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Supernatural 11×08: Just my imagination

Impossibile per me dare un voto a questa Supernatural 11×08: Just my imagination, troppo difficile essere oggettivo, nella precedente recensione avevo scritto che non sopporto più gli episodi standalone, ancora più vero dovrebbe essere un episodio dopo, d’altro canto l’episodio è stato talmente buono che come fai a dare un giudizio negativo? Alla fine mi è piaciuto, c’è stato tanto divertimento nella parta iniziale, scenette esilaranti e come al solito in queste eccelle Jensen Ackles (non che non eccella nelle scene drammatiche) , c’è stato tanto sentimento, ci sono stati dopo tanto tempo che non avveniva nuovi flashback sull’infanzia di Sam,in più hanno collegato gli amici immaginari dei bambini a un mito e li hanno resi reali.
Cosa è successo nell’episodio.
La trama è semplicissima, esistono delle creature soprannaturali del folklore romeno che si chiamano Zanna che sono totalmente benevole, aiutano i bambini in difficoltà, qualcuno inizia ad ucciderle. Uno di essi era Sully l’amico immaginario (o meglio presunto tale) dell’infanzia di Sam, così si presenta  a lui nel rifugio e chiede aiuto, prima di arrivare al dunque purtroppo ci saranno due Zanna uccisi (un uomo unicorno e una sirena) e uno ferito. L’assassina è una ragazza umana che cerca vendetta, perché Sully dopo che si era  separato da Sam, rimasto deluso da come il ragazzo l’aveva scacciato, commise un errore non riuscì a proteggere una di due sorelle gemelle che erano il suo nuovo incarico, la bambina venne investita, peggio ancora dopo la disgrazia fuggì lasciando la gemella sopravvissuta quando aveva più bisogno di lui. Nella toccante scena finale si offre di farsi trafiggere dalla ragazza, che pur essendo adulta vede lui e gli altri Zanna grazie ad un incantesimo vendutole da una strega, la ragazza non porta a termine la vendetta,
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Recensione.
Per quanto la scena finale sia abbastanza commovente naturalmente il caso della settimana non è il punto dell’episodio. Il punto dell’episodio è nel rapporto tra Sully e Sam: in come Sully l’abbia aiutato, in come però quando Sam decise di chiudere col suo amico immaginario e non fuggire dalla vita da cacciatore in fondo avesse avuto ragione Sam, perché ha salvato il mondo.  Sully aiuta ancora Sam, per quanto pittoresche e carine queste Zanna sono creature del mondo soprannaturale come i demoni e tutte le altre non benevole che i Winchester combattono, dunque Sully sa dell’oscurità e Sam si confida, parla anche della visione della gabbia. Il parallelismo tra Sam e Sully è che Sully dice che Sam è un eroe perché ha salvato il mondo, Sam dice che Sully è l’eroe della sua infanzia per come lo ha aiutato, eppure Sully una volta è fuggito, dopo la morte della bambina abbandonandone un’altra, ma stavolta non fugge anzi offre di farsi trafiggere se farà star meglio la ragazza,  è la risposta al dubbio di Sam che dice che se davvero Dio gli sta chiedendo di tornare nella gabbia e contattare Lucifero non sa se avrà il coraggio di farlo,  per dirla con le parole di Sully “a volte anche gli eroi hanno paura, ma allora vuol dire che è qualcosa di davvero importante e se non lo faranno loro nessuno avrà le palle di farlo” dunque Sam non può fuggire.
dean-guarda-sullyOk in fondo siamo solo all’ottavo episodio, la stagione avrà la bellezza di 23 episodi, tutto sommato se dal prossimo si metteranno a fare sul serio in termini di trama orizzontale un episodio in cui l’unico contributo alla suddetta trama orizzontale sia la ritrovata determinazione di Sam a seguire fino in fondo la visione, ci può stare.
Io comunque continuo a pensare che sia probabile Dio stia dicendo a Sam di imprigionare l’Oscurità nella gabbia piuttosto che di fare squadra con lucifero.
Mi rimane da sottolineare la già accennata bravura di Jensen Ackles (cioè Dean, non sentitevi insultati per il fatto che l’abbia scritto, ogni tanto bisogna farlo) nella parte comica, le facce che fa sono impagabili, non è quello che dice, ma la faccia che fa, purtroppo non posso descriverlo a parole, ma si suppone che leggerete dopo aver visto l’episodio. Ne citerò una sola, la scena in cui prima vede Sam parlare da solo e poi Sully si manifesta pure a lui, prima la faccia che fa, poi il fatto che per come è vestito chiami Sully “Mork da Ork” e infine, dopo aver appreso chi sia, il suo “vado a prendere la mia pistola”, a quel punto sono morto e già avevo deciso di perdonare un altro episodio standalone che lascia in panchina Amara e la trama che la riguarda. Avevo scritto che era difficile dare un voto, ma non è vero, fermo restando che voglio Amara, voglio epicità e tutto il resto, onestamente non si può non promuovere pienamente questo episodio.

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