Buon compleanno, Ayrton!

Ho molti ricordi di Ayrton Senna impressi nella memoria, ma tra tutti credo che quello più indelebile sia di un giorno di maggio, nel lontano 1992.
Il Gran Premio era quello del Principato di Monaco, una gara per stomaci forti, in cui il migliore era colui che riusciva a sfrecciare più veloce di tutti a pochi millimetri dai muretti. Mancava solo una manciata di chilometri alla fine, il gradino più alto del podio era conteso tra un Mansell deciso a non accontentarsi del secondo posto ed un Ayrton altrettanto determinato ad essere, ancora una volta, il dominatore incontrastato di quel circuito. Se chiudo gli occhi, rivedo quell’ultimo giro come se fosse trascorso appena un giorno.
Ricordo la trepidazione, il mio tifo quasi da stadio, le mie urla di incitamento come se Ayrton potesse veramente sentirmi. Nella mia fantasia da dodicenne tutto era possibile.mansell senna
Parenti e conoscenti cercavano di tenermi calma, mentre Mansell tentava disperati sorpassi e trovava Ayrton sempre pronto a chiudergli la porta. La loro ansia era comprensibile: ero una ragazzina costretta all’immobilità a letto a causa di un incidente, non potevo agitarmi in quel modo così scomposto, rischiando di mandare all’aria tutto il lavoro fatto dai medici.
Poi avvenne l’imprevisto. Nella mia mano sinistra sentii scivolare qualcosa di metallico, un piccolo dono di un cugino generoso.
Una miniatura della McLaren Honda di Ayrton.
Con la macchinina stretta nel pugno urlai tutta la mia gioia alla vittoria del brasiliano, infischiandomene allegramente del fatto che mi stessi comportando con estrema incoscienza.
Oggi, 21 marzo, è il compleanno di Ayrton.
Da quella fatidica domenica di maggio sono passati ventitré anni.

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E la macchinina è ancora con me.
Mi ha fatto compagnia nell’astuccio durante gli esami di terza media, è rimasta pigramente a riposo sulla mia scrivania accanto al dizionario di greco e agli appunti di filosofia. Ha sopportato traslochi, mi ha accompagnato all’estero in Erasmus ed ora è adagiata in bella mostra accanto ai registri di classe ed alle verifiche dei miei studenti.
Ayrton nel frattempo non c’è più, ma permane il suo ricordo, luminoso come la scia di una cometa caduta dal cielo però troppo presto.
Mito, Leggenda, il pilota migliore di sempre, oppure solo un arrogante che desiderava primeggiare su tutti a qualsiasi costo… molte sono le definizioni che nel tempo gli sono state date. Forse oggi faticherebbe a riconoscere questa moderna Formula1, più tecnologica, con un regolamento a volte discutibile che crea divieti assoluti sulla livrea dei caschi ma tentenna ad esprimersi su altre questioni.
Che cosa farebbe oggi, se fosse ancora vivo, proprio non lo so ed onestamente non desidero nemmeno immaginarlo.
Che cosa farò oggi io, primo giorno di primavera e giorno del suo compleanno?
Stringerò tra le mani quella macchinina dalle sfumature rosse lievemente sbiadite dal tempo, formulando un semplice pensiero.
Buon Compleanno, Mito.
Ovunque tu sia.

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