In nome della pace. Forse

Il rispetto della diversità in nome della pace.

peace-calmGli attentati commessi negli ultimi giorni sono fulmini a ciel sereno o erano attesi ? Tornando indietro di alcuni mesi potremmo dire che erano attesi, eccome, tutti hanno potuto vedere le immagini dei campi di addestramento dell’ ISIS e non solo. Abbiamo visto di tutto ormai, dalle bambine kamikaze ai bombardamenti dei raid aerei sulla Siria e tanto altro.

Troppo.

Ci sono alcuni aspetti di tutto ciò che non hanno risposte alle mie domande. Di tutte le parole dette e ripetute dai media non si è ancora sentito dire il motivo del perché di tutto ciò. La mia domanda è: qualcuno ha chiesto a questi signori per quale motivo si sono presi la briga di suicidarsi per uccidere il prossimo? Solo perché è di “colore, razza, lingua, idea o sesso” diverso?

Ci credo poco.

Peace-Typography-Wallpaper-Widescreen-HDArrivare al suicidio per una piccola differenza mi sembra superficiale.

L’ altra mia domanda è: dove trovano il denaro per acquistare fucili, bombe, proiettili, biglietti d’aereo per andare e venire dai luoghi noti e chi gli vende tutte queste cose che non sono in offerta al discount?

Gironzolano tranquillamente con documenti falsi e nessuno si accorge di nulla?

Vivono in mezzo a noi indisturbati e poi all’ improvviso diventano dei “VIP” della TV, tutti parlano di loro come se avessero compiuto delle azioni straordinarie.

Scusate un attimo brava gente, le azioni straordinarie le compiono i chirurghi che salvano le persone dai tumori al cervello, le compiono tutti i giorni i volontari della croce rossa, che, non stipendiati, soccorrono e salvano centinaia di vite umane.

E i media fanno decine di trasmissioni per parlare di “pasticcomani” che uccidono altre persone solo perché presi da allucinazioni.

Stiamo degenerando completamente, dandogli tutta quest’attenzione non facciamo altro che dare un buon motivo ad altri di farsi esplodere in “piazza”, solo per diventare famosi e sembra che a loro poco importi vivere da famosi perché morti, ma sanno che andranno a morire uccidendo e diventeranno famosi, come tutti i grandi autori e pittori morti in povertà e divenuti famosi una volta morti.

Cerchiamo di dare importanza alle persone in vita che aiutano il prossimo, i dibattiti e le indagini lasciamole fare a chi lo fa per mestiere, servizi segreti, fbi, onu ecc.

Una risposta però la voglio, chi dà da “mangiare” a queste persone ?

peace-152805_640Non lavorano, vivono di addestramento e combattimenti, le armi costano care e non si comprano tanto facilmente come il pane, volete dirmi che nessuno fin ora si era accorto di tutto questo, come nelle sette, si autofinanziano per comprare armi, producono artigianato per rivenderlo ai connazionali per armarsi e uccidere?

A che gioco giochiamo?

Il “popolo” tutto, non è tenuto a sapere?

Sappiamo benissimo che un “imbianchino” ottant’anni fa cominciò ad istigare un gruppetto di persone in una birreria, cominciò a deridere altre persone come lui che però avevano piccole differenze come quelle citate sopra e si circondò di persone incapaci di ragionare con la propria testa e creò un esercito per invadere l’ Europa.

La storia insegna ma forse qualcuno stenta a credere che stia capitando di nuovo.

Paura?

Perché diffondere la paura senza un motivo, per giustificare il fatto che se capita qualcosa di efferato non mi hai ucciso a sangue freddo?

Per eludere la strage?

Io sono malato, ho la sclerosi multipla da ventiquattro anni e continuo ad andare a lavorare e spaccarmi la schiena per pagare le tasse ad un governo che non le fa pagare a tutti nella giusta misura.

Ho un occhio cieco e risulto invalido al 74% e mi tocca pure rinnovare la patente ogni due anni con i soldi miei, ringrazio per passarmi gratuitamente un farmaco salvavita del costo di quasi due mila euro mensili.

Tanto per sdrammatizzare un po, anche io sono un imbianchino ma non mi permetterei mai di offendere, insultare, sminuire un mio simile solo perché leggermente “diverso” da me, sono stato educato a rispettare il prossimo come me stesso e continuerò a farlo in nome della pace.

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