THE RESIDENT- un medical drama troppo poco conosciuto

Cosa vi viene in mente se vi dico Medical Drama?

Ammettetelo se siete amanti delle serie tv avrete buttato di getto un Grey’s Anatomy, ad oggi la serie più longeva in termini di ospedali e di malattie che tra i molti fan e ancor di più tra chi la odia, rimane uno dei prodotti più iconici della categoria.

Poi concedendovi un attimo di tempo sono sicura che mi snocciolerete altri prodotti altrettanto validi a partire dall’iconico Dottor House di Hugh Laurie, alla troppo poco citata Scrubs, fino ad arrivare alla nostrana DOC nelle tue mani che cerca di prendere un po’ qua e là dai prodotti americani con il rischio di piombare nella consueta fiction all’italiana.

Di elenchi ce ne sarebbero tantissimi, ogni anno un nuovo medical drama fa la sua comparsa sui canali americani per poi arrivare, debitamente dopo alcuni mesi, anche sulle nostre piattaforme.

Ci sono storie che vanno e che vengono, spesso iniziano in modo originale, ma molto spesso finiscono nel gruppo “minestra riscaldata” con l’ammissione di essere scalzate da qualcosa di assolutamente più innovativo.

È da cinque stagioni però che sulla fox va in onda una serie frizzante ed innovativa che nonostante le entrate e le uscite del cast cerca di non perdere mai un colpo e di mantenere una linea tutta sua: The Resident.

Il mio incontro con The Resident risale a circa quattro anni e mezzo fa, sono a Cannes e mi ritrovo davanti un cartellone verde acqua con il faccione di Emily Vancamp, la Sharon Carter dei film Marvel, mi esprime sicurezza e di istinto decido di darle fiducia.

The Resident è ambientato nel Chastain Park Memorial Hospital di Atlanta, in Georgia, e segue le vicende nel reparto di medicina e chirurgia.

Inizialmente la vicenda è incentrata sull’arrivo di un nuovo specializzando, Devon Pravesh che deve confrontarsi con il suo supervisore, Conrad Hawkins (Matt Czuchry – The Good Wife, Una mamma per amica) , il vero protagonista della storia, ma presto le vicende con le vite delle grandi personalità dell’ospedale partendo dalla capo infermiera Nic Nevin (Emily Vancamp).

Per arrivare al cardiochirurgo Aj Austin (Malcom-Jamal Warner, conosciuti ai più per essere stato Teo nei mitici Robinson) e al C.E.O Randoplh Bell (Bruce Greenwood – Star Trek, Io Robot, The Core).

A prima vista è una serie totalmente identica alle altre ed in effetti è molto il materiale che viene preso da prodotti come Grey’s Anatomy ed E.R ormai considerati capostipiti del settore, ma a cambiare in The Resident risultano i temi trattati.

Non preoccupatevi il grande perno della vicenda rimangono diagnosi ed interventi, ma fa il grande ingresso un argomento che conosciamo bene, ma di cui vediamo sempre troppo poco: la malasanità.

Se le altre serie preferivano puntare su dottori bellimbusti e intrecci d’amore, ecco che la serie targata Fox si lancia senza peli sulla lingua su tematiche che scottano e che è sempre difficile trattare.

Nella prima stagione abbiamo assistito alle finte diagnosi di tumore, poi le protesi difettose, l’avvento delle grandi multinazionali nel campo delle biotecnologie, i trial clinici, gli ospedali privati, la mancanza di assistenza sanitaria, l’aborto e il fine vita, la corruzione dell’ordine dei medici, fino ad arrivare alla frode farmaceutica con infiltrazioni mafiose.

Stagione dopo stagione The Resident non manca di alzare la posta in gioco, di trovare nuove strade poco battute e di iniziare una nuova sfida, il covid l’ha penalizzata costringendola a scelte non semplicissime, ma che alla fine hanno avuto successo e che sono già state replicate.

La prima puntata della stagione 4 infatti opera in un modo molto astuto, è ambientata quando ormai l’emergenza mettendo da parte l’incertezza del covid ma non dimenticando di trattarne le conseguenze; escamotage che ha messo in campo anche l’italianissima Doc seppur con qualche cambiamento.

The Resident è una serie frizzante anche se non manca di problemi che spesso subentrano quando un prodotto decide di andare avanti con gli anni.

Prima di tutto le uscite del cast, che hanno creato voragini giganti, in particolare la Nic di Emily Vancamp che ha fatto perdere uno dei due pilastri della storia; la soluzione è stata la più ovvia, ma che ha costretto poi la narrazione di un balzo in avanti di due anni con il rischio altissimo di crollare.

In effetti l’inizio della quinta stagione è stato tutt’altro che brillante, eppure puntata dopo puntata si è ripresa trattando delle tematiche veramente difficilissime.

I personaggi sono diventati più veri che mai, non con futili problemi di cuore, ma sono stati messi davanti alla durezza della vita, la malattia la perdita dei propri cari smorzando così l’aura di dottori supereroi e rendendoli più umani.

Non abbiamo più a che fare solo con medici, ma con uomini e con donne costretti a delle scelte e ciò che ne consegue, devono essere forti, ma sono in realtà fragili, indeboliti dalle malattie, dalle mancanze, insomma più come noi.

 

Ancora troppo pochi conoscono questo gioiellino che ha già ricevuto il rinnovo per la sesta stagione.

The Resident prosegue, ma non diventa stopposo, a differenza di altri prodotti simili si evolve senza paura di rischiare e nemmeno quella di fallire.

Ha le vesti di un medical drama, ma che nasconde molto altro, sicuramente più vita vera, nulla a che fare con quella stereotipata di cui siamo stati instillati. Forse già solo per questo meriterebbe di essere vista.

Dove vederla? Su Disney+ trovate tutte le 5 stagioni, altrimenti in chiaro su Rai 2

The Resident – Disney Plus

The Resident – Rai Play

 

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