FUMETTI E CARTOON, TANTE MOSTRE A MILANO

In questi mesi a cavallo tra 2021 e 2022 Milano fa da capitale del fumetto e del cartoon, grazie a tante mostre, una più interessante dell’altra.

Quella che ho preferito è stata ovviamente “Manga Heroes. Da Tezuka ai Pokémon” allestita alla Fabbrica del Vapore a Milano (via Procaccini, a fianco del Cimitero Monumentale), purtroppo per tre mesi soltanto e conclusasi i primi di gennaio.

Essendo organizzata da J-Pop (il settore manga di Edizioni BD) e Visione con il supporto del Comune di Milano, Consolato del Giappone e altre realtà importanti, voglio sperare che venga riproposta in altra sede italiana o europea .

Visione organizza tra l’altro la Comicon di Napoli che si terrà dal 22 al 25 aprile prossimi.

Un’esposizione assolutamente “fantastica” sotto tutti gli aspetti, curata da Jacopo Buranelli con la consulenza scientifica di Fabio Modina, che ha visto sfilare entusiasti non solo bambini, adolescenti e giovani ma anche tante, tante persone della mia età che si scambiavano ricordi e aneddoti di gioventù…

Io ero una ‘teen’ un po’ anomala, non guardavo i cartoni “da bambina” tranne Lady Oscar (perché guerriera) e Candy Candy (perché infermiera).

Ma mi sorbivo sei, sette puntate ogni giorni di Ufo Robot e analoghi, compresi i Tekusatzu, cioè quei telefilm un tantino ‘pacchiani’ come scenografie e costumi che pure sono rappresentati in mostra (io seguivo Koseidon, per esempio).

Per me la mostra è stata un esaltante tuffo nel passato e… suppongo anche nel presente e nel futuro, in senso di scoperta, perché erano rappresentati moltissimi personaggi (recenti e non) che non ho mai neppure sentito nominare: in tutto oltre 300!

Oltre ai pannelli con excursus storico-artistico sui vari periodi e sui personaggi di maggior successo, c’erano modellini e action figures, statue e accessori, mostre fotografiche e pittoriche di autori italiani, e vere chicche d’antiquariato come dischi in vinile, album di figurine e così via.

Alcuni allestimenti si prestavano per foto ricordo con fondale.

Tutto questo ben di Dio proviene dai massimi collezionisti privati del genere ed era presentato in buona parte in anteprima europea.

Manga Heroes

In contemporanea nello stesso luogo era allestita pure la mostra dedicata agli eroi di Bonelli:

ottant’anni di fumetti da Zagor a Tex, da Dylan Dog a Martin Mistère ecc.

Se avete modo di passare da Milano, è ancora visitabile fino al 30 gennaio.

Bonelli Storycurata dalla redazione di Sergio Bonelli Editore con Gianni Bono e COMICON, in co-produzione col Comune di Milano e vincitrice dell’avviso pubblico “Promozione Fumetto 2021” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, celebra una delle Case editrici di fumetti più importanti del mondo, nata il 18 gennaio 1941. 

 

Tutte le info qui: Info Bonelli 80 anni di Storia – Museo Fabbrica del Vapore .

Un punto d’incontro stabile per tutti gli appassionati è poi quel gioiellino del WOW – Spazio Fumetto in viale Campania, dove sono stata infinite volte, specialmente quand’era possibile tenere eventi “in grande” dedicati ad esempio al Signore degli Anelli o Guerre Stellari.

In questi primi giorni di gennaio era ancora possibile visitare l’allestimento tipico dedicato all’opera lirica che apre la stagione del Teatro alla Scala: quest’anno “Macbeth” di Giuseppe Verdi, di cui erano in esposizione varie trasposizioni a fumetti, magari solo lontanamente ispirate a Shakespeare, negli stili più vari dal classico al minimalista al grottesco, in italiano o in inglese ma non solo, e altro materiale come le mitiche Figurine Liebig.

Si colmi il calice” era il titolo, tratto dal libretto operistico.

 

Visitabile ancora fino al 27 febbraio invece “Fumetto. I comics made in Italy”: la grande storia del fumetto italiano dalle origini a oggi, documentata attraverso più di 150 opere originali e centinaia di pubblicazioni, dall’ “Intrepido” dei nostri nonni al “Corrierino dei Piccoli” e “Corriere dei Ragazzi” che leggevo anch’io da bambina, fino ai contemporanei.

Vengono raccontati i personaggi (comici, avventurosi, erotici…) ma con loro ovviamente anche autori ed editori che hanno contribuito all’affermazione nel mondo di questa che è chiamata la Nona Arte.

Da non perdere il bookshop piccolo ma fornitissimo.

Controllate il sito del WOW Museo Wow Spazio per incontri, corsi, presentazioni ed eventi.

Il biglietto (prezzo popolarissimo) dà diritto alla visione di tutte le esposizioni presenti in sede.

Tra cui segnalo dal 15 gennaio al 6 febbraio “Libere di Vivere”: nella mostra, organizzata da Global Thinking Foundation, verrà esposto il graphic novel originale “La ragazza di stracci”, realizzato da Anonima Fumetti.

Al centro della leggenda che viene raccontata, il tema dell’indipendenza economica femminile e della violenza domestica.

E alla donna è dedicata anche l’altra mostra ancora visitabile a Milano: “Wonder Woman. Il Mito”, allestita a Palazzo Morando museo della moda e del costume, nella centralissima via Sant’Andrea proprio nel Quadrilatero della Moda.

Varie sale (tra l’altro dotate singolarmente di depuratori d’aria) con grandi pannelli che danno un excursus storico sull’evoluzione del personaggio (e anche dei suoi succinti costumini) da eroina mitologica con superpoteri a umanissima investigatrice e ritorno, comunque simbolo della volontà di riscatto e di liberazione femminile innanzitutto dallo stereotipo della “bella da salvare”, della preda inerme, dell’oggetto di cui disporre.

Vedrete riproduzioni di fumetti, video, dipinti, modellini e action figures, costumi e accessori, con possibilità di interessanti acquisti nel bookshop all’uscita. Mostra Wonder Woman oppure Costume Moda Immagine.

Aperta fino al 20 marzo, e se avete tempo approfittate per visitare il resto del museo, con i suoi quadri di costume, la mostra Settecento!” in cui abiti del secolo dei Lumi (provenienti dalle collezioni del palazzo) vengono accostati a reinterpretazioni moderne da parte di alcuni dei maggiori stilisti;

c’è anche una parte “comasca” con i campioni di stoffe e l’excursus sulle mode relative ai tessuti, a cura della Fondazione Antonio Ratti – Museo del Tessuto.

Insomma anche qui una celebrazione della donna, della sua bellezza interiore ed esteriore, della sua creatività, della sua forza…

perché, come ho imparato a mie spese, ognuna di noi a modo proprio si trova a dover essere una “wonder woman”,

e non a caso dopo la malattia, ho voluto danzare un brano di Fabius Constable della Celtic Harp Orchestra

intitolato “Miranda and the Tempest”.

Non solo perché bellissimo, appassionante, suggestivo.

Ispirato alla giovane eroina della “Tempesta” shakespeariana, per me è passato a significare appunto lo stupore davanti alla forza di ogni donna che affronta la sua personale tempesta, diventando qualcosa di “mirabile” (Miranda).

 

armi di Wonder Woman ovvero la principessa Diana di Temiscira

Qui sotto il video musicale di Fabius Constable

 

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