Maria Antonietta “sfila” alla Reggia di Monza

Conferenza e sfilata al Teatrino di Corte sulla moda all’epoca di Maria Antonietta

MONZA.- Gran pienone e coda in attesa fuori dal Teatrino della Villa Reale di Monza sabato 29 ottobre per l’evento di chiusura della rassegna “Asburgo e dintorni. La Casa imperiale d’Austria in Lombardia tra storia e curiosità” che ha coperto l’intero mese di ottobre (e sarà replicato con approfondimenti il prossimo anno). Quattro gli appuntamenti, dedicati ad “Amori e dissapori” nella casa di campagna dell’Arciduca Ferdinando, ai Giardini Arciducali e a quel che ne resta attualmente, e ad attività di animazione per bambini e famiglie, fino alla chiacchierata di sabato con défilé regale: “Sete, perle e belletti ai tempi di Maria Antonietta” ripercorreva infatti l’evoluzione della moda e del trucco dal 1750 al 1790 circa, con vestizione di una dama e sfilata di abiti d’epoca fedelmente ricostruiti.

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Ad affiancare il Centro di Documentazione Residenze Reali Lombarde e il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, c’erano l’Associazione Italiana Maria Antonietta e l’Atelier Storico Il Paradiso delle Dame. A cura di Jessica Dallai Cardillo nonché storiche dell’epoca, è stata inizialmente ripercorsa in breve la parabola umana della vita di Maria Antonietta, figlia minore dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e regina di Francia: quindi gli abiti di varie fogge sono stati accostati sia ai rivolgimenti storici sia agli eventi privati di Maria Antonietta.

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Ad esempio i primi infelici anni di matrimonio (non ancora consumato) furono il periodo degli eccessi, degli abiti sontuosi, delle acconciature esagerate (stigmatizzati dalla madre Maria teresa come indegni di una regina), mentre la felicità del diventare finalmente madre coincise con abbigliamento più semplice, domestico, quasi da signora borghese tranquilla e appagata. Le sue chemises à la reine (abiti in leggera mussola) e la rinuncia al pesante trucco di corte crearono scandalo forse più delle sete e dei broccati, Maria Antonietta fu comunque e sempre un’icona di stile per tutta Europa e per una corte dove fino ad allora a dettar legge nella moda non erano le regine bensì le favorite.

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A fine conferenza le modelle (compresa la deliziosa bimba che interpretava Madame Royale, cioè Marie Thérèse la primogenita di Maria Antonietta) in abiti ancora barocchi, robes à la française, robes à l’anglaise e così via hanno sfilato presso la fontana e la facciata, prestandosi agli scatti dei presenti.

Per chi vuole approfondire

A Versailles le favorite dettano la moda in Europa già nel ‘600. Nel 1770 vanno di moda gli abiti con enormi panier, la cui ampiezza contrassegna il rango, i visi resi bianchi da una pomata che arrecava gravi danni alla salute, i pomelli rossi che attirarono a Maria Antonietta gli scherni del fratello Giuseppe (pare le abbia suggerito “Fateli più larghi quei cerchi…” e lei si offese moltissimo), la poudre cioè cipria sui capelli che serviva anche a nascondere i segni del tempo…

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La vestizione della dama di rango corrispondeva a un preciso rituale con passaggio dei capi da una dama di compagnia all’altra che poi li infilava. L’abito prevedeva tutta una serie sottovesti, camiciola, corsetto, panier, sottogonna che copriva il panier… L’abito vero e proprio à la française prevedeva jupe, manteau e pièce à poitrine (spesso i pezzi venivano cuciti addosso al momento) cioè gonna, abito lungo aperto davanti, e una sorta di pettorina decorata e ricamata riccamente.

Abiti che difficilmente si potevano lavare per la dovizia di decorazioni, e i proprietari stessi si lavavano poco: solo le donne pubbliche facevano il bagno tutti i giorni per via del loro mestieri, e pare che il termine ‘bordello’ derivi proprio dalla locuzione “au bord de l’eau” perché venivano situati presso corsi d’acqua.

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Quando la donna diventa più attiva abbiamo abiti più leggeri e tacchi più bassi. La semplicità delle chemises à la reine di Maria Antonietta (che però come scopriamo dai ritratti aveva portato anche la Du Barry, che pure aveva già rinunciato al belletto, eliminato stabilmente solo con le leggi suntuarie del 1789) favorirà la produzione inglese di mussola e tessuti stampati, lavabili e igienici secondo i dettami dell’Encyclopédie… Altro scandalo della sfortunata regina fu il bagno quotidiano (che era appunto appannaggio delle sole prostitute), anche se lo faceva indossando una camicia di flanella abbottonata fino al collo in quanto era anche un momento in cui riceveva visite.

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