Galera

UN PADRE DA GALERA, l’ultimo libro di Marco Gatti

Marco Gatti, “Un padre da galera. La strada, il carcere, mio figlio”.

Una storia dura, desolatamente vera e per ora senza un finale, quella che racconta nel suo ultimo libro Marco Gatti, caporedattore del Settimanale della Diocesi di Como. Un autore già noto per altre acute pubblicazioni, come la ricerca (iniziata con la tesi di laurea) sulla scuola durante il periodo fascista.”Un padre da galera. La strada, il carcere, mio figlio” è la vicenda di Ture (nome ovviamente di fantasia), incontrato da Gatti nella Casa Circondariale del Bassone presso Como; della sua “carriera” criminale e di come la nascita di un figlio gli abbia cambiato la vita. Un libro che sta suscitando profondo interesse nelle varie presentazioni non solo in librerie e biblioteche, ma negli istituti scolastici medi superiori.

Bambino del profondo Sud, Ture ha una famiglia che certo non lo aiuta ad avviarsi sulla strada della legalità: il padre è un uomo taciturno, che si esprime con le percosse; la madre cerca come può di difendere i figli dal marito-padre-padrone, ma anche questa figura apparentemente dolce si rivela per il poco che è, quando incarica Ture piccolino di derubare una zia. C’è poi il nonno a cui il ragazzetto è molto affezionato, ancora ricorda quando a casa sua veniva svegliato nel cuore della notte per dare una mano a scaricare camion di merci… solo da grande capirà che quelle che gli sembravano esilaranti avventure erano in realtà attività di ricettazione del prodotto di reiterati furti.

Ture racconta poi la sua “ascesa”, a partire da quando ancora bambino minacciò un cassiere di un negozio con una pistola, e questa impresa alzò molto la stima dei coetanei nei suoi confronti. Difficile capire, spiega l’autore, fino a che punto Ture sia sincero con l’intervistatore e con se stesso, specialmente quando sostiene di esser sempre stato un cane sciolto, di non essersi mai messo a servizio della criminalità organizzata: in un certo ambiente, è difficile sopravvivere (fisicamente, alla lettera) se ci si “mette in proprio” facendo concorrenza alle mafie. Racconta però con schiettezza il senso di potere, il piacere di fare la bella vita con il denaro di illecita provenienza, e poi la seconda “discesa agli inferi” della dipendenza da sostanze, e il carcere.

A spingerlo a riflettere sulla propria vita è la nascita del suo bambino, lì Ture comincia a chiedersi cosa sta facendo di sé, cosa insegnerà al figlio, cosa gli lascerà, e se sia possibile vivere in un modo diverso. Sconvolgente sarà per lui il momento in cui il bimbo, in visita in parlatorio, gli chiederà: “Papà, ma tu sei in galera?”. Le sbarre, i secondini… aveva visto un luogo simile in un cartone animato. Suo figlio sa, ha capito, e questo gli risulta insopportabile.

Ture spera così in un futuro diverso per suo figlio, e anche per sé, e tuttavia ammette che se il ragazzo non trovasse una strada soddisfacente, un lavoro che gli permettesse una vita almeno dignitosa, lui sarebbe disposto, ebbene sì, a “insegnargli il mestiere”, in mancanza d’altro.

Marco Gatti

In questa storia, ho osservato durante una presentazione, la mamma del bambino non compare mai: Gatti spiega che la compagna di Ture esce di scena molto presto, era anche lei una persona fragile, vittima di dipendenza da sostanze stupefacenti, ricoverata per un certo periodo in una comunità, non in grado di occuparsi del bambino.

Ma in questa storia esiste almeno un personaggio positivo? Sì, è la madre della ragazza, con la quale Ture ha un rapporto abbastanza burrascoso ma proprio perché la donna ha una visuale opposta della vita e non teme di essere dura con le debolezze che lo hanno condotto in una cella.

E poi ci sarebbe tutto un discorso, su questa cella… sul sovraffollamento nelle carceri, il tasso di suicidi, la vita alienante non solo dei carcerati ma anche della polizia penitenziaria.

Infine la domanda che facciamo tutti, al termine di ogni presentazione del libro: ma Ture, adesso, cosa sta facendo? “Diciamo che ci sta provando.”

Marco Gatti, “Un padre da galera. La strada, il carcere, mio figlio”.

Europa Edizioni, maggio 2019, prezzo di copertina euro 12,90

disponibile anche in e-book

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