Kessler (David Naughton) e Jack Goodman (Griffin Dunne).
Nel lungometraggio del 1981, diretto da John Landis, “Un lupo mannaro americano a Londra”, durante una notte di luna piena, i due turisti dopo essere stati cacciati in malo modo dal pub L’Agnello Macellato si avventurano nel bel mezzo della brughiera, dove vengono aggrediti da un licantropo. Quest’ultimo ferisce gravemente David e uccide brutalmente Jack.

Se c’è la luna piena David diventa lupo mannaro…

Ricoverato in ospedale David riceve le attenzioni della bella infermiera Alex Price (Jenny Agutter) ed è vittima di incubi e visioni. Come preannunciato dal fantasma dell’amico defunto il ragazzo, durante la prima luna piena, muta, sulle note di Blue Moon, in una selvaggia creatura bestiale a quattro zampe e fa stragi di innocenti.
Vietata ai minori di quattordici anni, la pellicola di Landis si configura come un cult horror d’atmosfera reso tale soprattutto grazie agli effetti speciali curati da Rick Baker, il quale si aggiudica un premio Oscar per il miglior trucco. La scena inerente la metamorfosi è messa a punto in sei giorni e Naughton, notato da Landis grazie a uno spot pubblicitario per la bevanda Dr Pepper, si sottopone ad un numero considerevole di ore per il trucco: circa cinque ore al giorno per applicarlo e tre per rimuoverlo.
La narrazione sovrannaturale di Landis non è contrassegnata da alcun lieto fine, così la bella infermiera non è in grado di spezzare qualsivoglia incantesimo o maledizione della luna piena e di soccorrere la bestia che ha nel cuore.

Thriller…

Michael Jackson (Gary, 29 agosto 1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009), dopo aver visto il film di Landis in un cinema londinese, estasiato dal clima scenografico affida la direzione del videoclip (anche se il re del pop preferiva usare il termine cortometraggio) di “Thriller” al cineasta statunitense. Risultato? Considerato il primo video musicale munito di trama e coreografia, il video ha tre versioni e gode di una fama senza precedenti. L’album omonimo si rivela il disco più venduto nella storia della musica.

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