Intervista a Lulu, autrice di Success Book

Questa settimana Over There intervista Maria Luisa Lafiandra, detta Lulu, autrice di Success Book, il manuale di chi vuole avere successo, edito da Amarganta.

La prima domanda classica è: raccontaci com’è nato questo libro, cosa ti ha spinto a scriverlo, se hai avuto difficoltà e altro ancora.

L’idea del libro è nata diverso tempo fa, per lavoro ho letto moltissimi libri di selfhelp o psicologia applicata, ma spesso trovavo un linguaggio poco semplice e mancavano esempi pratici che avrebbero aiutato i lettori. Ho iniziato a scriverlo quando abitavo ad Amsterdam, forse influenzata dalla cultura olandese cosi pratica e portata alla risoluzione delle problematiche.

La bellezza è che il libro è venuto da solo, pensato come un percorso per approfondire le motivazioni che ci proiettano verso il nostro successo, comprendendo gli strumenti che abbiamo a disposizione e quelli che potremmo sviluppare. Il mio scopo è stimolare il lettore, portarlo alla riflessione di come è attualmente la sua vita e di come potrebbe migliorarsi con piccoli e significativi accorgimenti.

Seconda domanda: Hai detto che bisogna imparare a dire di no? Ti riferisci a qualcosa in particolare? Sai che molti autori sono costretti a dire sì per continuare a lavorare?

Imparare a dire di no a coloro che ci rubano tempo, che pretendono disponibilità e attenzioni, che ci allontanano da ciò che è il nostro personale percorso. Molte persone sono vittime dell’incapacità di sottrarsi da compiti che non le riguardano e per abitudine o per il timore di perdere delle attenzioni da parte di persone più forti, restano inglobate in un limbo di disponibilità eccessiva. Ognuno di noi ha il suo percorso, va bene dedicarsi agli altri, ma la priorità della vita di ognuno di noi deve essere la personale realizzazione di ciò che siamo e di ciò che vogliamo diventare.

Terza domanda: la cosa più gratificante che ti è capitata grazie a questo libro e il momento peggiore, quello che magari ti ha fatto dire: “ma chi me l’ha fatto fare”?

Onestamente vivo Success Book come il primo di un percorso di libri che mi permetta di aiutare gli altri ad avere degli strumenti in più per evolvere e fare di più (e meglio). Non c’è mai stato (almeno finora) un momento in cui mi son detta “chi me lo ha fatto fare”, del resto, la mia fortuna personale è essere giunta a uno stadio in cui non esistono lamentele, mi concentro su ciò che è migliorabile, non su ciò che mi affossa umore e altro. La parte più gratificante è scoprire che molte persone desiderano realizzarsi e realizzare di più, quindi non sono la sola a porsi in un percorso di miglioramento ed evoluzione e confrontarmi con queste persone per avere nuovi e continui spunti.

Quarta domanda: in Success Book c’è scritto che i fanciulli hanno vite di successo. Secondo te che cosa succede? Come mai alcuni perdono la capacità di entusiasmarsi per le cose che vedono? Qual è il fattore scatenante per questo?

Credo che i bambini siano naturalmente portati all’evolversi, avendo il massimo rispetto per la loro personalità e le loro caratteristiche. I bambini sanno senza filtri cosa piace o non piace loro. Quello che spesso modifica questo status è il voler imporre ai bambini un’educazione senza rispettare la loro naturale attitudine. Spesso si manca di rispetto ai bambini senza accorgersene, non si chiede loro cosa vogliamo diventare, cosa vogliano realmente. Invece di incanalare le naturali attitudini e accettare il bambino per ciò che è, evolvendo con lui, spesso si impone la propria visione della vita, non considerandolo come un individuo con cui crescere insieme. L’entusiasmo è una delle prime vittime di questo schiacciamento di personalità, con conseguenze più o meno rilevanti. I bambini che diventano adulti forti e consapevoli si riappropriano di questo entusiasmo lavorando su se stessi, altri lo perdono per strada finendo in un baratro di insoddisfazioni, lamentele e critiche.

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Quinta domanda: abbiamo letto che hai fatto incursioni nella psicologia, nella scienza e nella spiritualità. Raccontaci cosa ti affascina di queste tre cose.

La psicologia è la mia materia e la mia professione, cosi come la comunicazione e la ricerca di verità. La scienza e la spiritualità ci arricchiscono in modo diverso di stimoli e di supporto imprescindibile. Se otteniamo successo economico, ma non siamo consapevoli di chi siamo e non abbiamo intrapreso un percorso interiore, saremo in confusione: il successo economico deve avere un parallelo successo personale per essere mantenuto e goduto fino in fondo.

Sesta domanda: abbiamo letto nel tuo bel blog che ami leggere la realtà in maniera differente. In cosa ti senti diversa dagli altri? E in cosa ti senti simile? Ritieni che la diversità sia un dono o una maledizione?

L’unicità ci è data dalla natura. Credo di esser completamente me stessa, ho certezza del mio personale percorso, dei miei traguardi, del mio lavoro e di tutte le risorse che metto in campo per realizzare i miei obiettivi di crescita. “La realtà in maniera differente” è data dalla capacità di andare oltre stereotipi ed etichette: credo sia una dote offerta dalla psicologia, dall’esperienza nella consulenza e nella capacità di agire in molti ambiti differenti, cosi da avere spunti per vedere le cose sotto diverse sfaccettature. La diversità è sempre e solo un dono, basta accettarsi e conoscersi meglio lavorando su ciò che riteniamo essere migliorabile di noi stessi.

Settimana domanda: in Success Book parli dello studio sullo stato del Buthan che nel 1972 introdusse “il tasso di felicità nazionale”. Uno studio, ripreso anche in Inghilterra, che rivela quanto ad una ricchezza materiale non sempre corrisponde una serenità e una felicità interiore. Cosa manca davvero a questa società per comprendere questo? Non chiediamo una ricetta segreta, semplicemente non possiamo non notare che il capitalismo estremo porti solo dei danni, in primis economici. Non a caso le migliori economie sono quelle che vivono del microcredito.

Personalmente non credo sia una questione di società, quanto di singoli individui e della loro capacità di fronteggiare una serie di stimoli. Ogni persona è nel proprio percorso, ma credo che spesso in troppi subiscano la vita che vivono senza avere il coraggio per affrontare diversamente e lavorare per una maggiore realizzazione. Essere consapevoli del proprio percorso e dei traguardi che si desidera raggiungere è basilare, ma spesso sottovalutato. Sono certa del fatto che si possa vivere benissimo godendo meglio delle risorse a disposizione, avendo consapevolizzato il tipo di vita che si desidera davvero.

Ottava domanda: parli molto spesso del fatto che insieme le cose si fanno meglio, “si può osare di più” citando una famosa canzone. Ci hai fatto venire in mente “Una storia vera” e il concetto di famiglia di Lynch, spiegato con una sublime metafora. C’è stato un momento in cui ti sei sentita davvero sola? A chi ti aggrappi di solito? Cosa intendi per famiglia?

Nel mio percorso di vita ho affrontato delle problematiche di salute che mi hanno permesso di capire meglio il senso di solitudine e di riappropriazione del proprio quotidiano. La famiglia credo sia una ricchezza incredibile, soprattutto quando c’è dialogo e viene incentivato lo sviluppo della personalità in modo sano e senza repressioni. Credo che ogni personalità nasca con lo scopo di svilupparsi e offrire la propria unicità al benessere proprio e della collettività, ma fin troppo ci siamo abituati a repressioni e chiusure mentali che hanno generato problemi. Personalmente non mi aggrappo, ho una famiglia che amo, ma non tendo a scaricare sugli altri, quanto piuttosto mi piace crescere con gli altri, soprattutto con la mia famiglia, con cui ho il piacere di condividere ben più di un profondo legame.

La famiglia è semplicemente il nucleo primario in cui nasciamo e cresciamo, colei che può influenzarci nel bene e nel male e offrirci anche spunti per creare un confronto, sia che si è in sintonia, sia che ci si ponga in contrasto con critiche positive e di ulteriore crescita. Credo che il vero peccato sia staccarsene, perché anche il conflitto ci aiuta a determinare il nostro carattere e le nostre scelte. Per me la famiglia è un valore inestimabile che amo e con cui ho un confronto continuo, mi piacerebbe se tutti potessero avere questa stessa fortuna, perché anche nel conflitto si cresce, basta conoscere le regole del rispetto e la chiarezza nel comunicare.

Nona domanda: Cosa pensi dei cosiddetti “bastian contrari” ossia delle persone che non sono mai d’accordo con niente e nessuno, che godono nel seminare polemica senza davvero proporre niente di costruttivo?

Onestamente li ignoro del tutto. Non credo sia utile nemmeno scenderci in discussione perché spesso hanno talmente tanto di irrisolto in termini personali, da non esser in grado di reggere una discussione rispettosa e intelligente. Mi auguro abbiano la fortuna di porsi in discussione il prima possibile e iniziare un percorso psicologico che permetta loro di vivere meglio.

Decima domanda: troviamo interessante il concetto del ‘kit anti cattivi pensieri’. Ti sei ispirata per caso a “Tutti insieme appassionatamente” e alla canzone “Le piccole cose che piacciono a me”? In fondo il principio fondamentale è lo stesso: pensare a ciò che amiamo, non importa per quanto si tratti di piccolezze, per trarne conforto nei momenti bui della nostra vita. E’ qualcosa che applichi anche alla tua vita? Hai il personale elenco di piccole cose che piacciono a te?

Ahahhah delizioso quel film, ma no. L’ispirazione è molto pratica: abbiamo gli strumenti per indirizzare la nostra mente verso la positività che ci permette di crescere e non affossarci. A tutti capitano momenti “down”, personalmente ho capito che basta rallentare i ritmi e prenderci del tempo più rallentato, ricorrendo alla lista di cose che semplicemente ci fanno sentire meglio. È fisiologico avere momenti down, è intelligente esser preparati a viverli senza subirli. Io lo applico sempre, devo ammettere che non ho molti momenti bui, ho una forma di serenità raggiunta, forse anche per la pratica psicologica, non saprei… personalmente lo applico quando sono fisicamente stanca, amo lavorare e occuparmi di molte cose e lavorando adeguate tempistiche si ottengono tutti i risultati ambiti senza eccedere con lo stress. Oggi il mio personale elenco lo condivido con chi amo, con la scelta di difendere alcuni spazi che sono solo nostri, come ad esempio tutelare la domenica, oppure evitare di rispondere al telefono per lavoro oltre un certo orario o in giorni di festa. Tutelare degli spazi personali e familiari permette una qualità di vita incredibile. Personalmente amo dedicarmi al giardino, leggere e approfondire la storia, come amo le sfide lavorative con me stessa e raggiungere i risultati che mi prefiggo, ma tutto con la serenità di ascoltare mente e corpo e godere del viaggio che questa vita ci permette.

Ti lasciamo con un’ultima cosa, non proprio una domanda: se vuoi dire qualcosa per invogliare la gente a leggere Success Book o un messaggio che non sei riuscita a trasmettere perché è arrivato dopo che lo hai mandato per la pubblicazione questo è lo spazio giusto.

Il bello è che sono già a lavoro sul secondo libro, per cui sto già scendendo più in profondità per offrire altri spunti di riflessione e di vita pratica per migliorarsi e vivere con più consapevolezza i giorni che abbiamo a disposizione. Mi piace molto il feedback che sto ricevendo da chi lo ha letto, soprattutto per gli spunti di vita pratica che ha stimolato in molti di loro, il messaggio che vorrei inviare è che tutti abbiamo il diritto di vivere al meglio e realizzarci come individui agendo su ciò che riteniamo sia il nostro ambito di azione, ma per farlo dobbiamo aver risolto i contrasti interiori, dobbiamo aver sviluppato un buon rapporto col mondo esterno e dobbiamo esser padroni del nostro quotidiano… senza tutto questo, non stiamo realizzando il nostro percorso, quanto vivendo forse alla giornata… il bello, è che si può vivere benissimo alla giornata, soprattutto quando si ha chiaro ciò che si desidera realizzare e dopo esserci resi consapevoli di chi siamo e in che modo possiamo davvero agire per sviluppare i nostri talenti e la nostra personalità.

Vi lasciamo con il video promozione

Intervista redatta da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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Silvia Azzaroli

Sono una Scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre;

Il mio motto è:
"Siamo universi dentro altri universi." (Ho Sognato Babilonia)

Adoro camminare e andare in bici;

Ecologista, Attivista culturale e contro le Malattie Rare, Femminista;

Star Wars/Trek Geek, Proud Hamster, Fringie, Whoovian, MCU Fan, Sci-Fi Geek;>

Amo la Fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i Noir, i Romanzi storici, i Saggi e il Fantasy;

I Mici, la Musica, l'Arte (Monet, Artemisia Gentileschi, Raffaello, Caravaggio, Renoir, Hopper, Tiziano), il Tennis (King Roger Federer), la Pallavolo(indimenticabile la nazionale maschile di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc, ora adoro Paola Egonu, Alessia Orro e co), il Pattinaggio, Curling e molto altro;

Amo il Cinema la cosiddetta settima arte.

L'elenco dei film preferiti sarebbe infinito posso solo dire che amo tanto il cinema indipendente che i kolossal, basta che mi lascino qualcosa di positivo dentro l'anima e il cervello;

Le Serie tv. Anche qui l'elenco sarebbe infinito.
Metto solo le prime che mi vengono in mente:
Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who,
The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders,
E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica,
Fleabag, New Amsterdam, Call the Midwife, Wanda Vision,
Star Trek, Hanna, The Falcon and The Winter Soldier
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La Letteratura (senza libri non vivo!):

Jane Austen, Banana Yoshimoto, Ray Bradbury, Isaac Asimov,
Robert Heinlein, Arthur Clarke, Agatha Christie, Paolo Rumiz,
Charles Baudelaire, Nilanjana Roy, Giuseppe Ungaretti, Sarah Moss,
Laura Intino, Alessandro Manzoni, Francesco Petrarca, Marcela Serrano,
J.R.R. Tolkien, Mariana Enriquez, Robert Silverberg, Daniel Pennac,
Leigh Brackett, Haruki Murakami, Leigh Brackett, Etty Hillesum,
Virginia Woolf, Oliver Sacks, Priyamvada Natarajan.

Sono affascinata dalla Scienza anche perché volevo diventare medico .
Adoro figure storiche femminili che si sono contraddistinte in questo campo,
in particolare Sabina Spierlein (madre della psichiatria moderna),
Margherita Hack grande astrofisica italiana),
Samantha Cristoforetti (Geniale astronauta italiana).

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