INNOVAZIONE PER IL TURISMO

Il PID -Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Como-Lecco

ha organizzato 3 Tavole Rotonde online

con il coordinamento tecnico/scientifico di Politecnico di Milano-Polo territoriale di Lecco,

ComoNExT Innovation Hub e CNR-Sede di Lecco,

in collaborazione con la “Rete Territoriale a supporto della trasformazione digitale”.

Lo scorso 26 novembre il primo appuntamento, dal titolo “Turismo: i driver per l’innovazione” e cioè idee e strumenti al servizio di un turismo sempre più al passo coi tempi.

Ad aprire i lavori Giuseppe Rasella della Giunta della Camera di Commercio Como-Lecco con un’analisi di questo momento così difficile per il turismo (l’ 8,6 per cento delle imprese del territorio, oltre settemila) dopo dieci anni di trend positivo;

la ripresa è prevista nel 2023-24 ma già per il 2021 si punta ai mercati di prossimità, includendo anche Germania e Svizzera;

la crisi è stata un acceleratore di processi già in corso ed ora occorre mettere al centro l’ospite e i suoi bisogni:

c’è sempre più attenzione alla sostenibilità, alla sicurezza e pulizia; in un mercato sempre più competitivo occorre specializzarsi (lanciando ad es. alberghi per famiglie, o per certe fasce d’età ecc.), adeguarsi alla tecnologia, puntare anche su smartworking, cultura, aggregazione.

Il prof. Mario Covarrubias del Politecnico di Milano ha quindi illustrato alcune App realizzate su opere o monumenti:

ad es. l’applicazione che svela a poco a poco dettagli e personaggi dei dipinti di Tintoretto,

o il lavoro sull’abbazia di San Pietro al Monte di Civate, scansionata internamente ed esternamente con un drone per creare dalla fotogrammetria un modello in 3 dimensioni.

Questo permette di vedere il luogo a chi per problemi fisici o altro non può accedervi, mentre un percorso particolare in 9 tappe su smartphone è dedicato a chi sta salendo e vuole approfondire.

Un lavoro che si può sviluppare anche in realtà virtuale e addirittura con sensazioni olfattive!

Luca Studer del Laboratorio Mobilità e Trasporti del Politecnico di Milano ha illustrato i dieci punti da perseguire verso una mobilità sostenibile per il turismo: cooperazione tra gestori dei trasporti e realtà turistiche per creare progetti; cercare un nuovo tipo di turismo che sia sostenibile anche dal punto di vista dei trasporti;

rivedere le attività dei visitatori anche su una mobilità sostenibile (es. uso di mezzi pubblici, biciclette a noleggio ecc.); mettere assieme tutte le informazioni relative, su opuscoli o hub;

ampliare i servizi di trasporto nelle zone “rurali” poco servite; istruire il personale delle imprese turistiche a promuovere loro stessi la mobilità sostenibile;

creare sinergie tra i vari trasporti, ad es. con carte sconto e semplificazione dei pagamenti: meno stressante sarà la vacanza, più il visitatore potrà concentrarsi su quel che c’è da vedere e da fare; raccolta e utilizzo dei dati sulla mobilità anche da parte degli operatori turistici (quali sono i mezzi più usati, le criticità…);

includere nei piani strategici delle amministrazioni locali la pianificazione della mobilità sostenibile, non solo per i turisti ma per residenti, studenti, lavoratori; riconoscere gli sforzi di miglioramento con premi e promozioni, perché questo tipo di sensibilità diventa un valore aggiunto nella pubblicità turistica.

Il prof. Marco Sacco del CNR Polo di Lecco ha parlato poi di “tecnologie abilitanti” per lo sviluppo di “servizi a valore aggiunto per il turismo”.

Un esempio: nell’ambito del Programma Interreg dedicato alle Alpi si è studiato un “sistema di supporto alle decisioni” relativo al Turismo della Salute, che raccoglie le informazioni sulle risorse naturali presenti su un certo territorio e il loro beneficio sulla salute, in base a studi scientifici;

ad es. è dimostrato che le passeggiate in montagna abbassino il livello di stress, che la vicinanza di una cascata aiuti chi è affetto da asma ecc.

Questo sistema informatico in pratica suggerisce poi come utilizzare queste risorse creando nuovi servizi, come si sta facendo in Austria, Germania, Svizzera.

Ci sono poi programmi informatici dedicati all’utente, che può ad esempio vedere in un ambiente tridimensionale la camera d’albergo che intende prenotare e i relativi servizi; e così via.

Infine Flavio Tagliabue della segreteria di Startup Turismo ha fatto un po’ storia dell’innovazione digitale avvenuta tra 1990-2000, con l’Italia rimasta a guardare per poi limitarsi a usare tecnologie altrui.

E facendo chiarezza sulle Startup che non sono semplicemente nuove attività avviate da giovani, ma attività di ricerca e sviluppo che creano innovazione.

Altri concetti esplorati al termine dell’incontro: la necessità di portare a conoscenza delle imprese le tecnologie utili che loro ancora non conoscono, e di migliorare la formazione tecnologica dei 27.000 addetti del turismo.

Questi dunque i concetti di base: il settore turistico deve essere in grado di evolversi e progettare per adeguarsi ai mutamenti del contesto sociale ed economico;

occorre individuare le linee-guida per le innovazioni del medio/lungo periodo e investirvi forze e risorse.

Le istituzioni, da un lato, devono rendere disponibili le infrastrutture necessarie al territorio; gli operatori del turismo a tutti i livelli, dall’altro, devono acquisire conoscenze e strumenti per trasferire tali innovazioni nelle proprie attività.

Per approfondire

Turismo della salute

 

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