AstroSamantha è il nuovo mito di molte ragazze

In mezzo a tante brutte notizie e banalità che ogni giorno i telegiornali ci elargiscono, la settimana scorsa abbiamo avuto una novità davvero interessante sul versante giovanile.
Secondo un sondaggio Samantha Cristoforetti è il mito numero uno di molte ragazze tanto che sono pronte a seguire il suo esempio e a mettersi a studiare duramente per poter diventare come lei.
Ci è sembrato un buon segno, memori come siamo di sondaggi precedenti che mostravano risultati decisamente meno confortanti di ragazzine la cui massima aspirazione era quella della velina o essere le starlette dei reality show. Segno dei tempi che cambiano? AstroSamantha è rimbalzata agli onori della cronaca non per qualche flirt o cose del genere.

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No lei è diventata famosa perché è la prima donna italiana ad andare nello spazio e prima donna italiana a far parte degli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.
Nata a Milano nel 1977, Samantha fin da ragazzina dimostra di avere un cervello di prim’ordine, studiando a Bolzano e a Trento e poi laureandosi in ingegneria meccanica all’università tecnica di Monaco di Baviera in Germania.
Nel 2005 diventa ufficiale del ruolo navigante normale all’Accademia di Pozzuoli e prende una seconda laurea in Scienze Aeronautiche presso l’università Federico II di Napoli.
Si specializza negli Stati Uniti presso la Euro-Nato Joint Jet Pilot Training di Wichita Falls in Texas.
Nel maggio 2009 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) la seleziona come astronauta, risultando tra le prime sei di 8500 candidati. E’ la prima italiana e la terza europea in assoluto, dopo la britannica Helen Sharman e la francese Claudie Haigneré.
Samantha sta lavorando ad alcuni progetti davvero importanti sulla stazione orbitante, tra cui alcuni esperimenti di fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa 3D in assenza di peso in modo da sperimentare anche la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione stessa senza dover dipendere dagli invii da terra.

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Assai attiva sui social network, AstroSamantha si è dimostrata, in tutto e per tutto, una vera nerd, indossando svariate volte la divisa di Star Trek e omaggiando il grande Leonard Nimoy, il giorno della sua scomparsa.
Fresca, spontanea e intelligente, la nostra astronauta colpisce per queste sue doti, conquistandosi la simpatia di tante donne che vedono in lei un modello da imitare, lontano anni luce, finalmente dalle pessime starlette della tv.
Segno che una donna non ha bisogno di chissà quale avvenenza (anche se Samantha non è affatto brutta anzi) o di avere mille flirt con questo o quello, per diventare un vero mito.

Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia.

 

Nel novembre 2014 erano ben poche le persone che avevano sentito parlare di Samantha Cristoforetti, oggi il suo nome ed il suo volto sono noti praticamente a tutti e, grazie ai social network, anche le splendide foto che ci invia dallo spazio possono essere ammirate da chiunque.
Inizialmente fu un nomignolo, affibbiatole da qualche commentatore sul web, oggi invece AstroSamantha è diventato qualcosa di più che un soprannome: è l’esempio concreto che chi si impegna e lavora sodo per conquistare i propri sogni può farcela, senza aiutini di sorta, ma con tutta la propria forza di volontà.


Viviamo in una società in cui, nonostante le grandi battaglie per l’emancipazione femminile, la donna è ancora spesso vista come un oggetto, come qualcosa di colpevole a prescindere da qualsiasi cosa, come un qualcosa di incompleto che mai sarà alla pari dell’uomo. Nei primi giorni in cui AstroSamantha andò in orbita il web pullulava di commenti maschilisti su come fosse inconcepibile che una donna italiana fosse arrivata fino alle stelle senza aver usato colpi bassi, come se l’intelletto e la capacità di sognare in grande fossero al di fuori di ogni portata. Sicuramente al di fuori dalla portata di questi omuncoli, che con il tempo hanno imparato a zittirsi, probabilmente per non fare pessime figure in mondovisione.
Il sondaggio che ha eletto Samantha Cristoforetti a nuovo esempio da seguire forse è segno dei tempi che cambiano, di una nuova mentalità che si diffonde tra le giovani, chissà, io lo spero. Ma spero anche un’altra cosa.
Che quando Samantha tornerà a toccare la terra rimanga anche in quel momento un modello, perché laddove l’ondata emotiva ha il suo termine naturale comincia la strada più ardua ma anche più fruttuosa: quella dell’impegno concreto.

Chiara Liberti

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