Intervista ad Andrea Bindella, autore di Un nuovo nemico

Questa settimana intervistiamo Andrea Bindella, autore di Un nuovo nemico.


Iniziamo dalle domande di Silvia

1 – Un nuovo nemico nasce dal bisogno di scacciare i propri demoni e condensare in una storia tutto ciò che ami, se ho ben capito. Ti sei sentito liberato quando lo hai finito? Oppure hai sentito nostalgia dei tuoi personaggi?

Con la fine dell’ultimo capitolo, ho provato qualcosa di simile ad una “liberazione” ma c’è stato comunque un imprevisto. I personaggi del romanzo, che tanto mi tormentavano, sono riusciti ad inserire nella trama una possibilità di “ritorno” che non avevo previsto.

Dopo qualche giorno dalla conclusione del libro, ho sentito molta nostalgia dei personaggi creati. Mentre scrivevo, li sentivo “vicini”, quasi reali. Ci parlavo, mi raccontavano le loro paure e cercavo di consolarli. Poi, da un giorno all’altro sono scomparsi. Ho sentito un vuoto, devo ammetterlo. Fortunatamente, qualche settimana dopo ho trovato altri “amici”, protagonisti di un nuovo romanzo. Ho creato dei personaggi così “cattivi” che mi affascinano ed inevitabilmente sono riusciti, anche loro, ad entrare nei miei sogni.

2 – Sapresti dire qual è l’elemento che ti ha ispirato di più?

Mi piacciono i thriller, e il mondo dei vampiri mi ha sempre affascinato. Intendiamoci: i vampiri “veri” sono quelli “dannati”, con la “sete” di sangue che li acceca. I vampiri vegani di Twilight o di saghe simili non fanno per me. Questa unione di thriller/fantasy mi ha portato a scrivere il romanzo anche se inizialmente era nato con una trama diversa; poi, con l’evolversi dei personaggi e delle loro decisioni personali, tutto è cambiato.

3 – Hai infilato dei riferimenti di musica pop e rock?

Qualche riferimento musicale l’ho messo anche se ho preferito lasciare il più possibile spazio all’immaginazione del lettore. Ho fatto qualche riferimento a cantanti jazz classici e classificato come “rumore” la musica che si ascolta oggi nelle discoteche.

4 – Qual è la tua serie preferita?

Serie” intesa come romanzi, fumetti, telefilm, film, cartoni animati?

Visto che le domande sono a distanza, darò una risposta a 360 gradi (poveri voi!). Scherzo, tranquilli, sarò il più conciso possibile.

Romanzi: Dragonlance (ce ne sono molti che mi piacciono, ma questa serie mi ha appassionato più del Signore degli Anelli o del Ciclo della Fondazione di Asimov).

Fumetti: Berserk (come sopra, per me è più appassionante di Dylan Dog o Dragon Ball).

Telefilm: Boston Legal (ne avrei tanti da nominare ma questo racchiude il meglio di tutti. Supera anche Battlestar Galactica al quale ho donato un pezzetto del mio cuore).

Film: Matrix (anche “Bourne Identiy” o “Io vi troverò” non sono da meno. E “John Wick” dove lo metto? Non sono un fan sfegatato di “Star Wars”.).

Cartoni animati: Simpson (non mi stancano mai).

5 – Qual è il tuo romanzo preferito?

Ce ne sono molti, però “Il Maestro e Margherita” ha quel “quid” di ironia che lo rende stupendo. Mi è piaciuto molto anche “La lettera rubata”, è geniale.

6 – Quale autore consideri il tuo mentore?

Non ne ho. Ho il mio stile di scrittura e non vorrei mai che diventasse come quello di un altro. Però la “classe” di Lucarelli nell’enfatizzare ciò che racconta, la trovo fantastica (es. “È morta una persona. No! Di più! I morti erano tre ed erano senza la testa”. Rende l’idea?).

7 – Perché hai deciso di auto pubblicarti?

Il mondo dell’editoria era, per me, un mondo sconosciuto che neanche immaginavo. Ho sempre dato per scontato che un libro, per essere pubblicato, dovesse soddisfare certi requisiti. Forse ho avuto fretta di pubblicare il mio romanzo o forse ho sottovalutato la mia storia e quindi non ho neanche provato a sottoporlo ad un editore per sentire cosa ne pensasse.

Dopo aver passato questi tre/quattro mesi a studiare il “mestiere dell’editore” mi sto accorgendo di pubblicazioni da parte di case editrici di romanzi discutibili. Con il senno di poi, forse avrei potuto aspettare. Però sto facendo delle bellissime esperienze che altrimenti mi sarei perso. È bello essere in prima linea a farsi pubblicità, parlare con i lettori, interagire con loro anche sulle future scelte per i prossimi romanzi.

Domande di Tatiana

1 – Facendo riferimento alla prima domanda di Silvia ti chiedo di parlarci di “Un nuovo nemico”, perché ha deciso di scrivere questo romanzo proprio ora, oltre a voler scacciar i propri demoni sei riuscito anche ad affrontarli scrivendo questo libro?

È un progetto nato molti anni fa, quando il fenomeno dei “vampiri” non era ancora così noto. Lo avevo accantonato per mancanza di tempo o forse per pigrizia. In seguito a dei concorsi letterari ai quali ho partecipato, mi è tornata la voglia “irrefrenabile” di scrivere. Così ho terminato “Un nuovo nemico” e poi sono passato al successivo, che uscirà a breve.

Affrontare i miei demoni? Sì, l’ho fatto. Infatti sono riuscito a dar vita a questo nuovo romanzo che mi piace più di “Un nuovo nemico”.

2 – Per il libro ti sei ispirato a qualche fumetto in particolare per creare le atmosfere oppure a qualche serie tv?

No, è tutto frutto della mia esperienza e immaginazione. Sono nato a Perugia, quindi ambientarlo in quei luoghi non è stato difficile.

3 – Hai qualche progetto futuro? Un ‘altra storia in mente?

Ne ho molti. Tra 2/3 settimane uscirà un nuovo romanzo di fantascienza. A gennaio inizierò a scrivere un thriller e successivamente scriverò il seguito de “Un nuovo nemico”. Me lo hanno chiesto in tanti, dovrò accontentarli. Ho in cantiere altri 3 o 4 romanzi tra fantasy, supereroi e fantascienza. Pian piano finirò di scriverli, trame e personaggi li ho già creati.

Domande di Sara

1 – Il modo in cui è nato “Un nuovo nemico” sembra casuale e frutto del tuo grande amore per la lettura. È davvero così o hai sempre voluto scrivere?

Il nuovo romanzo che uscirà a breve, ho iniziato a scriverlo a 14 anni. Intorno ai 10 anni, insieme ai miei cugini inventavamo nuovi scenari per i giochi da tavola “HeroQuest” e “StarQuest”. Quindi posso dire con certezza che è da una vita che mi piace inventare storie.

2 – Vedo spesso sul tuo profilo numerosi riscontri reali del gradimento del pubblico riguardo il tuo racconto. Quando ti soddisfa tutto ciò, che emozioni ti suscita il loro apprezzamento?

Mentirei se ti dicessi che non mi fa piacere anche se, ancora oggi, non ho messo a fuoco la situazione e non mi rendo pienamente conto di quello che stia accadendo.

3 – Speri che nuovi demoni ti giungano in sogno per trovare una nuova storia?

Purtroppo lo hanno già fatto. I personaggi cattivi del nuovo romanzo, nonostante oramai siano nero su bianco, continuano a darmi il tormento e mi “mancano”. Mi ritrovo spesso a pensare a loro con malinconia e ammirazione, immaginando le loro future avventure.

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2 commenti su “Intervista ad Andrea Bindella, autore di Un nuovo nemico”

    1. Grazie a te Andrea! E’ stato un vero piacere. Hai dato delle risposte molto interessanti. Si vede che ami davvero il genere horror, in riferimento ai vampiri veri e ho apprezzato sia i riferimenti letterari/fumettistici sia quelli cinematografici/seriali. E’ bello che tu abbia un così grande background e nel contempo tu abbia sfruttato l’amore per la tua città per creare qualcosa di nuovo.

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