I vestiti nuovi dell’imperatore -E se Napoleone…

Alan Taylor si immagina un’interessante ucronia 

sul celebre imperatore Napoleone

Disclaimer: tutte le immagini usate nell’articolo appartengono alla Mikado.
I vestiti nuovi dell’imperatore, film del 2001, riprendendo il titolo della famosa fiaba di Anderson, racconta, grazie alla fantasia di Alan Taylor (regista di Thor Dark World e Terminator Genesys nonché di alcuni episodi di Lost, I Soprano, Mad Men, West Wing, Il Trono di Spade, Six Feet Under) e all’estro del compianto e grandissimo sir Ian Holm, un’ipotetica ucronia, in cui Napoleone sopravvive, fuggendo da Sant’Elena, con l’aiuto di alcuni congiurati a lui fedeli che lo scambiano con un mozzo, suo sosia, Eugene Lenormard.

Napoleone

Napoleone arriva nei sobborghi di Parigi, dopo varie peripezie, essendo sbarcato in Olanda, poi finito in prigione e liberato da un militare, il sergente Bommell, a lui fedele che sapeva della congiura, passando persino da Waterloo, dove terminò la sua fortuna.

A Parigi dovrebbe incontrare il tenente Truchot con cui preparare il colpo di stato per ritornare al potere tuttavia il tenente è morto e lì trova solo la giovane vedova, Nicole detta Pumpkin (un’intensa Iben Hjele – Famosa per Alta Fedeltà, Defiance e The Eclipse, splendido spaccato sul lutto), fruttivendola, che alleva da sola un orfano, il quale lega subito con il misterioso commilitone del “padre”.

Nicole, sommersa di debiti, viene sorprendente aiutata dallo scomodo ospite, di cui ignora l’identità, il quale, dopo aver osservato gli inutili sforzi dei commercianti di frutta, li organizza come un esercito, spiegando loro come e dove vendere i propri meloni e le proprie angurie, facendogli fare soldi a palate.

Durante il discorso di incitamento, il dottor Lambert (Tim McInnerny, celebre per Il Trono di Spade, Sherlock, Outlander, The Aeronauts e Notting Hill), osservando l’ombra di Napoleone che si allarga sul soffitto, comprende chi ha davanti ma tace anche perché capisce che tra Nicole e “Eugene” sta nascendo qualcosa e sa che lei non sopportava minimamente l’imperatore.

Napoleone

Il dottore mostrerà alcuni fatti inaspettati a “Eugene” sulle conseguenze delle sue azioni, senza fare mai capire che lo ha riconosciuto.

Ebbene sì. Il film racconta, in maniera molto originale e interessante, come le persone comuni non fossero poi così amanti di Napoleone perché “aveva riempito il paese di vedove e orfani con le sue guerre”.

Punto di vista sacrosanto, che smaschera lo schifo di qualunque tipo di guerra, anche quella fatta per nobili ideali, (come quelli della rivoluzione in cui Napoleone credeva e che cercava di divulgare), che infine ha portato soprattutto morte e distruzione.

L’imperatore francese, a contatto con la povera gente, ne comprende infine le necessità e i problemi, finendo per essere affascinato dalla loro quieta normalità e capendo che forse la gloria delle armi non era così poi così grande.

 

Forse si potrebbe considerare il tutto un po’ banale eppure è dannatamente veritiero. Alla fine vogliamo tutti/e vivere un vita normale, con degli affetti e una certa sicurezza economica, non vogliamo passare la vita a fare guerre. E di sicuro sentirsi accusati di aver portato tanto dolore alla propria gente non deve essere divertente.

Nel mentre Eugene si diverte tantissimo nei panni dell’imperatore Napoleone a Sant’Elena, ingozzandosi di cibo e bevande a più non posso e rifiutando di ammettere di essere un impostore.

E dopotutto chi potrebbe dargli torto, visto che è passato da povero mozzo a imperatore, servito e riverito, seppur in esilio.

Si può fare solo un appunto al film di Alan Taylor, non si può non storcere il naso di fronte alla descrizione della Francia post napoleonica, come una terra paradisiaca.

Senza nulla togliere ai crimini del re corso, credere che la sua morte avesse risolto tanti problemi fa ridere, soprattutto in Francia, considerando che la restaurazione aveva riportato in auge una monarchia assoluta, dove i poveri e gli ultimi non erano certo ben considerati, anzi.

Ecco forse solo questo il difetto del film, per il resto è pressoché perfetto e molto verosimile, tanto da far venire voglia di andare a vivere nel quartiere di Nicole…

Qui sotto il trailer

 

 

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I vestiti nuovi dell’imperatore – Napoleone fugge da Sant’Elena e…

 

Curiosità: Ian Holm aveva già recitato nei panni di Napoleone nel divertente film “I banditi del tempo” di Terry Gilliam

 

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Silvia Azzaroli

Sono una scrittrice perché quando scrivo mi sento viva e posso visitare nuovi mondi e nuove terre.

Amo la fantascienza, che per me è il genere per eccellenza ma apprezzo anche i noir, i romanzi storici e il fantasy;

Amo il cinema la cosidetta settima arte: Star Wars, Prima dell'Alba, Blade Runner, Lost in Translation, Her, Marie Antoinette, Pane e Tulipani, Gattaca, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Lady Hawke, Eternal Sunshine of Spotless Mind, Love Actually, Leon, Il signore degli anelli, La storia fantastica, Grand Budapest Hotel, Picnic ad Hanging Rock, Fino alla fine del mondo, il cielo sopra Berlino, Marie Antoinette, Arrival, l'Erba di Grace, Questione di Tempo, Lo chiamavano Jeeg Robot, Dopo Mezzanotte;

Le serie tv: in particolare Fringe, Twin Peaks, X-Files, Person of Interest, Doctor Who, The Expanse, 12 Monkeys, Broadchurch, Peaky Blinders, E.R., Friends, Quantum Leap, Battlestar Galactica, Fleabag, New Amsterdam, Call the Midwife;

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i mici, la musica, il tennis (King Roger Federer), la pallavolo(indimenticabile la nazionale di Velasco, Bernardi, Zorzi, ecc), il pattinaggio e molto altro.

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