Intervista ad Annarita Petrino, autrice di You God

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Nuova intervista in collaborazione con il gruppo Use Book Love.

Questa volta incontriamo Annarita Petrino, autrice di romanzi di fantascienza cristiana.

Vorremmo far presente che qui, come in tutte le altre interviste, le risposte riflettono esclusivamente il pensiero dell’autrice.

Iniziamo con le domande di Roberta Marani:

Chi è per te Dio? (niente risposta da catechista!)

Eh eh non ho mai insegnato catechismo e non ho intenzione di fare catechesi. Prima del 2006 Dio per me era solo un’idea, qualcuno che apparteneva a una religione fatta solo di precetti. Un insieme di norme e regole, tutto qui. In seguito l’ho conosciuto a fondo, attraverso la Madonna se devo essere sincera. Chi è per me Dio? Quello che mi ha salvata, che mi ha teso la mano quando ho toccato il fondo. Se mi permettete un raffronto con un passo del Vangelo, Dio per me è il padre che ha aspettato alla finestra il mio ritorno e mi ha abbracciata.

Perché ti dici scrittrice di fantascienza cristiana?

Perché prima del 2006 ero una scrittrice di fantascienza. Scrivo da quando ero una ragazzina, ma dopo il 2006 è cambiato anche il modo di scrivere e di vedere la fantascienza. Ho intravisto in essa una particolare vocazione che è quella di gettare una luce sul futuro dell’umanità, che dipende direttamente dalle scelte di oggi. Mi sono accorta che tante delle situazioni odierne potrebbero essere definite “roba da fantascienza” e ho sentito il desiderio di scrivere della condizione umana futura, per indurre a riflettere sulle attuali prese di posizione. La definizione cristiana connota un genere che attinge alla religione cattolica, per mettere in luce alcune zone d’ombra dell’autodeterminismo moderno.

Non credi che ci sia sempre qualcuno in cerca di Dio?

Certo ed è per loro che scrivo. I miei racconti sono rivolti a tutti coloro che sono alla ricerca, perché essa presuppone l’apertura di cuore necessaria per accogliere alcuni input e cominciare a riflettere.

Ti piacciono gli animali?

Se parliamo di animali domestici, posso dire di non nutrire per loro particolare affetto, a parte quegli animaletti che abbiamo avuto tutti da bambini, tipo uccellini, pesciolini e tartarughe. Non sento la necessità di avere un animale domestico.

Quando non scrivi di cosa ti occupi?

Sono insegnante di scuola dell’infanzia.

you god

Scrivere è desiderio o necessità?

Direi entrambi. Non vanno a braccetto, in fondo? Io desidero comunicare un messaggio e sento la necessità di farlo attraverso la scrittura. Essa è sempre stata il mio mezzo di comunicazione preferito, quello che mi fa stare a mio agio.

Siccome non ci piacciono gli stereotipi, quale stereotipo come donna e quale come cattolica ti fanno diventare una belva?

Neanche a me piacciono gli stereotipi, ma mi accorgo che non abbiamo più la percezione di cosa sia davvero uno stereotipo. Noto una grande confusione. Non mi piace affatto l’etichetta che oggi viene affibbiata alla donna “moderna”, quella che ha diritti che prima non aveva, che ha le pari opportunità, che è libera di fare tutto ciò che vuole. E poi la vedi nelle solite vesti, o meglio, il più delle volte senza vesti, a lasciare che usino il suo corpo per vendere o per fare audience. Come donna, dunque, non mi piace lo stereotipo del femminile moderno, legato a una falsa idea di libertà e che, invece, ha privato la donna del suo fondamentale femminile. Come cattolica non mi piace lo stereotipo del matrimonio e tutti i luoghi comuni su uomini e donne a esso associati. Lo trovo riduttivo e assai deprimente, perché svuotano il matrimonio di tutta la sua bellezza e appiattiscono drammaticamente sia l’uomo che la donna.

Cosa ne pensi di papa Francesco e dell’Anno Giubilare da lui indetto?

Quando il Papa non era stato ancora eletto e i giorni passavano, io mi dicevo che il Papa sarebbe venuto da lontano, perché questo mondo aveva bisogno di un Papa che avesse toccato con mano miseria e sofferenza. È un Papa che sta facendo grandi cose, un uomo di grande umanità, affabile, vicino agli ultimi e che desidera anche farsi prossimo anche dei potenti, ammesso che questi glielo consentano. L’anno della Misericordia è una grande occasione offerta a tutta l’umanità. In questo segmento storico si sente la necessità di pace ed essa può venire solo dalla misericordia e dal perdono. Ecco, per tornare alla mia prima risposta, se il mondo tornasse da Dio come il figlio che torna dal padre misericordioso, allora finalmente ci sarebbe pace. Questo anno Giubilare servirà a mettere in luce la misericordia di Dio.

racconti nascosti nei sogni

Quale delle tue creature letterarie è la tua preferita e perché?

Ho diverse creature letterarie sotto mano, dal momento che scrivo racconti e solo ultimamente mi sono dedicata alla scrittura di un racconto lungo che presto verrà pubblicato. Sicuramente quella a cui sono maggiormente legata è Judy Bow, protagonista dell’omonimo e primo racconto di fantascienza cristiana che ho scritto. In questo personaggio si è come trasmesso il mio incontro con Dio e il passaggio dalla rabbia e dal vuoto alla pace. Poi c’è anche Brennan protagonista de “L’amaro sogno” un racconto inserito nell’antologia sul femminicidio in uscita per la World Sf. Questo personaggio mette il femminicidio in una luce diversa dal solito, parlando di situazioni collegate al falso mito della libertà che in realtà condanna le donne a una schiavitù sia fisica che morale.

Ora le domande  di Chiara Liberti:

Che differenza c’è, per te, tra la fantascienza e la fantascienza cristiana?

Rispetto al genere tradizionale della fantascienza, quella che io definisco cristiana va oltre. Quest’ultima arriva non solo a indagare il futuro ma prova a darne una lettura che ha come chiave lo sguardo di Dio. La fantascienza, in questo caso, getta il suo sguardo lungo sui sogni senza Dio dell’uomo. Nei miei racconti, infatti, gli scenari sono quelli creati dagli uomini che si auto determinano e si mettono al posto di Dio.

C’è qualche passo della Bibbia che t’ispira particolarmente in merito all’argomento fantascienza?

Non credo ci siano passi della Bibbia direttamente connessi alla fantascienza, però nel mio racconto “Hic et Nunc” (You God – ed. Il Papavero 2013) ho intervallato brani dell’Apocalisse a scene degli anni 2000, per indurre a riflettere sul fatto che la fine del mondo comunemente intesa non è affatto quella dell’Apocalisse, ma sta accadendo già adesso.

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Infine le domande di Silvia Azzaroli.

Ci sono metafore dei vangeli nelle tue opere?

Non in maniera esplicita, ma come ho già detto prima si attinge alla fede cattolica e, quindi, agli insegnamenti del Vangelo, per mettere in luce le zone d’ombra dell’animo umano.

E hai provato a mettere una sorta di rivisitazione di Gesù in esse?

Non nel senso che comunemente si intende. Oggi c’è la tendenza a riscrivere continuamente la vita di Gesù, per fare in modo che aderisca a idee o ideologie. Ma siamo nella Settimana Santa e questo dovrebbe mettere in luce ciò che davvero è stata la vita di Gesù: il figlio di Dio che muore crocifisso. Non c’è nulla da riscrivere. Nei miei racconti Gesù diventa colui che si fa prossimo del protagonista sofferente, colui che tende la mano.

Molte importanti opere di fantascienza si rifanno al mito del messia, sia esso cristiano o meno.

Come ho detto prima è solo un tentativo di mal conciliare fede, ragione e ideologie. Ai tempi di Gesù anche la sua gente pensava a lui come al messia rivoluzionario che avrebbe sconfitto l’impero Romano e li avrebbe liberati. Quando lo videro morire in croce molti rimasero delusi, ma tanti credettero invece. La Sua liberazione è passata per un’altra via, quella che nessuno si aspettava, quella della morte in croce.

Come concili scienza e fede?

Per me non sono antitetiche. È necessario, però, che la scienza riconquisti certi “limiti”, che recuperi il rispetto della vita, da quella nascente a quella morente e dell’essere umano in tutta la sua interezza. La fede in questo senso può e deve andare in soccorso della scienza, per indicarle quali strade sono percorribili e quali, invece, sarebbe il caso di abbandonare.

Grazie!

Grazie a voi!

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.
Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;
Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace,
Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica;
la letteratura: Daniel Pennac, Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz, Baudelaire, Ungaretti, Manzoni, Petrarca, Marcela Serrano, Tolkien, Robert Silverberg, Daniel Pennac, Leigh Brackett, Murakami e molti altri;
i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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