Inside Out – Due recensioni a confronto su uno dei cult dell’anno

Buon martedì a tutti.

Oggi Over There vi propone un esperimento che speriamo di poter ripetere.

Due recensioni a confronto su Inside Out, uno dei successi cinematografici di quest’anno.

La prima sarà quelle di Azzaroli Silvia e Simona Ingrassia e la seconda quella di Emidio Tribolati.

Vi avvisiamo che da qui in avanti saranno presenti numerosi SPOILER!

Titolo: Inside Out (2015)
Regia: Pete Docter
Genere: Animazione

Produzione: Pixar Animation Studios

Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(005769)2015-11-03-18-07-11]La voce narrante di questa storia è Gioia, doppiata in originale dall’attrice Amy Poehler (nota per Parks and Recreation e non nuova al mondo dell’animazione) e, nella versione italiana, da Stella Musy, che comincia a spiegare come si formano le emozioni nella mente umana di un soggetto in particolare: Riley. Ovviamente quest’opera non vuole essere un trattato di neurologia ma riesce a essere efficace nella sua spiegazione visiva. Pian piano nascono tutte le altre gamme di emozioni: rabbia, tristezza, disgusto e i ricordi diventano sempre più numerosi man mano che Riley cresce e si formano delle vere e proprie isole dedicate a delle aree come la famiglia, lo sport, i insideout3momenti buffi, l’amicizia e ancora molto altro.
I genitori di Riley devono trasferirsi dal Minnesota a San Francisco per motivi lavorativi e lei non può fare a meno di sentirsi delusa dalla nuova casa, dai nuovi compagni di classe e, dalla sua nuova vita, in generale.
Dentro di lei c’è una lotta tra Gioia e Tristezza. Inizialmente Gioia vorrebbe confinare Tristezza in un angolino, la vorrebbe contenere perché crede che possa fare solo disastri.
Con il dipanare delle vicende invece si comprende che ogni sentimento ha il suo spazio e la sua importanza.
Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(100141)2015-11-02-18-36-36]Abbiamo trovato estremamente toccante la parte finale, quando tutto sembra perduto e Gioia comprende, finalmente, che Tristezza è importante, che proprio perché esiste possiamo godere di più dei momenti felici. E’ una lezione importante da offrire e la Pixar lo fa con la bellezza e la poesia che la contraddistingue di solito.
Come è consueto nel cinema di animazione di questa casa di produzione, l’opera funziona a più livelli. Ha in se i canoni tipici della favola, con la sua lezione morale; usa un linguaggio che può arrivare a una gamma diversa di spettatori da piccini agli adulti. I personaggi sono disegnati molto bene, sono divertenti e ci Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(100785)2015-11-02-18-37-12]dimostra che non serve molto per creare un intermezzo di pochi secondi ma efficacissimo nello stemperare le situazioni drammatiche.
Ci riferiamo al jingle pubblicitario che sbuca all’improvviso come tormentone e che fa impazzire Rabbia ma che provoca sicuramente l’ilarità degli spettatori, oppure come prende in giro con poco il cliché del principe azzurro attraverso la fantasia del Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(043267)2015-11-02-18-28-05]fidanzato ideale oppure la fantasia del cervello femminile con l’uomo di origine spagnola tutto muscoli che usa appellativi smielati. E abbiamo adorato il momento in cui Gioia, Tristezza e Bing Bong, l’amico immaginario, hanno attraversato la zona delle associazioni astratte ricorrendo al linguaggio dell’arte, al destrutturalismo e al libro “Flatlandia” nel suo passaggio dagli oggetti a tre dimensioni a quelli a due. Ci siamo sentiti riportati Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(060673)2015-11-02-18-32-32]indietro nel tempo della storia dell’animazione targata Disney e a quell’opera meravigliosa che è Fantasia poco apprezzata dai suoi contemporanei appunto perché parlava un linguaggio così visionario da arrivare a pochi.

A proposito di costruzione dei personaggi è interessante notare che, per quanto famiglia felice quella di Riley non è mai poco veritiera e presenta peculiarita che la rendono molto reale o quantomeno verosimile.

Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(062192)2015-11-02-18-34-40]Quando la ragazzina va in crisi la sua stessa famiglia va in crisi e le incomprensioni tra lei e i genitori si accumulano ripetutamente in un crescendo dove pare impossibile poter comunicare.

Quando Gioia comprende l’importanza di tristezza lo fa vedendo o meglio rivedendo un vecchio ricordo familiare della piccola da un’angolazione mai vista prima. Ovvero il momento che lei aveva sempre visto come felice era però anticipato da un altro di grande tristezza che aiuta i genitori della ragazzina a comprendere che lei aveva bisogno di loro.

Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(120571)2015-11-02-18-50-04]Questa scena è importante per svariati motivi. Sia per Gioia che comprende l’utilità di Tristezza sia per noi spettatori: a volte osservare certi fatti da un’angolazione diversa può essere molto utile perché ci fa vedere cose che prima non avevamo mai visto.

Il chiarimento finale tra Riley e la sua famiglia da una lezione morale altrettanto importante: non appena lei si apre, grazie a Tristezza, mostrando il proprio dolore per essersene andata dalla sua casa spinge i suoi a fare altrettanto. Segno che tirar fuori certe sofferenze, invece di lasciarle attecchire dentro di noi, spinge al dialogo e alla Inside.Out.2015.BRRip.XViD-ETRG[(119474)2015-11-02-18-49-08]comprensione.

Ci permettiamo di fare una piccola considerazione: sarebbe bello poter vedere come alcuni genitori siano riusciti a spiegare ai loro bimbi quanto visto sullo schermo. Magari si sono messi a mimare le azioni di Gioia? Chissà.

E vi raccomandiamo: rimanete seduti fino alla fine dei titoli di coda perché quello che vedrete è altrettanto bello e divertente.

Inside Out ( 2015 )

L’undicenne Riley , assieme ai suoi genitori si trasferisce dal tranquillo Minnesota alla caotica San Francisco.Per lei alle prese con la sensazione di distacco dalle sue migliori amicizie e con la paura di trovarsi in un ambiente totalmente nuovo, non è facile e non lo è nemmeno per tutti i sentimenti che le si agitano in testa: Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura.
Saranno loro a guidarla , disastro dopo disastro in questo periodo di cambiamento e di crescita.
A vederlo in faccia non gli daresti un centesimo di credito, perché non sembra molto sveglio  e sto usando un cortese eufemismo, ma Pete Docter ( che ha diretto Inside Out assieme a Ronnie Del Carmen che a giudicare dal curriculum si è occupato degli aspetti tecnici),  è il regista e sceneggiatore di punta della Pixar, responsabile di alcuni dei loro film più riusciti e di successo.
Si devono a lui i mostri dell’inconscio di Monsters & Co, la divertente incursione nel buddy movie della saga Toy Story, la sublime elegia della vecchiaia in quel piccolo capolavoro che era Up e anche quella straordinaria favola ecologista travestita da film di fantascienza che era WALL-E.
Inside Out si inserisce nella sua carriera con grandissima coerenza: tratta argomenti a lui familiari, l’inconscio, il processo di crescita con tutti i suoi problemi e lo fa rispolverando una credibile patina di buddy movie.

E i nostri figli , con buona pace di tutti i nostri insegnamenti scoprono che non c’è un criceto nella loro testa che facendo girare la ruota su cui è sopra in pianta stabile fa funzionare tutto nel meno peggiore dei modi ma addirittura una console superaccessoriata, tecnologicamente avanzatissima che è regolata non da uno ma addirittura da cinque ” piloti”  che stanno a simboleggiare le loro emozioni principali.
Addirittura si parla di “isole della personalità” con tanto di crollo misero quando si tocca la pallina, pardon il ricordo sbagliato.
E qua comincio a vedere che forse il messaggio che si voleva dare con questo film fa leggermente fatica ad arrivare: Gioia e Tristezza sono impegnate in un viaggio pericoloso in cui si conosceranno intimamente, in cui non potranno fare l’una a meno dell’altra ( del resto il concetto di tristezza e insito in quello di gioia esattamente come il concetto di morte è insito in quello di vita), in cui saranno accompagnate per un certo periodo da un amico immaginario che piange caramelle e combina guai , uno dei personaggi meglio riusciti mai partoriti da casa Pixar.

Un viaggio che ha il potere di decidere la vita di Riley.
Ecco qui ho visto che Inside Out cominciava a essere diverso : non è il tanto sventagliato cinema per bambini da 6 a 99 anni .
E’ qualcosa che deve essere necessariamente riletto a seconda della fascia d’età d’appartenenza.
Inevitabile che gli adulti guarderanno dietro la facciata elegante di Inside Out, di una bellezza perfetta, talmente perfetta da risultare un filo inquietante.
Vedranno tutta quella pappardella a cui ho accennato prima: il coming of age movie, tutte le piccole e grandi insidie che si nascondono nel percorso della vita e della crescita, incontreranno anche un sotile senso di malinconia che si accompagna a ritrovare i ricordi di una gioventù ormai sepolta sotto una gran massa polverosa di avvenimenti più o meno piacevoli.
Ti diverti a vedere Inside Out, sorridi, ridi anche sonoramente ma te ne esci dal cinema col groppo in gola, con la sensazione che hai nell’esofago qualcosa che ti si è incastrato e non va giù ne su.
E’ la tristezza o forse è meglio chiamarla nostalgia di aver ricordato un certo periodo della propria vita che a conti fatti si è rivelato il più bello, cosa che non appariva sicuramente mentre lo stavamo vivendo.

E se quella sublime, struggente  favola sulla vecchiaia che era Up non aveva toccato più di tanto noi giovani genitori che portano al cinema i loro figli proprio perché non sentivamo di appartenere a quella generazione, Inside Out invece ci tocca , eccome se ci tocca.
Però, ed è questo il punto a cui volevo arrivare, è un po’ troppo sofisticato per essere colto dai nostri figli che saranno investiti dalla solita overdose massiccia di suoni e colori, di personaggi memorabili( Bing Bong ma anche Tristezza a modo suo è un personaggio da ricordare) ma difficilmente coglieranno il senso di quelle isole della personalità o di tutti quei personaggi che si agitano tra un neurone o l’altro.
Magari lo prendono con una magica esplorazione del corpo umano partendo dalla testa ( e qui la memoria del cinefilo corre a Viaggio allucinante di Richard Fleischer ma anche a Essere John Malkovich di Spike Jonze) oppure come l’ennesimo cartone che racconta un’avventura dall’ambientazione fantasmagorica semplice e lineare.

E invece lineare non lo è per nulla.
Anzi ti sottopone a una indesiderata seduta di training autogeno.
I figli escono col sorriso stampato a 64 denti sul loro bel visino, mentre i genitori escono con una specie di ghigno, sardonico, quasi da trisma mandibolare.
E allora vaffanculo Pixar!
Ma continua a fare film come questo perché ti voglio bene lo stesso!

PERCHE’ SI : la perfezione tecnica è ormai assoluta( almeno fino al prossimo film), personaggi memorabili, profondità di scrittura.
PERCHE’ NO: il messaggio è forse un po’ troppo elaborato per i più piccoli, per i più grandi si trasforma in una specie di seduta di training autogeno.

LA SEQUENZA : l’incontro con Bing Bong e tutto il viaggio.

DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE : 

La Pixar fa film per bambini rivolti in realtà agli adulti.
Non ricordo di aver mai avuto un amico immaginario.
Ma se lo avessi avuto lo avrei voluto come Bing Bong.
Ma ad acciaccare subito la testa a Tristezza pareva brutto?

( VOTO : 8 / 10  )

 

 

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami, Leigh Brackett e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

2 commenti

  1. Belle recensioni, anche se condivido più quella di Silvia e Simona che quella di Emidio, però concordo con Emidio sul fatto che i film della Pixar siano più per gli adulti che per i bambini. Mi spiego meglio: da bambino ti piaceranno sicuramente, ma non coglierai mai quello che puoi cogliere riguardandoli da adulto. E questo vale non solo per Inside Out ma anche per molti altri film della Pixar, in particolare per me Toy Story perchè l’ho vissuto sia da bambina che da adulta. Rimangono tutti comunque dei piccoli capolavori, ed è bello rendersi conto che anche se sei adulto riesci ancora a farti emozionare da questo particolare genere di film.

    1. Quando affermo che Inside Out può funzionare per entrambe le tipologie di pubblico, non intendo dire che vedono le stesse cose. Sarei ingenua in questo. E’ ovvio che la differenza di età gioca un ruolo fondamentale nella chiave di lettura delle opere Pixar nella sua totalità. Quello che dico è semplicemente: ci sono gli elementi che lo fanno amare dai più piccoli. Per un bambino vedere che Riley ha avuto un amico immaginario, come lo abbiamo avuto tutti, lo porta subito a un processo di identificazione. La costruzione di Bing Bong poi è tipica del mondo infantile e della sua logica. Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto, Paura sono categorie facilmente accettabili, comprensibili e alla loro portata. Magari non coglieranno alcune considerazioni che sono più da adulti, le comprenderanno solo più tardi. Ma le cose che ho segnato i bambini le vedono immediatamente. Per non parlare poi del mondo dell’immaginazione, degli unicorni, dei castelli di carta e di quello in cui tutti ricevono un premio.
      E per una persona come me che ha vissuto in pieno gli anni 80, in cui non si poteva parlare di tristezza o peggio di depressione, il messaggio che Inside Out da alla fine, ossia che Tristezza è importante quanto gli altri sentimenti, è di una forza devastante. E’ vero. Forse non è un concetto chiaro per un piccolo ma ho visto anche molti adulti fare fatica a comprenderlo e accettarlo.
      Grazie per il tuo splendido commento.

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