#PerchénonèunGaryStu – Luke Skywalker parte 1

Luke non è un eroe perfetto e lo amiamo per questo.

In questi giorni, grazie al successo planetario di Star Wars Episodio VIII – The Last Jedi, si fa un gran parlare di Luke Skywalker, chi lo critica, chi lo idolatra, chi non comprende alcune cose, chi ne vede poche, chi ne vede troppe.
Vorremmo provare a raccontare questo personaggio fin dai suoi esordi nel 1977, quando entrò nella leggenda e forse per questo è stato mistificato come nella Galassia lontana.
Luke è un eroe, lo era ai tempi e lo è adesso.
Ma è un eroe umano, atipico e molto diverso.
Non spacca tutto, non cerca vendette, vuole bene alla sua famiglia, si arrabbia, fa grandi stupidaggini, pianta l’addestramento per andare ai suoi amici, respinge suo padre perché ne resta, giustamente, inorridito, prepara un piano geniale contro Jabba e lo distrugge, rischia di cadere nel lato oscuro più volte ma poi riesce a redimere un padre che pareva perduto.
Ora si è aggiunto anche altro però appunto proviamo a partire dall’inizio.
Noi mettiamo l’avviso SPOILER, vedete voi se continuare.


Quando incontriamo per la prima volta Luke Skywalker su Tatooine è un semplice ragazzo, cresciuto da un uomo e una donna che lui definisce come “zii”.
Scopriremo grazie ai prequel che in effetti lo sono, in qualche modo, essendo Owen Lars, figlio di Cliegg Lars, il secondo marito della mamma di Anakin, Shmi.
La sua vita è abbastanza semplice, aiuta lo zio nei lavori manuali e ha talento con i robot e come pilota. Esattamente come il padre. E’ giovane e sogna una vita diversa, fatta di avventure. Il suo sguardo è rivolto verso le stelle, anche se viene continuamente scoraggiato, per il timore che lui possa seguire la strada di Anakin. Il destino busserà la porta del giovane Skywalker attraverso la vendita di due droidi, C3P0 e R2D2. Mentre tenta di ripulire il secondo robot questi fa partire una registrazione da parte di Leia che lui ancora non conosce. La curiosità di riuscire a capire che cosa sia quel messaggio e da chi provenga, mette in moto tutta una serie di eventi a catena che rivoluzioneranno la vita del giovane.
Infatti finirà per incontrare Obi-Wan, il mentore nonché migliore amico di suo padre, i cui racconti del passato aumenteranno a dismisura la mitizzazione che Luke farà di Anakin.
Dato che troppe persone parlano spesso, a vanvera, di eroe perfetto, senza macchia e senza paura, vorremmo ricordare il primo momento in cui il nostro eroe prova una legittima strizza.
Kenobi lo invita ad andare con lui su Alderaan ad aiutare Leia perché da solo non può farcela e che dice Luke all’inizio? Dice no, fa un elenco infinito di scuse, tra cui il raccolto, gli zii, ecc.
Tutte scuse e si capisce benissimo che sia così perché poco prima si era lamentato con lo stesso zio di volersene andare, che era stufo di stare in quel buco.
Luke ha paura? Certo che ce l’ha perché si parla tanto di andare via di casa, sognare è bello ma quando ti trovi di fronte il tutto, beh è un altro paio di maniche.
Luke se ne va quando ormai non ha più nulla da perdere, quando gli zii sono stati massacrati dall’impero alla ricerca dei droidi che lui ha trovato.
Quindi quale eroe senza macchia e paura? Fin dall’inizio vediamo un ragazzo sognatore, un po’ avventato, con i suoi normali difetti e con un grande cuore.
E in questo primo film di umane debolezze, per fortuna, ne emergeranno altre, insieme al suo idealismo e alla voglia di lottare per le cose giuste.
Per raggiungere Alderaan i quattro avranno bisogno di un pilota, che, come è noto è un certo Han Solo.

Durante il viaggio Obi-Wan racconterà al giovane Skywalker i primi rudimenti sulla Forza, facendogli un breve addestramento ma il loro rapporto non è destinato a durare perché, come tutti sanno, il vecchio Kenobi verrà ucciso dal suo ex amico, Vader, desideroso di vendicarsi.
Non è un mistero per nessuno ora che Vader sia Anakin ma ai tempi lo era per tutti, anche per Luke, ma ci arriveremo.
Quando Kenobi viene ucciso Luke, di nuovo, reagisce umanamente: sta per avventarsi verso Vader, viene quasi trascinato via a forza e poi si deprime. Saranno le parole di conforto di Leia e gli sproni di Han a farlo tirare su. Non è per ripeterci: quale eroe senza macchia e paura?
Il suo buon cuore e il suo idealismo lo portano a sposare la causa della ribellione e presta ad essa la sua capacità come pilota che gli arriva direttamente dalla linea paterna. In uno scontro a fuoco serratissimo, Luke riesce comunque a trovare la via verso l’unico punto debole della Morte Nera e, affidandosi completamente alla Forza in maniera istintiva e inconsapevole – seguendo la voce interiore che gli permette di sentire una frase di Kenobi – riesce a fare centro e ad uscire prima che tutto esploda.
Questa sarà la prima importante vittoria dell’Alleanza contro l’Impero e farà di Luke un eroe leggendario, proprio come suo padre, insieme a Leia Organa e a Han Solo.
A proposito di Leia, la nostra principessa preferita, nel libro di Una Nuova Speranza dice una cosa riguardo a Han e Luke:
“Si trovarono nel posto sbagliato al momento sbagliato e divennero eroi.”
Più umani di così!

Passano tre anni e la guerra tra impero e alleanza si fa sempre più cruenta, Luke, nonostante la sua giovane età, 22 anni, è diventato comandante di una flotta della stessa ribellione e ha un rapporto sempre più stretto con Leia e Han.
Mentre è a fare un giro per una perlustrazione finisce per essere preso da una specie di orso polare e rischia di diventarne persino il suo pasto. Cercherà di liberarsi ma bisogna dire che Han sarà risolutivo in tal senso. Durante la sua prigionia Luke ha una visione di Obi-Wan che lo invita a raggiungere Yoda su Dagobah per completare il suo addestramento.
Una volta lì Luke si troverà di fronte a svariate difficoltà, tra le tante, la poca fiducia in sè e soprattutto lo scontro con la propria parte oscura, in una grotta dentro un albero, da cui uscirà sconfitto. Sì perché attaccare e uccidere la propria parte oscura non è proprio sinonimo di calma interiore. Anche Yoda glielo dice: ha fallito nella grotta.
Da qui in avanti Luke inizierà ad avere visioni del futuro dove i suoi amici vengono torturati nientemeno che dal suo mortale nemico Vader. Tenetelo a mente. Per Luke in quel momento Vader è il suo mortale nemico, è l’assassino del suo mitizzato padre, così gli ha detto il suo maestro Obi-Wan. Perché non dovrebbe credergli? Povero Luke.
Quelle visioni lo tormentano così a lungo che Luke decide di interrompere l’addestramento, nonostante le implorazioni di Obi-Wan e Yoda e andare nella città delle Nubi, dove sa che i suoi amici vengono torturati.
Sempre per la storia della persona perfetta eh.
Luke sa di andarsi a ficcare in una trappola ma se ne frega, pensa di poter salvare i suoi amici e di sconfiggere Vader e invece…
E invece il povero Luke prenderà la più solenne mazzata della sua vita perché il suo mondo andrà in pezzi.
Vader lo umilia letteralmente durante il duello, gioca con lui al gatto con il topo e, dulcis in fundo, gli rivela di essere suo padre.
Ricordate? Suo padre era l’eroe morto per la repubblica e invece non è morto, è diventato un mostro.
Ce n’è abbastanza da tentare il suicidio. E infatti è più o meno ciò che fa Luke.
Rifiuta l’offerta del padre di regnare insieme la Galassia (la faccia di Luke è del tipo: “Ma ti sei bevuto il cervello?”), che lo ha appena mutilato e si butta di sotto, non sapendo dove andrà a finire, distrutto di dentro e di fuori.

Ed è qui assistiamo alla prima connessione tra i due gemelli. Leia è nel Milliennium Falcon. Lando preme perché se la possano filare più velocemente possibile, anche perché Han è stato portato via dal cacciatore di taglie ma lei lo ferma e lo obbliga a tornare indietro. Proprio nel momento esatto in cui Luke si è lasciato andare.
Viene recuperato e curato, almeno fisicamente. Quanto alle ferite dell’anima per il momento non ci è dato sapere, anche se alcuni indizi sembrerebbero rivelatori, in particolare quel “Ben perché non me l’hai detto?” fa pensare che se avesse di fronte il maestro lo ridurrebbe a pezzettini molto piccoli.
Lo ritroviamo un anno dopo ma sembra siano passati secoli.
Non c’è più traccia del ragazzino innocente, al suo posto c’è un uomo che ha pianificato con lucidità estrema le sue azioni. Non è più tempo di mosse azzardate e istintive, Luke ha perso quel lato di se stesso. La rivelazione ha avuto il suo peso nel processo di maturazione.
E’ fondamentalmente solo.

Per riprendersi dalla botta e ritrovare un po’ di serenità interiore, escogita un piano a dir poco machiavellico per andare a salvare Han, fingendo di voler trattare con Jabba, a cui offre più volte una chance di salvarsi, sapendo bene che non lo farà. E siamo oneste: è quello che vuole Luke.
Si vuole vendicare, forse anche per tutto quello che ha passato.
E anche per riportare a casa l’amico e rimettere a posto quel che resta della sua piccola combriccola familiare.
Sappiamo cosa succede su Tatooine. Luke non ha pietà. Fa a pezzi la corte di Jabba, che viene strangolato da Leia (deve essere una dote di famiglia sta cosa dello strangolamento anche perché primo il fratello aveva fatto qualcosa del genere con le guardie del lumacone)e il resto degli edifici finisce sotto le dune.
Quando rientra su Dagobah è molto più calmo e tranquillo.
Qui, giusto perché non ha subito abbastanza batoste, assiste all’agonia di Yoda, il quale gli conferma ciò che già sapeva ovvero che Vader è in effetti Anakin, suo padre.
A raccontargli qualcosa di più è lo spirito di Obi-Wan, che lo spinge, senza tanti giri di parole, a uccidere il padre, diventato ormai “più una macchina che un umano.”

Luke si rifiuta e si appella al fatto che Yoda aveva parlato di un altro Skywalker. Il vecchio Kenobi gli rivela che è la sua gemella e subito il ragazzo intuisce che non è altri che Leia, con cui ha sempre avuto un legame speciale.
Luke inizia a chiedersi se qualcosa di Anakin ancora vive in Vader. Vuole crederci. E’ forse un modo per curare il suo povero cuore ferito eppure molti indizi gli danno ragione.
Un anno prima lui e suo padre si sono chiamati a distanza, con una connessione simile a quella che ha con Leia e gli spettatori più attenti si saranno accorti di una cosa in quel frangente.
Quando il Millennium Falcon fugge via con Luke a bordo, Vader ha una reazione inaspettata. Non uccide l’ammiraglio che ha sbagliato. Se ne va in silenzio. Dentro di lui qualcosa sta cambiando. Anakin sta risorgendo. E Luke lo sente.
Mentre impero e alleanza si preparano alla battaglia decisiva nei pressi di Endor, Luke e Vader si sentono di nuovo a distanza e ancora una volta Vader ha un gesto inaspettato, lascia passare il figlio. Anche se poi parla della sua presenza con l’imperatore.
Il giovane Skywalker rivela tutta la verità a Leia, la quale è felice di averlo come fratello, molto meno di avere Vader come padre e quando il ragazzo le spiega le sue intenzioni, non sembra molto convinta, anche se si offre di andare con lui, più che altro per non lasciarlo solo.
Tuttavia il ragazzo lo è. Completamente. Nessuno ci crede, forse Obi-Wan nel mondo al di là della Forza  e sua madre ma non sono lì con lui.
Luke è solo.
Luke va dunque da suo padre, fingendo di arrendersi e da lì inizia la sua opera manipolatoria per fargli ammettere la verità: c’è ancora del buono in lui.

Luke lo chiama padre però gli dice chiaramente: “Ho accettato che tu un tempo fosti Anakin Skywalker, mio padre.” che è una rasoiata mica da poco.
Prosegue poi con la dolcezza, ribaltando l’invito di un anno prima: “Padre vieni con me.”
Ma sappiamo che Anakin è una testa di legno (“Figlio per me è troppo tardi!”) e quindi servono batoste più dure, che arrivano puntuali:
“Allora mio padre è veramente morto!”
Sarà una lunga giornata per padre e figlio e per l’imperatore, il cui destino era comunque quello di finire nel reattore della Morte Nera.
Su questo non vi sono dubbi.
Dopo ripetuti duelli, scambi di battute anche al vetriolo, in cui Vader pensa bene di usare Leia per spingere il figlio a cadere, facendolo arrabbiare come una bestia (sempre per la storia che è un eroe calmo, tranquillo, ecc), arriviamo al momento decisivo.
Luke ha sconfitto il padre, che non ha combattuto. Basta guardare la scena

  Anakin non combatte perché non vuole che il figlio muoia ucciso dal vecchiaccio, ecco che il giovane è lì lì per staccare la testa al Vader, il tutto dopo aver ricambiato il favore, ovvero averlo mutilato.
Luke punta la spada alla gola dell’uomo. Lo guarda, i suoi occhi cadono sulla propria mano poi sull’arto appena mutilato.
Sta diventando come lui.
Non è quello che vuole.
Il ragazzo, diventato uomo, si rialza, getta la spada e dice:
“Avete fallito altezza. Non mi convertirò mai. Sono uno jedi come mio padre prima di me.”
Luke sa di rischiare tantissimo perché in quel momento l’imperatore scatena contro di lui la sua ira, tramite i fulmini, a cui il giovane non può opporsi e allora si volta verso Vader:
“Padre ti prego.”
E lì, dopo mille dubbi e tentennamenti, Anakin risorge e salva suo figlio, distruggendo il male che c’era in sé e incarnato nell’imperatore.
Sconvolto e spaesato Luke trascina via dalla balaustra ciò che resta di Vader, ora è lui ad implorarlo:
“Luke, aiutami a togliere la maschera.”
“Ma morirai”
“Niente può impedirlo ormai. Per una volta lascia che ti guardi con i miei veri occhi.”
Luke accetta di farlo per amore del padre e, sorpresa, si trova di fronte il volto di un vecchio benevolo e dolce.
Come lui eravamo tutti sconvolti.
Dietro la maschera di Vader vi era quell’uomo e l’unico che ha saputo vedere oltre è stato Luke, con cui scambia poche strazianti parole entrate nella storia del cinema:
“Ora va figlio mio lasciami.”
“Devo salvarti.”
“Lo hai già fatto. Avevi ragione nei miei riguardi. Dì a tua sorella che avevi ragione”
“Padre non ti voglio lasciare…”

Dopo averlo salvato Luke è costretto ad assistere alla morte del padre, senza poter fare niente e, avendo intuito la sua muta richiesta, brucia quella che è stata la sua orribile prigione per venti anni e lo libera definitivamente.
Il giovane Skywalker vedrà poi lo spirito di suo padre riunificarsi ai suoi vecchi maestri e amici Obi-Wan e Yoda.
E’ forse il momento più sereno per Luke che, abbracciando la sorella, ha finalmente un po’ di pace, unendosi ai festeggiamenti dell’Alleanza vittoriosa contro l’impero.
E’ l’inizio di una nuova era per tutti. Il peggio sembra essere passato ma purtroppo non tutto andrà come pensa perché troppe cose, rimaste in sospeso, finiranno per complicare di nuovo la sua vita.
Luke ha saputo attraversare l’inferno e uscirne vittorioso con la sorella però altre battaglie lo attendono.
Ve ne parleremo nella seconda parte dedicata al percorso di Luke nella terza trilogia.
Fine prima parte
Articolo redatto da Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli

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