“C’è spazio per tutti” – Rat-Man incontra AstroPaolo

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FLETTO I MUSCOLI E SONO NELLO SPAZIO

Questo giovedì il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano ha ospitato una conferenza stampa incredibile, a cui, purtroppo, hanno partecipato meno colleghi del previsto ma, e questa per me è una gioia immensa, tante ragazze e tanti ragazzi entusiasti.

La Conferenza stampa verteva sulla presentazione del fumetto “C’è Spazio per Tutti”, edito dalla Panic Comics, di, udite udite, Leo Ortolani, il creatore di Rat-Man, il più improbabile dei super-eroi e Astro Paolo Nespoli, l’astronauta dell’Esa, Ente Spaziale Europeo.

 

Il fumetto, creato mentre Nespoli era in orbita la scorsa estate, racconta di come Rat-Man si sia unito all’Iss (International Space Station),  insieme a Nespoli provocando non pochi guai, infastidendo praticamente tutti ma aiutando i nostri in problemi inaspettati e imprevedibili, anche se molto fantasiosi.

Il fumettista italiano ha fatto presente che vi sono diversi omaggi a Spazio 1999 e a Star Wars, di cui si sa è grande fan fin da quando era piccolo. Nelle immagini di presentazione dell’evento vi era un chiaro omaggio a Rogue One – A Star Wars Story.

L’idea del fumetto, usando le parole di Ortolani: “E’ che ci deve essere spazio per tutti. Se ci riesce Rat-Man, che è un inetto, ad andare nello spazio, ci possiamo riuscire tutti. Il titolo viene da quello.”

Nespoli difatti dichiara: “A me dispiace molto che finora nello spazio ci vadano solo ingegneri. Devono andarci scrittori, filosofi, insegnanti, fumettisti. Tutti.”

E’ un messaggio molto importante questo. L’umanità si deve espandere, andare oltre e non lasciare indietro nessuno. Anche i meno abili.

“Viviamo in un pianeta bellissimo ma siamo in troppi. Dobbiamo esplorare lo spazio” ha detto il direttore del Museo.

Astro Paolo ha insistito molto su questo punto guardando le ragazze e i ragazzi tutti in adorazione per lui:

“Vi dò un appuntamento ragazzi. Tra vent’anni ci ritroveremo qui. Io con il bastone e voi sarete andati su Marte. So che sarà così! Forse sarà uno delle mia generazione ad andarci per primo ma voi ci andrete e ci vivrete!”

Anche il direttore del museo aveva chiamato gli adolescenti presenti: “Generazione Marte!”

E che non sono parole di alcuni sognatori e basta, lo dimostrano i tanti esperimenti fatti proprio per rendere adattabile Marte alle nostre esigenze.

Sulla stazione spaziale si fanno culture idroponiche, si fanno esperimenti, dei quali nemmeno Nespoli sa tutto, ma su cui dice: “Io sono felice di aver dato un pezzo dei miei muscoli per questi esperimenti. Sono io che mi sono reso adattabile alla missione, non il contrario. Ci sono tantissime persone sulla Terra che svolgono questi esperimenti, non sono solo io. Non sono il super eroe.”

A proposito dei viaggi interstellari Leo non ha potuto fare a meno di fare un accenno alla mitica Tesla di Elon Musk:

“Ora c’è quella macchina che va nello spazio e mi sa che prenderà una multa” suscitando l’ilarità generale.

E’ stato chiesto a Ortolani e Nespoli quanto c’è di vero e quanto di fantascienza.

Leo, molto emozionato, ha raccontato:

“Ho cercato di disegnare più cose veritiere e scientifiche possibili. Mi sono studiato l’Iss.”

Nespoli, indicando la copertina con svariati mezzi, compresa l’Iss, ha aggiunto:

“Tutte queste cose che vedete sono vere. L’unica cosa finta, se vogliamo, è Rat-Man. Leo si arrabbiava se spostavamo il tavolo.”

“Mi dispiace che non sono riuscito a mettere tutte le cose che hanno fatto. Paradossalmente è già vecchio per alcune cose.” ha chiosato Ortolani.

L’intervistatore ha domandato, facendo riferimento alla parte fantastica del fumetto: “Quanto conta per voi l’imprevisto?”

“Io vivo di questo grazie a Rat-Man.” ha risposto Leo

“Se si mandano sulla stazione esseri umani e non robot è perché i primi, anche se si lamentano, anche se devono mangiare, consumano risorse, ecc sono capaci di rispondere bene all’imprevisto. Siamo una razza strana. Credo che Leo sia nello spazio più di me.” ha invece replicato Nespoli.

Il potere dell’immaginazione, il non essere totalmente razionali, il saper andare oltre ci fa capire, ancora una volta, di come gli scienziati siano sognatori quanto noi.

Ovviamente non poteva mancare la domanda sui terrapiatisti.

“E’ una cosa pazzesca se ci pensiamo” dice Ortolani “Abbiamo il mondo a portata di mano, tramite un cellulare e lo si usa per dire che la Terra è piatta. L’altro giorno lo dicevo a mia figlia che mi chiedeva qual è la capitale del Portogallo: io te lo dico eh ma ricordati che in quel cellulare hai il mondo. Avete tutta la conoscenza del mondo tra le mani.”

“Anche questo, se vogliamo, fa parte del nostro essere strani. Invece di usare internet per essere più colti si parla di come la Terra è piatta.” aggiunge Nespoli.

“Oppure del figlio della Ferragni…”

“E chi è?” domanda Astro Paolo sinceramente stupito.

Tra le cose più divertenti raccontate dall’astronauta dell’Esa, mentre scorreva il filmato della sua permanenza sull’Iss, erano i racconti del loro capitano e non solo:

“Un marine tutto d’un pezzo che era fissato con il venerdì hawaiano. E ogni tanto se ne usciva con questo venerdì hawaiano, imponendo a tutti di mettere la magliette hawaiane che si era portato dietro ma anche alle varie stazioni sulla Terra. C’era poi il venerdì in cui vedevamo il film, grazie a dei divani creati da noi, dove ci legavamo tramite degli elastici. Erano comodissimi. Il venerdì sera andavamo nella parte russa, la più vecchia, a cenare da loro e il sabato venivano da noi. Ci hanno portato anche la pizza, che anche se era fatta con ingredienti americani era veramente buona. Abbiamo visto tantissime aurore boreali. Non ne ho mai viste così tante. Abbiamo fotografato l’Italia in tutti le salse tanto che ad un certo punto gli altri ci dicevano: Basta con questa Italia!”

E a proposito di lamentele è bene ricordare una cosa:

“Ci sono tantissimi scienziati italiani legati all’Iss, così tanti che gli altri paesi si lamentano.” ha detto Nespoli e il direttore del museo ha aggiunto:  “C’è un impegno finanziario enorme sia dal privato (industrie farmaceutiche in primis che studiano la microgravità e l’esplorazione) che dal pubblico. Noi siamo pronti!”

Alla faccia di chi sputa sempre sul nostro paese, di chi ci vede sempre dalla parte sbagliata della storia, noi siamo in prima fila per portare l’umanità oltre.

Una delle parti più gustose delle anticipazioni di Ortolani sul fumetto, in edicola da martedì scorso con il Corriere, è questa:

“Qui abbiamo 16 albe quindi faccio 16 colazioni. E’ stata dura mi sono allenato al ristorante all’Imbuto!”

Quando un ragazzo ha chiesto se in “C’è spazio per tutti” vi fossero riferimenti all’addestramento e alle paure degli astronauti, il fumettista ha risposto:

“Rat-Man è troppo concentrato su di sé per pensare a queste cose.”

Nespoli lo ha guardato sorpreso:

“Non pensa a queste cose lui?”

“No ma io sì. Mi sono talmente immedesimato nella scena in cui voi partite, tutti appiattiti, da sentirmi quasi male. E questo mi fa pensare alla prima volta che ho volato. Lo feci per la mia ragazza, che poi è diventata mia moglie. Andammo da Bologna a Monaco. E già lì stavo male. Poi quando arrivai a Boston ero verde e pensai: ma sì schiantati. Ma dopo… dopo ho pensato che fosse fantastico che in 7 ore sei dall’altra parte del mondo. Le cose nuove, inaspettate, possono farci paura ma poi ci permettono di esplorare.”

Un’altra ragazza ha chiesto all’astronauta:

“Ti manca mai la Terra quando sei lì oppure quando sei qui ti manca lo spazio?”

“Sì mi mancano. E’ una delle cose di noi umani sapete? Vedere sempre quello che non possiamo avere. Allora ho imparato a concentrarmi su ciò che ho quando sono lì, le cose da super-eroe che posso fare. Ad esempio ho scoperto che è bellissimo lasciare i messaggi in segreteria e dire: ehi ti ho chiamato dallo spazio ma non ci sei!”

E’ una lezione che dovremmo imparare tutti, sto cercando di farla mia, non sapete quanto. Concentrarsi su ciò che si può avere e si può godere.

AstroPaolo, sull’Iss, con la maglietta del Museo della Scienza di Milano, dove ora viene conservata come una reliquia!

Al termine della conferenza AstroPaolo ha riportato al Museo la maglia che gli avevano regalato e che lui ha usato sulla stazione internazionale:

“Ora mi aspetto che la mettiate lì come una reliquia insieme alla Rover!”

Da questa conferenza sono emerse molte cose importanti, tra le quali la collaborazione, che deve esserci tra gli astronauti quando si lavora insieme, una collaborazione inedita e creativa tra Nespoli e Ortolani, segno tangibile che non è affatto vero che scienza e letteratura siano agli antipodi, anzi.

Si è ricordato come la missione Vita, a cui ha partecipato il nostro astronauta, sia nata dalla collaborazione tra l’Esa e la Nasa.

Di come troppo spesso, ci sia il luogo comune, che le donne non amino la scienza e si è voluto esortare le ragazze a farsi vedere, indicando tra i presenti Amalia Ercoli-Finzi, a lungo applaudita da tutti, è un’accademica, scienziata, ingegnere aerospaziale italiana. Una delle massime esperte internazionali in ingegneria aerospaziale, consulente scientifico della NASA, dell’ASI e dell’ESA, creatrice nientemeno della famosa missione Rosetta, la sonda spaziale che va a caccia di notizie nello spazio.

Insomma nerdette diamoci da fare, prendiamo esempio da AstroPaolo, Astro Samanta, da Amalia, da Ortolani, che, per dirla alla Nespoli,  è sicuramente nello spazio più di tutti noi.

Del resto il direttore del Museo ha ricordato come studiando con più immaginazione e più volontà si continua una storia bellissima come il fumetto, la scienza e molto altro.

E che se un tempo la nuova frontiera il Far West, ora è lo spazio, come direbbe il buon capitano Kirk di Star Trek: “Spazio, ultima frontiera…”

E allora ragazze e ragazzi:

“Don’t be afraid to cross the line” e “If you can imagine it, then it’s possible” per citare la mia amata Fringe.

 

Foto e video in parte di proprietà del museo e in parte mie. Si ringrazia il museo per la disponibilità.

Ricordiamo che “C’è Spazio per tutti” è uscito in settimana, in due parti, con la Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera ma è ancora ordinabile in tutte le edicole, oltre che in rete, come potete vedere in cima!

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Silvia Azzaroli

Sono una Scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre;

Il mio motto è:
"Siamo universi dentro altri universi." (Ho Sognato Babilonia)

Adoro camminare e andare in bici;

Ecologista, Attivista culturale e contro le Malattie Rare, Femminista;

Star Wars/Trek Geek, Proud Hamster, Fringie, Whoovian, MCU Fan, Sci-Fi Geek;

Amo la Fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i Noir, i Romanzi storici, i Saggi e il Fantasy;

I Mici, la Musica, l'Arte (Monet, Artemisia Gentileschi, Raffaello, Caravaggio, Renoir, Hopper, Tiziano), il Tennis (King Roger Federer), la Pallavolo(indimenticabile la nazionale maschile di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc, ora adoro Paola Egonu, Alessia Orro e co), il Pattinaggio, Curling e molto altro;

Amo il Cinema la cosiddetta settima arte.

L'elenco dei film preferiti sarebbe infinito posso solo dire che amo tanto il cinema indipendente che i kolossal, basta che mi lascino qualcosa di positivo dentro l'anima e il cervello;

Le Serie tv. Anche qui l'elenco sarebbe infinito.
Metto solo le prime che mi vengono in mente:
Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who,
The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders,
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Fleabag, New Amsterdam, Call the Midwife, Wanda Vision,
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;

La Letteratura (senza libri non vivo!):

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Virginia Woolf, Oliver Sacks, Priyamvada Natarajan.

Sono affascinata dalla Scienza anche perché volevo diventare medico .
Adoro figure storiche femminili che si sono contraddistinte in questo campo,
in particolare Sabina Spierlein (madre della psichiatria moderna),
Margherita Hack grande astrofisica italiana),
Samantha Cristoforetti (Geniale astronauta italiana).

1 commento

  1. Gli argomenti trattati in questo articolo sono molto affascinanti, e lo ancora di più l’angolazione dalla quale sono visti: quella di un fumettista o, meglio, della sua creatura su carta….Il topo imbranato.
    Lo spazio dovrebbe essere proprio di tutti…Bell’articolo, Silvia.

    Anna Aelis

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